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LA FESTA A MARADONA – A un sindaco incapace di organizzare il più facile degli eventi, non gli si possono affidare le sorti di una città come Napoli

Non è per accanirsi, criminalizzare, avere pregiudizi, anche perchè ormai sono sei anni abbondanti che De Magistris governa Napoli con alterne fortune, quindi di tutto si può parlare tranne che di pregiudizi, ma questa infinita telenovela della celebrazione di Maradona, assume di ora in ora aspetti a dir poco grotteschi. Per dimostrare quanto affermiamo, senza volerci  rifare alle solite polemiche di prammatica sull’amministrazione generale, perchè potrebbe sembrare puro esercizio opinionistico, denigratorio della figura del sindaco, malgrado non fosse così, perchè l’oggettività dei dati parla chiaro,  semmai sarebbero le opinioni diverse sui dati a mistificare i fatti. Stavolta però è molto più semplice dover dare un giudizio obiettivo sull’ennesimo flop di questo ex magistrato, che pure nella sua professione principale non ha mai convinto del tutto, visto che il suo operato anche in quel campo, più di una volta ha presentato chiaroscuri. In effetti l’ultima buccia di banana sulla quale sta scivolando il sindaco di Napoli riguarda una cosetta semplice semplice, persino ormai futile, come quell’idea populista di sfruttare l’immagine di Maradona per potersi ancora accreditare al popolo dei suoi futuri elettori, quelli che insieme allo zoccolo duro dei suoi fans , dovrebbero lanciarlo definitivamente nell’agone politico nazionale, chissà con quali utopistiche ambizioni, non osiamo immaginarcelo Premier, ma di certo un pensierino lui deve avercelo fatto. Purtroppo per il sindaco in un momento di euforia sportiva, che come sempre suscita il ritorno di Maradona da queste parti, a lui e ai suoi  collaboratori, fratellone in testa, non deve essere sembrato vero approfittare di una tale occasione mediatica e di gradimento di questa portata,  soprattutto perchè molto esperti di eventi e feste di piazza così come sono lui e il suo meno celebre fratello. Ed ecco che contemporaneamente al momento magico della squadra azzurra, quindi di una possibile riconciliazione con  De Laurentiis, anche per coinvolgerlo in modo meno sfuggente sull’annoso problema dello stadio, quindi ‘obbligarlo’ a collaborare e a non poter rifiutare di partecipare ad una festa, che ne siamo certi,  al Presidente del Napoli non ha per niente entusiasmato e sicuramente non avrà gradito di essere stato tirato per la giacca dal sindaco seppur facendo buon viso a cattiva sorte per non risultare impopolare agli occhi dei napoletani che già non lo amano tantissimo. Per De magistris invece sembrava ormai tutto fatto,  ed è stato facile cavalcare l’onda dell’incauto ottimismo ambientale, facendo conto su un possibile e storico successo azzurro  in Champions League in occasione del big match con il  Real Madrid, che il sindaco entusiasta prometteva grandi feste, ricchi premi e cotillons in un momento di euforia generale, lasciava ancora auspicare di poter  battere in semifinale pure  la Juventus e poter vincere la Coppa Italia, classificarsi al secondo posto in campionato e chissà di proseguire volando ai quarti di Champions eliminando niente di meno che la squadra più prestigiosa al mondo. L’occasione per il sindaco era troppo ghiotta poter non approfittare di quei possibili momenti di gloria e di prendere più piccioni con una fava che poi si è rivelata grana, quella di  Maradona, e poter  sfogare tutto il populismo di cui è capace, senza però consentirgli di fare i conti con una materia imprevedibile, il calcio,  e soprattutto fare i conti con un personaggio come De Laurentiis che si rimangia facilmentele cose. Stavolta entrambi hanno scherzato con il fuoco, perchè ad un popolo puoi fargli tutto, ma non toccargli i sentimenti, e Maradona a Napoli è considerato molto di più che un sentimento. Maradona è la storia del calcio Napoli, quella vera, quel settennato che nobilita 90 anni di calcio azzurro, per cui, come dice un vecchio adagio, ‘scherza con i fanti, ma lascia stare i santi’. Ebbene, purtropppo gli eventi nel calcio cambiano da così a così e da che il Napoli potesse strapazzare il Real, fare a polpette la Juventus nel doppio confronto e scavalcare la Roma, purtroppo si sono rivelate ancora una volta pie illusioni, ma restail fardello pesante degli impegni presi con quei proclami roboanti del sindaco fatto in periodo di vacche grasse. Proclami che riguardavano la festa