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Pd, dopo il quasi addio di Bassolino i suoi ex ‘delfini’ siglano la pace: incontro Cozzolino-Marciano per l’asse anti De Luca

di Peppe Papa

L’immaginetta di Antonio Bassolino pubblicata sul profilo Fb della Fondazione Sudd, sorridente con un rametto di ulivo tra le dita con didascalico “mi è stato regalato”, ha il sapore dell’addio definitivo al Pd. Arrivato dopo mesi di logorio, di sgarbi politici nei suoi confronti da parte del Nazareno, nonostante si sforzasse di rimanere lucido e cercasse di dare il proprio contributo ad una causa che gli andava via via sembrando sempre più persa. Domani sarà alla reunion ai Santi Apostoli a Roma, dove si sono dati appuntamento reduci e combattenti della sinistra dell’altro secolo per celebrare la ‘festa’ a Matteo Renzi, dopo Berlusconi diventato la loro ossessione, il feticcio da abbattere che dà senso alla propria stessa esistenza. Certo, all’ex governatore non si può imputare di non averci provato fino in fondo mettere a disposizione del partito la sua esperienza e un carisma rimasto intatto, ma non ne hanno voluto sapere. Personaggio “troppo ingombrante”. Sta di fatto che il divorzio sia ormai nelle cose, per il futuro si vedrà, intanto il suo antico gruppo di fedelissimi, rimasto spiazzato dall’improvvisa caduta nella polvere del capo al tempo dell’emergenza rifiuti e dopo maldestri tentativi di rifarsi una verginità cercando di dare vita a una propria componente autonoma, pare abbiano tirato un sospiro di sollievo alla notizia  della presunta decisione del loro antico mentore. Uno spazio improvvisamente apertosi per contendersi il partito, e non solo, con Vincenzo De Luca. Prima però serve ‘ritrovarsi’, spiegarsi, “fare pace”, come ha scritto Pasquale Napolitano dell’agenzia di stampa “Il 24ventiquattro” in una nota diffusa in rete nella quale racconta di un incontro tra il parlamentare europeo, Andrea Cozzolino e il consigliere regionale Antonio Marciano, braccio destro e sinistro dell’allora presidente di Palazzo Santa Lucia. “I due delfini di Antonio Bassolino hanno siglato una tregua – si legge nella news –  dopo la rottura di un anno fa in occasione delle Comunali a Napoli (Marciano appoggiò Bassolino, Cozzolino sostenne Valente) il chiarimento sarebbe avvenuto in un incontro riservato una decina di giorni fa. Marciano – spiega Napolitano – in vista del possibile addio di Bassolino cerca alleati nel Pd. E chi meglio del suo vecchio fratello politico Cozzolino?”. Il quale, nel frattempo, si è ritagliato l’immagine di uomo delle istituzioni con un puntiglioso rapporto comunicativo della sua attività a Strasburgo e Bruxelles, ma che tutti sanno non sia la sua principale aspirazione. Ci ha provato a farsi eleggere sindaco di Napoli nel 2011 e sappiamo come è andata a finire, poi alle regionali del 2015 sconfitto chiaramente alle primarie dal “sindaco sceriffo” di Salerno. Ha capito di dover attendere il suo turno e costruire con calma un percorso che gli possa permettere di vincere la battaglia per la leadership democrat nel lungo periodo. Intanto, conta ricompattare il gruppo di ‘amici’, ormai liberi dal vincolo d’onore con Bassolino, e “ripartire dal territorio”, aggregando intorno a se sodali come Marciano, o capibastone come Mario Casillo. Che, sempre a detta de ‘Il 24ventiquattro’, “prepara lo sbarco in città, battendo un primo colpo della sua presenza proprio nel feudo di De Magistris, il quartiere Vomero-Arenella, arruolando nella propria componente una consigliere di Municipalità, Clementina Cozzolino, la più votata nella lista Pd”. Niente male, è evidente che con lui bisogna parlarci e la cosa, a quanto pare non piace per niente al governatore che, dicono, sia infuriato. Ma d’altronde De Luca, da navigato politico, già sapeva cosa l’avrebbe aspettato dopo l’exploit delle regionali di due anni fa, a lui tocca fare le cose che lo rendano affidabile nei confronti dei cittadini campani e napoletani. Non ha altra strada. Il resto è “politica politicante”, come non perde occasione di sottolineare. Mai.

4 Comments

  1. Giuseppe caputo ha detto:

    Renzi sta distruggendo il Pd. Ora bisogna compattare le fila per salvare il partito dalla morsa infernale della cricca renziana.

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