Turismo, “Rapporto 2017” Unicredit-Touring Club: Campania al 7° posto in Italia con 19 milioni di presenze
Luglio 17, 2017
LA FOTO DEL GIORNO – Ilaria D’Amico ‘intervista’ Gigi Buffon
Luglio 19, 2017

“SCUDETTO AL NAPOLI”, è il pronostico unanime dei calciofili d’estate, come si spiega?

In un precedente articolo ci siamo già in parte occupati dell’ultima moda del momento, quella che furoreggia sulle colonne dei giornali, sui siti che si occupano di calcio, fra sedicenti esperti di mercato e giornalisti in vacanza-lavoro a Dimaro, ovvero Napoli favorito per lo scudetto del campionato 2017/2018. Continuiamo a non capire come è che quando manca quasi ancora un mese e mezzo alla fine del mercato, quando non si è nemmeno stilato il nuovo calendario di Serie A e soprattutto quando non si conosce nemmeno l’avversaria diretta del Napoli nel preliminare di Champions League, che  chiunque venga interpellato per dare un’opinione sul futuro immediato della stagione calcistica, è quasi un coro unanime: “Scudetto al Napoli”! Facciano pure i debiti scongiuri gli scaramantici più incalliti, perchè pronosticare con tanta sicumera e altrettanto così precocemente le cose di calcio è veramente una peripezia . Possiamo capire che i tifosi di qualsiasi squadra possano sognare e pronosticare un tale evento sull’onda del sentimento, dell’entusiasmo, della carica appassionata che precede  ogni campionato, anche ogni singola partita della propria squadra del cuore, ma più che un pronostico, trattasi di regolare auspicio, un’aspettativa alquanto naturale, data la natura poco obiettiva del tifoso in senso lato. Ma che un tale pronostico lo facciano i cosidetti esperti, quelli che dicono di intendersene , i quali sanno benissimo come funzionano le cose nel calcio, perchè nessuno che possa intendersi sul serio di calcio, può fare un pronostico simile a questo punto dell’estate, tuttavia andrebbe anche studiato e approfondito questo trend anomalo che sembra avere colpito tutti come una sindrome virale. In teoria – ma spesso la teoria nel calcio non è così lontana dalla pratica – è veramente difficile immaginare che una squadra che mantiene gli stessi calciatori che l’anno prima non ha vinto nulla, possa vincere lo scudetto solo perchè non ha lasciato partire nessuno. Certo, possiamo anche capire il discorso della squadra collaudata, che migliorerà sicuramente i suoi automatismi di gioco, per altro già brillante e fertile negli anni scorsi, ma da qui a giustificare che solo per questo è matematico vincere lo scudetto ci sembra una supposizione e un giudizio assai superficiale. Intanto perchè il calcio è una materia che va approfondita sui tanti aspetti che lo riguardano,  a cominciare dal mercato che ad oggi non è finito, quindi chi può ancora giurare che sicuramente tutti i protagonisti dello scorso anno rimangano in squadra?  Sappiamo tutti che c’è un problema Reina che diventa sempre più il giallo dell’estate, ma sappiamo pure che ci sono club in Europa e anche in Italia, vedi la Juventus che lo scorso anno da un giorno all’altro sgancia 90 milioni per soffiare Higuain al Napoli sisposti a qualsiasi costo qualora se si fissassero su un determinato calciatore. Siamo sicuri intanto che Reina resterà?  