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L’opinione di Minopoli. Tutti contro Renzi, ma il più lucido è Berlusconi: “per vincere non servono le coalizioni, ma una guida moderata, liberale, europeista”

di Umberto Minopoli

La differenza. Ora i leader che si autoproclamano di sinistra strabuzzano gli occhi per il ‘modello’  Berlusconi. I giornaloni vanno a ruota e tutti a dire, all’unisono con Brunetta, Toti e la nomenclatura del centrodestra: “Renzi perde perché è divisivo. Non fa come Berlusconi. Non unisce le ‘forze’ del centrosinistra”. Orlando si intesta questa campagna e proclama: “il congresso ( di un mese fa) è smentito. Renzi cambi linea, si metta la cenere in testa, faccia come il centrodestra: coalizione! Da La7, ai talks, al Corriere, a Repubblica è tutto un patetico coro di commenti simili contro Renzi che non fa come Berlusconi, che è troppo divisivo e non “include”. Berlusconi, però, è il primo a smentire questo improvviso innamoramento per il modello centrodestra e per il concetto di coalizione. E fa una lezione politica ai giornaloni e a Orlando: “per vincere le elezioni politiche non serve tanto la coalizione – dice –   quanto farne una a chiara, a indubbia guida moderata, liberale, europeista. Non condizionata dagli estremisti”. E questo è il punto. Voteremo col sistema proporzionale non con il modello dei sindaci. E, in questo caso, quello che dice Berlusconi è sacrosanto: vincerà il partito che mostrerà un profilo netto e affidabile di governo, non populista e non estremista. Chi va con coalizioni ambigue al voto proporzionale perde. Ci scommettiamo? Ma poi: Renzi potrebbe davvero “fare come il centrodestra”? Cioè: coalizzarsi? I supporter di Orlando, Prodi e Pisapia e i giornaloni anti-Renzi nascondono la verità. Che cosa distingue il “campo del centrosinistra”, di cui cianciano costoro, dal centrodestra di Berlusconi? A destra il “campo” c’è davvero. C’è Forza Italia e c’è la Lega. Che è un partito vero, con un grosso radicamento in regioni e città del Nord e del Centro. Con una forza elettorale pari a FI. Renzi, invece, con cosa dovrebbe coalizzarsi? Non c’è nulla di significativo e importante fuori dal Pd. Mentre Berlusconi e FI godono del rispetto del resto della coalizione, che sa di non poter fare a meno del Cavaliere, Renzi dovrebbe coalizzarsi con un comitato di “generali senza esercito”. Le amministrative, a partire dalle città-simbolo del “campo” di Pisapia e soci, da Genova a La Spezia e Pistoia, hanno mostrato la verità: a destra c’è la ragione per coalizioni (che Berlusconi mal sopporta). A sinistra no. Non c’è niente che assomigli a una Lega. E c’è solo un campo di Marte di fuoriusciti senza truppe, di rancorosi cui interessa solo la capitolazione di Renzi e di partitini, o personaggi, che non si rendono conto, come i candidati sindaci non renziani che hanno perso dappertutto, che fare campagne per il voto identitario fa perdere le elezioni. La gente vuole proposte e programmi di governo sennò vota contro, o si astiene. Per questo serve ascoltare il saggio Berlusconi e non gli entusiasti berlusconiani, quelli per cui “la coalizione è il modello”. Falso. Come dice Berlusconi, per vincere le elezioni ( proporzionali) non è la coalizione (che lui subisce per stato di necessità ) il modello, ma la “guida moderata, liberale, europeista ed europea e di governo”. Renzi, per fortuna, è un passo avanti rispetto a Berlusconi ( e ai grillini): lui il partito e il programma con un profilo moderato, liberale, europeo ce l’avrebbe. Se va per la sua strada il Pd, in elezioni proporzionali, può giocarsi la sua carta e risultare primo partito. Se ascolta Orlando, che lo invita a fare “tavoli” con i suoi nemici giurati che hanno solo tanto astio, odio, posizioni impresentabili, ma niente truppe, cioè elettori (a differenza della Lega per il povero Berlusconi), farà la frittata. Perderà lui, perderà il Pd e perderà il centrosinistra che spaventerà e respingerà gli elettori.

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