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Darknet, il web sommerso (la gran parte di Internet) dove si compra e vende di tutto a condizione che sia illegale

di Piero Porreca

“… e mi ritrovai per una selva oscura…” sembra un’ esagerazione ma per certi sentieri digitali non lo è, perché di questa selva chiamata Internet, oggi strumento irrinunciabile per le nostre vite, non ne conosciamo tutti gli angoli. Colpa dell’evoluzione della rete stessa, che cresce come un alieno che si nutre di se stesso e rinasce sempre più grande e con sembianze nuove. Oggi Internet è una enorme selva con tanti sottoboschi, di cui alcuni foschi, e questo è un avviso agli esploratori.
Avete mai provato ad immaginare come è fatta un’impresa come Google, o Facebook, …? Immaginiamo tranquilli uffici con tanta luce e verde intorno, giovani sorridenti e spazi aperti. Certo, da un lato è così, dall’altro ci sono invece enormi fattorie di server che lavorano ininterrottamente in zone isolate del mondo, possibilmente fredde, perché i delicati circuiti di questi computer soffrono e temono il caldo, con cavi e satelliti che collegano da un lato all’altro il pianeta, dei centri nevralgici imprescindibili ormai per il nostro vivere quotidiano, e per questo ben curati e protetti con sorveglianza armata.
Tutto questo per cosa? Per darci solo una piccola parte di una immensa mole di informazioni e servizi. E già, perché noi, normali frequentatori del I° livello di Internet, quello di Internet Explorer, di Google Chrome e simili per capirci, abbiamo a disposizione solo il 5% del totale delle informazioni disponibili sul web, per essere più chiari, sul web ci sono circa 550 miliardi di documenti, Google ne indicizza solo 3 miliardi. E il resto dov’è? Il resto è il Web sommerso (in inglese deep web), è qui che si trova l’insieme delle risorse informative del World Wide Web non segnalate dai normali motori di ricerca, di questa categoria fanno parte nuovi siti non ancora indicizzati, pagine web a contenuto dinamico, web software e siti privati aziendali. Fin qui, tutto normale e tranquillo, ma è in un sottosistema del web sommerso che troviamo il Dark Web, e qui le cose iniziano un poco a intorbidirsi.
Il Dark web è un insieme di reti chiamate genericamente darknet. Queste reti sono raggiungibili solo attraverso l’uso di software particolari e di norma la navigazione web è anonima. Tra le darknet più famose troviamo TOR (acronimo di The Onion Router), un sistema di comunicazione anonima per Internet di seconda generazione. Infatti tramite il suo utilizzo è molto difficile tracciare l’attività Internet dell’utente; il progetto Tor inizialmente è stato sviluppato per proteggere le comunicazioni dei servizi segreti statunitensi, quindi nelle intenzioni dei suoi ideatori è stato finalizzato per proteggere la privacy degli utenti, la loro libertà e la possibilità di condurre delle comunicazioni confidenziali senza che vengano monitorate, un’ arma insomma. Oggi TOR è usato per scopi ‘etici’, con i tanti anonymous che sfondano e modificano siti che vengono reputati ‘ostili’, o quelli che lavorano per garantire spazi di confronto politico in paesi dove non sono permessi, oppure per organizzare biblioteche di libri proibiti. Così come c’è chi lo usa per promuovere guerre sante più o meno deliranti, tra terroristi di ogni ordine e grado, malavita poco e molto organizzata. L’anonimato con i suo pro e contro in definitiva.
Innanzitutto che sia chiaro a tutti, il Web oscuro non è un luogo dove andare a spasso, così tanto per. Difatti sempre più frequentemente si trovano notizie di sequestri di server Tor da parte delle autorità per controllare l’eventuale presenza di materiale illegale, ed è in uno di questo controlli che saltò fuori Silk Road, un sito di commercio elettronico che effettuava attività criminali, e purtroppo non era un caso isolato. Nel Dark web si compra e si vende di tutto, possibilmente di illegale o poco legale. Droga, armi, materiale pornografico, soldi falsi, identità rubate, conti in banca taroccati, finti diplomi di laurea delle più prestigiose università, tessere e accrediti stampa, mercenari più o meno armati, terroristi. Ed anche: accessi a vita a qualsiasi servizio a pagamento, automobili, pillole per dimagrire, per ingrassare, per sviluppare i muscoli, per prestazioni sovraumane. Se si hanno abbastanza soldi si trova di tutto e dove chi compra e chi vende vuole evitare lo sguardo penetrante delle autorità, ma occhio, è un mare infestato di corsari sempre in agguato pronti a prendere e fuggire, infatti le truffe sono all’ordine del giorno, tutte le transazioni sono a rischio, e, come detto non c’è modo poi di rivalersi ricorrendo all’autorità giudiziaria… Quindi considerando ciò che si trova (molto facilmente), si raccomanda alle persone impulsive, morbose e inesperte di astenersi.
Per chi proprio vuole immergersi nel profondo della rete, è bene usare qualche accortezza: per prima cosa mantenete il browser web Tor in lingua originale, l’inglese, questo per impedire di essere tracciato più facilmente, poi coprite la telecamera del vostro computer e parlate poco, anzi, state in silenzio, non si sa mai chi guarda e chi ascolta… e poi mai ricorrere ai conti in banca o alle carte di credito. Il bitcoin, è la moneta virtuale che impera insieme ai tanti metodi per ‘pulire’ le transazioni. La ‘centrifuga’ è il metodo più in uso, trattasi di un processo che elimina la connessione fra l’indirizzo Bitcoin di chi paga e quello di chi incassa. Se fatto bene qualunque traccia viene cancellata, se poi, come spesso accade, viene richiesto di avvalersi di un hotspot WiFi pubblico, la probabilità di non venire tracciati è altissima.
Raccontare del Deep e del Dark Web, non è una incitazione al crimine, anche perché il Deep Web non è illegale. Il valore e la qualità delle informazioni del Deep Web è, come detto, dalle 1000 a 2000 volte superiore al Web di tutti i giorni, è un invito quindi a non trascurare una ricca miniera. Naturalmente, il fascino del “proibito” spinge a esplorare Darknet. In linea di principio, è possibile ricorrere a software per bloccare l’uso del browser modificato, nonché ad altre contromisure tecniche, ma il loro utilizzo non è di grande aiuto. E poi si può sempre entrare in contatto con Darknet attraverso lo smartphone. E’ preferibile parlare apertamente, specie ai giovani, dei pericoli presenti, anziché preoccuparsi di adottare provvedimenti tecnici. Raccontare, presentare e descrivere cosa sia il Dark Web significa farlo conoscere per non lasciare che diventi terra di nessuno. Il sospetto che i deliranti terroristi lo usino per le loro comunicazioni è forte, quindi per contrastarli bisogna affollarlo di quante più persone oneste, positivamente etiche, che credono nella democrazia, quella vera. Quante più persone lo frequentano, tanto più difficile sarà per la parte oscura, che poco ha di umano, di usarlo a loro piacimento. Così nessuno rischierà di “smarrire la diritta via”.

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