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Bassolino in bilico: non rompe con Renzi e flirta con i dissidenti ‘rossi’. L’ultima carta per rimanere in gioco

di Peppe Papa

Sa di non avere grandi alternative. O lascia il Pd, portando la sua storia nel variegato e rissoso mondo alla sinistra del partito, oppure resta per provare a ritagliarsi uno spazio da ‘ufficiale di collegamento’ tra le due sponde, sperando che questi non resti un esercizio inutile tale da relegarlo ai margini dell’una come dell’altra parte. Da combattente indomito e scaltro, intanto, ci prova. Ai Santi Apostoli a Roma, domenica scorsa, lui ci è andato per semplice testimonianza, come ha chiarito in un lungo articolo di commento ad un editoriale di Paolo Macry sul Corriere del Mezzogiorno.  “Per parte mia – ha scritto – sono andato in piazza, in mezzo ai compagni e agli amici e non nella zona dei dirigenti e delle personalità, per una ragione diversa: perché da tempo Renzi non è più Renzi, non esprime più quella carica di innovazione e di freschezza politica che aveva suscitato molte simpatie, parla al partito e ne prende i voti ma parla molto di meno alla società, alle persone che sono e vivono fuori dai circuiti politici ufficiali”. Insomma, niente a che fare con la vecchia nomenclatura in cerca di riscatto e vendette, ma severo ammonimento, quasi un’ultima chiamata, ad un leader di cui non solo è stato antesignano – “sono stato il primo sindaco d’Italia” – ma che ha contribuito ad ‘allevare’. Come dire? Sono qui a disposizione se solo, però “Renzi torni a fare Renzi”. In pratica, smetterla di parlare al proprio ombelico e al suo cerchio magico e a rivolgersi invece alla gente comune in tutte le sue declinazioni.  Un po’ la cifra che ha caratterizzato, fino ad un certo punto, la sua esperienza di leader politico incontrastato in Campania, nel Meridione e a livello nazionale, prima della inesorabile caduta nelle cenere. Il carisma non gli manca, lui parla alla pancia dei cittadini e lo ha dimostrato alle primarie perse tra le polemiche, anche se sa che non basta, i suoi vecchi figliocci politici da sempre smaniosi, Andrea Cozzolino in testa, ormai in ‘viaggio da soli’, lo hanno praticamente abbandonato. Ma non se ne cura, l’autostima è intatta e anche l’intelligenza politica.  Non si è lasciato dietro nessuna  porta chiusa.  “Per quanto mi riguarda – ha sottolineato nel suo articolo sul quotidiano napoletano – sono contrario ai veti reciproci: a quelli verso Renzi, da poco rieletto segretario del Pd con le primarie, e a quelli di molti dirigenti del Pd verso altre forze e dirigenti di sinistra. Senza reciproco rispetto tutto diventa ancora più difficile”.  Un pontiere? Può darsi, il tentativo sembra quello. Difficile però, a nostro avviso, che l’operazione riesca.

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