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Festa 1° Scudetto rimandata, meglio ancora abolirla. E’ ormai troppo tardi persino per il populismo del sindaco

di Pippo Trio

La leggenda narra che la storia avrebbe voluto una data, il 10 maggio del 1987, il giorno in cui il Napoli vinse il suo primo scudetto, e così sia! Però basta con questa continua masturbazione collettiva pensando al triangolino dal tricolore ormai sbadito dal tempo. Altrove festeggiano 30 e passa scudetti, in procinto di festeggiare in modo sobrio un triplete e noi qui a immaginarci la festa per il trentennale del primo scudetto. Ma piuttosto di festeggiare più di un quarto di secolo che non si vince, ci si organizzi per collezionare il terzo, magari il quarto… Invece non son capaci nemmeno di organizzare una festa paesana, il cui ideologo,il sindaco di Napoli, si dice che a quei tempi fosse interista, ma ora riceve a Palazzo i vecchi campioni con trent’anni di ritardo, manco fosse Pertini che premia gli azzurri al ritorno del vittorioso mondiale spagnolo. Insomma, questa storia del trentennale, la consegna della cittadinanza onoraria a Maradona, da parte di un primo cittadino che si contrappone ai suoi stessi riferimenti istituzionali (perché ad oggi per lo Stato, a torto o ragione, Maradona è ancora un evasore fiscale), è veramente penosa. Sindaco e presidente del Napoli, trovassero altri modi per farsi pubblicità a buon mercato per ingraziarsi cittadini e tifosi che tanto amore e passione danno alla città e alla squadra di calcio, per essere ripagati con una sagra calcistica male organizzata e pensata. Non è in nome del populismo di De Magistris che la città cresce mascherando i suoi difetti atavici e quelli dell’amministrazione. Altro che ‘sputtanapoli’. E neanche perché un imprenditore rileva un club di calcio da un tribunale fallimentare per poche decine di milioni, guadagnandone dieci volte l’investimento grazie all’infinita popolarità, che bisogna stendergli tappeti rossi ogni qualvolta delira in pubblico o in privato, mantenendo un decimo di quello che promette. Napoli ha bisogno di concretezza, ma innanzitutto di verità, non di favole, oleografia, populismo, accattonando consensi qua e là. Non sarebbe affatto male se i napoletani cominciassero per davvero ad aprire gli occhi e far sì che le grandi potenzialità di di una metropoli dalla cultura millenaria possa davvero tornare a risplendere. Invece qui si esalta il nulla, perché le bellezze paesaggistiche non sono di certo merito del sindaco, né tanto meno lo è la cultura che trasuda in tutti gli angoli di Napoli. E figuriamoci la grande passione dei milioni di tifosi al mondo per il Napoli calcio, se possa essere merito di De Laurentiis, che dal canto suo non ha mai mostrato grande stima e ammirazione per la storia passata del vecchio Napoli, al punto da affermare, in una delle sue clamorose uscite, “ma che cazzo avete vinto a Napol?” – https://www.youtube.com/watch?v=2yZesfhxaPo . Ecco, detto ciò, inutile dilungarsi ulteriormente su questo argomento, non merita poi tanta attenzione. Piuttosto si cominci a pensare da napoletani veri invece di farsi raccontare Napoli da chi amministra la città o da chi ha avuto la grande fortuna di appropriarsi della sua squadra di calcio. Napoli la vivono i napoletani ogni giorno nel bene e nel male, nella sua sfavillante bellezza e nell’orrore dei fatti di cronaca. Il calcio Napoli lo hanno vissuto i tifosi che da circa un secolo fremono e sussultano per quei ragazzi in maglia azzurra a prescindere dalle posizioni in classifica, non chi da giovane tifava Inter o chi nella vita si è occupato solo di cinema di cassetta. Non fatevi abbagliare dalle feste degli anniversari di chi perde da trentanni, non accontentatevi che il mare, il sole accarezzino il Vesuvio e i suoi abitanti, perchè questo non è merito di nessuno, ma solo della fortuna di essere nati in riva al golfo. Infine riguardo al calcio, non accontentatevi di arrivare secondi, terzi, agli ottavi di finale, di fare bella figura, perchè così vi dicono per farvi fessi e contenti. Napoli e i napoletani meritano mille volte di più e ci sono tutte le possibilità per meritare di vincere ancora, non lo diciamo noi per aggiungere populismo a populismo, ma lo insegna la storia di Napoli e anche del Napoli.

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