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De Magistris in cerca di una via di fuga per il futuro, De Luca in quella della leadership: per adesso tutti in vacanza!

di Peppe Papa

E’ l’ultima settimana di passione per la politica, sono tutti con la testa nelle vacanze, qualcuno già è a bordo piscina a prendere il sole, ma a settembre, che è di prassi il mese delle ripartenze come un capodanno laico, i buoni propositi si sprecano. Anche se le previsioni sono tuttaltro che confortanti, soprattutto dal punto di vista del cittadino medio il quale si aspetta sempre che “dopo le ferie” arrivi qualcuno con la soluzione per alleviare i propri problemi. Che sono poi sempre gli stessi: servizi efficienti, possibilmente meno oneri fiscali, occasioni di lavoro o di intrapresa, fiducia in un futuro ricco di benessere, a prescindere da qualche sacrificio che pure è messo in conto. Insomma, certezze che in questo momento nessuno sembra capace di assicurare. L’unica grande riforma che gli italiani sono stati chiamati a votare (il referendum del 4 dicembre scorso), quella della Costituzione, che poteva segnare il cambio di passo per il Paese in chiave europea (siamo gli unici con un sistema elettorale obsoleto che non garantisce il governo a chi esce vittorioso dalle elezioni), è finita come tutti sanno. Niente di fatto, anzi, proporzionale secco: tanti voti, tanti deputati. Come alle origini della Repubblica fondata nel dopo guerra. Tutti rappresentati, anche se solo il piccolo nucleo di un condominio capace di mettere insieme qualche migliaia di voti per approdare in parlamento e dire la sua. In questa sede, però quello che ci interessa evidenziare è quello che si prepara nell’autunno napoletano, mai come questa volta centrale per i destini della nazione. Vincenzo De Luca, governatore della Campania, sembra in procinto di prendersi il Partito democratico a livello locale, ha avviato nell’occasione una campagna di conquista del capoluogo avvalendosi del know how di Nicola Oddati, ex assessore delle giunte Iervolino e figura storica del partito a Napoli, come testa di ponte della sua penetrazione in città, da sempre ostile “ai cafoni”, ma meno alle potenze ‘straniere’. Se dovesse andare in porto l’operazione significherebbe che la Campania, regione strategica negli equilibri politici nazionali, diventerebbe ‘cosa’ dell’ex sindaco sceriffo di Salerno il quale, senza averlo mai nascosto, con il Pd ha un rapporto quanto meno controverso. Renzi, in pratica, dovrebbe fare buon viso a cattivo gioco e trattare con il nuovo “uomo forte” della politica meridionale nella sua corsa verso il ritorno a Palazzo Chigi. E non sarà una partita semplice, soprattutto se il presidente di Palazzo Santa Lucia riesce nell’impresa, come sembra,  di blandire le insofferenze rivoluzionarie del sindaco di Napoli, Luigi De Magistris. Che dopo i continui fallimenti della propria amministrazione, cerca una via di fuga per provare a non scomparire nel nulla senza una reale alternativa di lavoro per lui e la sua ‘schiatta’. Per il momento, il sindaco, al quale la prospettiva di sottostare all’ala protettrice del governatore comunque non piace,  ha capito comunque di doversi adeguare e sta facendo quello che deve fare. Su tutti i dossier aperti, da Bagnoli ai trasporti, dal Porto alla gestione dei fondi europei (in mano alla Regione, ovviamente), l’organizzazione delle Universiadi è tutto un chinare il capo e dismettere la bandana. La città derenzizzata è solo un ricordo, i suoi amici dei centri sociali gli occupano il Comune, la Corte dei Conti fa sentire il fiato sul collo, il suo movimento politico DeMa , con cui pensava di scalare posizioni fino ad approdare in parlamento, è poco più di una farsa come certificato dalle ultime elezioni amministrative. Non gli resta che sperare e cercare di recuperare il tempo perso. Intanto, ha aperto alle opposizioni in consiglio comunale convocando i capigruppo in una riunione insolita nella quale ha espresso “apprezzamento” sul lavoro svolto dall’Aula “e per il dialogo profondo” tra le diverse anime della rappresentanza con  l’intento “reciproco” di approfondimenti a partire, appunto, da settembre, a bagni fatti ed abbronzatura acquisita. Bandiera bianca, non c’è che dire nei riguardi di quanti nell’Assise cittadina hanno provato a metterlo in difficoltà in questi  sei anni di amministrazione in cui il primo cittadino ha snocciolato la propria storytelling. I soldi per la ripartenza ci sono. Il Governo ha messo sul tavolo oltre 3,5 miliardi di finanziamenti per il Sud dimostrando di credere nelle potenzialità del Mezzogiorno. Dare i giusti segnali di saperne approfittare è fondamentale, a prescindere dalle proprie ambizioni personali. De Luca ci crede, anzi ne è convinto, al punto di essersi  affidato ad un personale politico ‘rottamato’, ma rodato,  pur di provare a recitare il ruolo di una leadership finalmente libera da un provincialismo che lo ha reso ombra di Antonio Bassolino per almeno un ventennio. De Magistris, non sembra avere altre alternative, se non quella di accodarsi e provare a vendere quello che non ha: un consenso fittizio che dopo due mandati da sindaco non è decollato e sembra condannato all’irrilevanza. Si prevede un autunno caldo. Anzi caldissimo.

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