E se resterà, con quale fifucia, spirito, stato d’animo e forma psicofisica affronterà un a stagione così impegnativa? Siamo sicuri che lo sceicco o il cinese di turno, piuttosto che il magnate russo o americano non si faccia venire il capriccetto di mezza estate e mette sul piatto una barca di soldi per soffiare uno dei gioielli di famiglia, facendo offerte irrinunciabili? Vabbè ma queste sono le solite fantasie di mercato, magari non accadrà nulla di così clamoroso, però nel mercato qualcosa pur accade e non si può non tenere in considerazione che altre squadre, come le ex grandi di Milano stanno investendo tantissimo per rifondarsi e che quindi non è che poi sarà tanto facile, come negli anni scorsi, strappargli punti come caramelle ai bambini. Possiamo capire che la Roma possa avere qualche difficoltà economica che l’ha costretta a ridimensionarsi, ma i giallorossi hanno comunque mantenuto un certo zoccolo duro di calciatori di livello, perchè Strootman, Naingollan, Manolas, Dzeko, Florenzi, De Rossi, non è che ce l’abbiano in tutte le squadre. La stessa Juventus si sta rinforzando malgrado il sacrificio forzato di Bonucci, perchè a sostituirlo sarà uno fra Benatia o Rugani, non l’ultimo scemo del paese e comunque hanno preso un certo Douglas Costa, prenderanno forse Bernardeschi, arriva De Sciglio, se dovessero fugare i dubbi sulla salute di Shick, hanno preso il giovane attaccante più promettente d’Europa. Poi mettiamoci pure che a detta degli stessi esperti che oggi vedono il Napoli come la prima antagonista se non più favorita della stessa Juventus, ma fino a qualche mese fa non dicevano che  la Juventus faceva corsa a se stante? Che la sua potenza politica nel Palazzo alla fine risulta sempre decisiva? Che fattura il triplo del Napoli? Che gli arbitri sono completamente soggiogati dalla sudditanza e i campionati sono decisi già a tavolino? E allora cosa è cambiato dal far ribaltare opinioni e pronostici così radicalmente? Non vorremmo mica credere che stavolta la politica nel calcio abbia deciso che sarebbe giunto il momento del Napoli, affinchè sopire la sua piazza assatanata e in crisi d’astinenza dovuta a troppi anni di carestia?  Del resto si è sempre detto che il calcio fosse l’oppio dei popoli e quello azzurro sembra davvero quello tenuto troppo a stecchetto. Insomma, lasciando da parte questo discorso surreale sulle decisioni a tavolino, che per carità in una società moderna come quella sempre più corrotta di oggi, potrebbe anche essere, ma se fosse così, non servirebbe più nemmeno di parlarne, per cui tornando a parlare di calcio nel vero senso della parola, non ha veramente alcun senso ribaltare un pronostico fra i favoriti dello scudetto stando le cose come ad oggi martedì 18 luglio stanno. Tutti a Napoli ci auguriamo che gli azzurri vincano lo scudetto, magari se loaugura anche metà nazione fra quelli che non cantano cori contro il vesuvio, ma diffondere illusioni ai tifosi, montando oltre modo la questione ci sembra non solo azzardato, ma anche non rispettoso dell’intelligenza della gente e persino istigante e pericoloso. Non è con le illusioni che si mantiene vivo l’interesse dei clienti-tifosi di calcio. Non è con le favole che si narrano che si cambiano i risultati del campo. Non è con l’appoggiare l’operato di un presidente istrionico che questi rimanga eternamente nei cuori della gente a vita. Bisogna stare calmi e aspettare, altrimenti poi alla prima sconfitta, alla prima incertezza son drammi, mentre nel calcio mai nulla è un dramma, e allo stesso modo mai nulla è vinto se non è il risultato finale a sancire il verdetto. Diceva il mitico Trapattoni che di vittorie se ne intendeva, “non dire gatto se non ce l’hai nel sacco” o se preferite il più classico, “non vendere la pelle dell’orso prima di averlo ucciso”. Ecco, per capirne di calcio, basterebbe già solamente la semplice saggezza  dei detti poplari, anzichè avventurarsi in pronostici avventati. Il calcio è un piacere, ma come dice un riuscito slogan pubbliciatario ,  “è l’attesa del piacere ad essere se stessa un piacere”. Quindi si faccia tutti freno e frizione per mantenere in equilibrio la proria macchina calcistica , e si aspetti che almeno cominci la stagione, invece di dire cappellate facendo a gara a chi la dice per primo.

Pippo Trio

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *