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di Peppe Papa

Umberto De Gregorio sindaco di Napoli. Il presidente dell’Eav, fedelissimo del governatore De Luca, è l’uomo su cui sta puntando il presidente della Regione per riconquistare il Comune di Napoli alla prima occasione utile, o nel 2021 a scadenza del secondo e ultimo mandato di Luigi De Magistris a Palazzo San Giacomo. Una strategia che prevede prima la conquista del partito locale, il Pd cui entrambi sono iscritti, poi la formazione di una nuova classe dirigente che già freme ed attende da tempo l’occasione del cimento. Il tutto con la benedizione di Renzi, impegnato in una difficile competizione elettorale il prossimo anno, il quale ha bisogno di truppe e soprattutto voti sul territorio a prescindere da chi li porta. De Luca e De Gregorio, intanto, viaggiano alla grande. Il primo ha cominciato un tour politico nel capoluogo, affidandone l’organizzazione a Nicola Oddati, navigato esponente del partito napoletano, ex assessore delle giunte Iervolino e artefice dell’affidamento a Napoli del Forum delle Culture’ di cui fu presidente prima di essere defenestrato brutalmente dalla giunta arancione. Una garanzia insomma per la necessaria penetrazione nel tessuto cittadino della metropoli partenopea, condizione necessaria per affermare una vera leadership politica in Campania e non solo. Il secondo (tra l’altro valente commercialista), invece, si è messo di buona lena a lavorare con caparbietà all’incarico ricevuto dal presidente della giunta di Palazzo Santa Lucia, di risanare l’Eav, l’azienda di trasporto regionale, gravata da debiti e disservizi e sull’orlo del fallimento. Impresa riuscita, pare. E, insieme, l’hanno annunciata ieri nel corso di una conferenza stampa della holding, nella quale hanno presentato i risultati dei primi venti mesi di attività. “Miracolo Eav – ha affermato con orgoglio De Luca – dopo sette anni c’è un bilancio in attivo”. “Era un’azienda destinata a fallire – ha proseguito – una delle operazioni più efficaci compiute da questo governo regionale. Un punto di svolta strutturale che si aggiunge al fatto che abbiamo liberato l’azienda dai 600milioni di euro di debiti, un macigno che gravava impedendo programmazione e investimenti”. Ha ricordato i trasferimenti dalla Regione all’Eav a valere sul Fondo per lo sviluppo e la coesione, con “l’assicurazione – ha sottolineato – che i 600 milioni che anticipavamo non ce li fregassero dal governo”. Dal suo canto il presidente Eav ha ricordato di avere accettato una sfida “quasi impossibile”, ma che “grazie alla determinazione politica ed amministrativa del presidente della Regione, il coraggio è stato premiato”. Infine ha parlato da sindaco in pectore: “Ma non mi illudo che siano tutte rose e fiori. Sono una persona concreta e prudente. Resta un lungo e difficile percorso da compiere. Lo affronteremo con coraggio, nella convinzione che governare i processi del cambiamento, in Italia e sul nostro territorio in particolare, è un’operazione molto ma molto complicata. Una cosa è certa: il nostro territorio ha bisogno di amministrazione, se possibile di buona amministrazione, e di meno chiacchiere”. Ogni riferimento a chi fa le chiacchiere è puramente casuale. Anche se subito dopo, a margine della conferenza, ha ricordato che l’Eav garantisce l’illuminazione al cimitero di Poggioreale e che il Comune non sborsa un euro, dopo essersi ripreso la concessione a fronte di 7 milioni di euro, mentre loro sono costretti a “pagare ancora la fornitura fino ad averci rimesso finora 2 milioni”. De Gregorio, dunque c’è, resta da mettere a posto, come dicevamo, la questione partito, che è quella poi fondamentale. I congressi sono vicini, si sta preparando la resa dei conti con le componenti schierate pronte a darsi battaglia (anzi per la verità hanno già iniziato da parecchio). Con De Luca dovrebbero stare i principali signori delle tessere, Mario Casillo e Raffaele Topo e le correnti della maggioranza vale a dire, l’area del Ministro Dario Franceschini, quella liberal di Gianni Pittella, quella di Gennaro Migliore che fa riferimento al sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Maria Elena Boschi. Di contro, ma solo a livello cittadino sembra di capire, gli ‘amici’ del vice segretario Martina, quelli di Orfini e i Giovani Turchi. Ci sono poi i giovani del Comitato 30, quelli appunto che sgomitano e che questa volta non sono intenzionati a fare le comparse rivendicando ruoli di responsabilità non solo a livello di partito, ma anche amministrativi. In questo quadro, e soprattutto se De Luca dovesse portare a casa qualche altro buon risultato su settori strategici come sanità, rifiuti, trasporti, fondi europei e quant’altro, la strada dovrebbe essere spianata per agguantare, come da programma, lo scettro lasciato in eredità da Antonio Bassolino. Sempre se questi non decida mettersi di traverso. Ma questo è un altro discorso.

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