del trentennale dello scudetto, per altro pateticamente tardiva di circa un quarto di secolo, e non contento di ciò, di aver promesso anche di bissare con la celebrazione – ugualmente tardiva – al protagonista assoluto: sua maestà Diego Armando Maradona, che come tutte le celebrità prima di muoversi avrà chiesto garanzie che fino a ieri nessuno aveva garantito, soprattutto garanzie economiche,  per scomodarsi fra un impegno e l’altro. Morale della favola, (perchè si continuano a raccontare favole ai napoletani) è che il Napoli venne eliminato bruscamente dal Real Madrid, che la Juventus ottenne i suoi obiettivi dal doppio confronto napoletano e la pur disastrata Roma ottenne il passaporto diretto per la Champions, l’unica festa nemmeno tanto sobria, è stata la solita cena di fine anno organizzata da De Laurentiis al ristorante D’Angelo, finita pure a ‘pisci fetienti’ con la famiglia Reina.  Figurarsi quanta voglia avesse De Laurentiis di festeggiare il trentennale di uno scudetto di cui non gli è mai potuto fregar di meno, o di fare un lauto bonifico a Maradona per farsi scalzare definitivamente dal cuore dei napoletani. In tutto questo De Magistris  in un modo o in un altro si è visto obbligato a mantenere le promesse in qualche manier,  arraggiandosi di suo, ed è stato così che la festa del trentennale dello scudetto si ridusse ad un giro turistico della città sul bus rosso Sightseeing dei reduci scudettati, che finirono il tour al San Paolo dove non solo, avrebbero dovuto giocare una partita celebrativa, che poi fu giocata in modo anonimo a Casoria, ma addirittura si videro chiusi i cancelli dello stadio da solertissimi custodi, che in passato hanno fatto entrare di tutto all’interno dello stadio, persino arsenali, boss della camorra, ma si son guardati bene di non far entrare  gli scudettati dell’87, istruiti da chissà chi. Chiaramente della figura barbina nell’occasione, nessuno se ne è mai assunto responsabilità, nè il sindaco nè tantomeno De Laurentiis anche perchè assumersi la responsabilità di distruggere il mito del primo scudetto sarebbe stato un suicidio e quindi si è giocato sull’equivoco nel rimpallarsi le responsabilità , salvo poi far di conto con il vero Mito, con cui come dicevamo in precedenza, non si scherza, e lo dimostra il fatto che ancora oggi a 5 giorni dall’evento non c’è nessuna certezza. Eppure sarebbe stato facile organizzare un evento del genere nella sua location naturale, lo stadio San Paolo,  dove però oggi sovrintende impropriamente De Laurentiis che in qualche modo ha negato il permesso di utilizzarlo, nonostante il proprietario della struttura fosse il comune, che stranamente trova difficoltà anche per la piazza più festaiola di Napoli che guarda caso per chissà quale recondito motivo, proprio con Maradona dovrebbe rivelarsi inadeguata dopo che in passato si sobn celebrati decine di concerti e feste di capodanno. In realtà l’evento è ancora in bilico, perchè De Magistris contava sulla collaborazione del Napoli e del suo presidente, in quanto trattasi della celebrazione di un club e dei suoi protagonisti, ma De Laurentiis si è chiamato volgarmente fuori, facendo combaciare la partenza del ritiro della squadra con la data della celebrazione di Maradona, che poi è  stata spostata di un giorno affincè De Laurentiis si liberasse da un coinvolgimento per niente gradito. Ora la difficoltà del sindaco è veramente enorme, perchè si trova da gestire Re Leone Maradona senza i soldi del Napoli, che carinamente  avrebbe dovuto accollarsi le spese e dare il via libera per l’impianto. chiediamoci allora com’è che un sindaco non abbia la facoltà di decidere sull’utilizzo del proprio stadio, delle proprie piazze e di riuscire a garantire gli eventi che lui stesso ha ideato? Ciò lascia facilmente capire di quanto questo sindaco sia ancor più inadeguato a gestire ben altre cose, sicuramente più importanti che una festa di sport di semplicissima gestione. Figuriamoci se quel Napoli e Maradona avessero vinto oggi lo scudetto, chi avrebbe mai potuto gestire una festa del genere? Eppure 30 anni fa il tutto fu gestito molto spontaneamente per settimane, fu tutto molto naturale,  con totale buon senso, anche civico. Fu la festa sportiva più bella che si ricordi nel calcio italiano, non sia mai oggi che il Napoli dovesse vincere lo scudetto, per De Magistris e De Laurentiis sarebbe un bel problema e infatti sopratttutto De Laurentiis se ne guarda bene. 

Pit

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