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IL CASO CIRO A MERGELLINA – Ostracismo strabico del Comune: tolleranza verso gli abusivismi, pugno di ferro con i ‘regolari’

Napoli la città del paradosso, e guarda caso ancora una volta siamo costretti a parlare del poco condivisibile operato del nostro sindaco che ormai incarna tutte le contraddizioni, i vizi e i difetti di una città anarcoide dove il regolare diventa irregolare e viceversa. Ha fatto sensazione la notizia dell’intimazione comunale del Comune allo Chalet Ciro a Mergellina, vera istituzione del ristoro napoletano, probabilmente il miglior snack bar di Napoli, anzi ne siamo assolutamente certi, data l’affluenza e la qualità dei suoi servizi a milioni di avventori che giorno dopo giorno da 65 anni fanno tappa relax a Mergellina, per un caffè, un aperitivo, una graffa o di qualsiasi ben di Dio che la tradizione pasticciera e gastronomica che questo mitico bar serve ai suoi soddisfatti clienti. La notizia è nota da qualche giorno e narra che il Comune di Napoli inibisce lo Chalet Ciro a ridurre lo spazio dei tavolini drasticamente equiparandolo a quello concesso ai chioschi in zona. Detta così potrebbe sembrare una cosa giusta, del resto se c’è una legge in proposito è bene che tutti vi si adeguino, quindi nolente o volente dovrà farlo pure il proprietario dello Chalet Ciro, che guarda caso proprio all’indomani della nuova apertura di una succursale a Londra, per altro in piena Brexit, ed ironia della sorte proprio nella città di origine gli tarpano le ali di un successo ormai conclamato e sempre più crescente. Quello che non condividiamo affatto non è sicuramente che qualcino come De Magistris e i suoi collaboratori facessero rispettare leggi e regole, saremmo dei folli solo a ipotizzare tale ipotesi, ma quello che ci rende sempre più perlplessi sulla bontà dell’operato e della buona fede del Sindaco sono queste ingiustizie di chi, come si dice a Napoli “Addò vere e addò ceca”. E’ sospetto questo strabismo amministrativo di De Magistris, altrimenti dovrebbe spiegare di come si può paragonare un chiosco qualsiasi della zona e li conosciamo, con un’attività regolare, funzionante, che da lavoro a un po di gente, che paga puntualmente tutte le tasse e i vari contributi per l’occupazione suolo, come asserisce convinto il proprietario dello Chalet Ciro, mentre negli stessi luoghi si contano a centinaia quel suk di ambulanti che vendono prodotti di dubbia provenienza, che invadono i marciapiedi già per altro invasi più o meno decentemente da tarallari e ostricari vari? Non ci è mai piaciuta la guerra in generale e figuriamoci quella dei poveri, quindi se fosse giusto che ognuno debba arrangiarsi per vivere e lo si tollera in tutte le sue deficienze, non si capisce perchè poi si debba punire e infierire su chi invece svolge al meglio la sua attività, così come nel caso dello Chalet Ciro, uno fra i migliori bar napoletani? Quali sono i motivi per cui il Sindaco di Napoli, spesso non si occupa delle deficienze metropolitanea, che vanno dagli abusivismi a vario titolo, al peggior decoro di palazzi storici, strutture sontuose ma degradate come la Galleria Umberto I, per non parlare di strutture sportive mai curate come il Collana che quando a cominciato ad occuparsene la Regione e qualche associazione privata per bonificare l’impianto ci si mette di traverso bloccando gli accordi, quindi la ristrutturazione fino a far chiudere definitivamente l’impianto vomerese. Ed è così che come nel caso dello Chalet Ciro, il picco massimo dell’evidente strabismo comunale lo si riscontra nella gestione paradossale delle strutture sportive, dove si può notare la pervicace resistenza di De Magistris a quelle associazioni sportive dilettantesche che pagano puntualmente i loro canoni per le strutture occupate all’interno del Collana e che garantivano la messa in sicurezza, nonchè dello svluppo e l’ammodernamento di tutto l’impianto a loro spese bloccando l’iniziativa sul nascere e poi invece incredibilmente ‘regala’ lo stadio San Paolo al presidente del Napoli, che se non fosse stato per la Corte dei Conti non avrebbe mai pagato un euro per un’enorme struttura come il San Paolo dove mediamente ci fattura 20 milioni l’anno e il sindaco cosa fa? Si indebita pure per conto dei napoletani di 25 milioni con il credito sportivo per regalare a De Laurentiis la ristrutturazione dello stadio arredandola persino con sediolini azzurri con il marchio e il logo del Napoli, e invece poi si accanisce con lo Chalet Ciro, al quale non solo non regala tavolini e sedie nuove, ma persino gliele toglie… “Addò vere e addò ceca”.

di Pippo Trio

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