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Lavori al San Paolo, sul monito Uefa l’assessore Borriello dice cose inesatte

di Pippo Trio

Ciro Borriello, Assessore allo sport del Comune di Napoli, è intervenuto ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli e ha candidamente affermato: “La Uefa vuole che il Comune intervenga sullo stadio e noi siamo sul campo. Quella dei sediolini è una priorità assoluta, sia per noi che per la Uefa”. L’assessore tra le altre cose ha fatto intendere che con il Napoli gli accordi per la gestione dei lavori riguardo ai sediolini, sono ancora in alto mare così come i futuri accordi sulla gestione o la prossima convenzione. Ma restando nel merito, pare che i nuovi sediolini, quelli acquistati dal Comune, essendo più grandi, taglierebbero almeno 7mila posti, la qual cosa non dovrebbe essere molto gradita alla società di De Laurentiis, dal momento che si ridurrebbero i biglietti da vendere. In realtà, questo non dovrebbe essere un problema insormontabile, anche perchè il presidente del Napoli ha sempre fatto capire che a lui non interessa avere stadi da 50mila posti, ma glie ne basterebbero 20mila. Quello che però più fa riflettere dell’intervento di Borriello, è quando afferma che è la Uefa a ordinare al Comune i lavori allo stadio, cosa che non sta né in cielo e né in terra, in quanto l’organo sportivo europeo, per quanto importante ed autorevole, non può in nessun modo ordinare a nessuna istituzione alcunché. Alla Uefa non si sognerebbero mai di impartire ordini al comune di Napoli, su come gestire gli impianti sportivi. L’Uefa al massimo può ammonire le società di calcio che partecipano agli eventi di loro giurisdizione e organizzazione, di sottostare a delle norme sulla sicurezza, di rendere confortevoli e accoglienti gli stadi che ospitano i tornei di calcio europei, non di certo occuparsi di chi sia la proprietà degli impianti e a chi spetterebbero i lavori. Alla Uefa, tutto questo, non può fregargliene di meno. Per loro è importante che gli impianti rispondano alle norme e alle caratteristiche richieste, affinchè poter ospitare le manifestazioni sportive. Chi poi deve operare per rendere gli stadi a norma, non è un problema che tocca sovrintendere alla Uefa. Chiaro? Ora noi capiamo che questa storia infinita dei lavori allo stadio, della gestione dello stesso è una partita importantissima che sindaco e presidente del Napoli si stanno palleggiando da circa cinque anni, senza che si sia trovata ancora una soluzione. Ma ai cittadini bisogna raccontare le cose come stanno… Bisogna raccontare che la situazione degli impianti sportivi napoletani, dopo quasi sei anni di amministrazione De Magistris, è ancora pietosa. Bisogna raccontare che il San Paolo, malgrado produca decine di milioni di reddito alla SSC Napoli (basti pensare che solo con il Real Madrid si sono incassati 5 milioni circa), e ancora a Palazzo San Giacomo non si è deciso di quantificare quanto deve pagare De Laurentiis per l’utilizzo dello stadio. Bisogna raccontare che il Comune si è indebitato per conto dei napoletani per circa 25 milioni con il credito sportivo del Coni con la finalità di mettere mano alla ristrutturazione dello stadio, non solo per i lavori di manutenzione ordinaria spettanti al proprietario, quindi per rendere a norma l’impianto, ma anche ad accessoriare ed abbellire lo stadio in zone come la tribuna Vip, la tribuna stampa, gli spogliatoi e rifare tutte le poltroncine. Lavori che normalmente spetterebbero al locatario quindi al Napoli visto che è il club che partecipa alla Champions e non il Comune. Ma addirittura questi nuovi sediolini verranno marchiati con il logo del calcio Napoli, come se fosse il club di Castelvolturno a pagare la ristrutturazione, che invece come sempre pagheranno indirettamente i napoletani. Del resto, i 25 milioni da restituire al Credito sportivo del Coni, di sicuro non li pagheranno De Magistris e figuriamoci De Laurentiis, ma dovranno pensarci i cittadini, anche quelli che del calcio non gliene frega nulla. Come? Attraverso le tasse, i contributi, le multe e quant’altro. La cosa che però ci lascia perplessi è che uno stadio, malgrado sia fatiscente, comunque produce almeno 20 milioni di fatturato all’anno e anziché regare un guadagno anche per il comune, che lamenta sempre casse vuote, e, addirittura si indebita . Lo stadio essendo patrimonio comunale, quindi non di De Magistris o di De Laurentiis, dovrebbe essere al servizio della cittadinanza, dello sport, della musica e bisognerebbe fare in modo che le risorse acquisite per il suo utilizzo, dovrebbero servire a sgravare i napoletani di tasse già altissime, di contro, fare in modo che quanto guadagnato venisse impiegato al miglioramento della struttura che di tutti gli altri impianti sportivi napoletani. Invece, purtroppo, questa è la triste realtà, ci si indebita per “regalare” lo stadio a chi ci guadagna milioni a costi irrisori e poi realtà come il Collana, il Palazzetto dello Sport ormai ridotto ad uno scavo di Pompei e tutti gli altri impianti presenti sul territorio, sono lasciati in condizioni pietose, mettendo in ginocchio le associazioni sportive che vi operano, inoltre,impedire a migliaia dinapoletani di poter praticare una qualsiasi attività sportiva. L’assessore Borriello, il sindaco De Magistris, la raccontassero giusta, perché quello che sta accadendo a Napoli, a proposito di sport e impianti sportivi non è affatto edificante.

3 Comments

  1. Claudio ha detto:

    Tutti filosofi e scienziati…..sempre a giudicare come se la verità appartiene a questo signore…..lo stadio è di Proprietà del comune, quindi cacciasse i soldi per adeguato, anche perché sicuramente un ritorno economico c’è, e sto soggetto la smettesse di stare a dire cose che non hanno senso….deve essere un altro non colorati, che se ne andasse a vivere a Torino e non rompesse più le scatole, proprio per non essere volgare!! !!!

  2. Claudio ha detto:

    Tutti filosofi e scienziati…..sempre a giudicare come se la verità appartiene a questo signore…..lo stadio è di Proprietà del comune, quindi cacciasse i soldi per adeguato, anche perché sicuramente un ritorno economico c’è, e sto soggetto la smettesse di stare a dire cose che non hanno senso….deve essere un altro non colorati, che se ne andasse a vivere a Torino e non rompesse più le scatole, proprio per non essere volgare!! !!!

  3. Hdpape ha detto:

    Il San Paolo ha ospitato anche alcuni concerti di artisti del calibro dei Rolling Stones , di Jovanotti , Lucio Dalla e Francesco De Gregori

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