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RcAuto, vincono ancora le lobby assicurative: la meridionalità è una colpa da pagare a caro prezzo

di Mimmo Della Corte

da ilsudsiamonoi.it

Se come ha sostenuto, subito dopo il  voto al Senato, il ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, della legge  “per il  mercato e la concorrenza,  è un  importante segnale di serietà per il Paese”, c’è davvero poco da stare allegri. Mi chiedo, anzi lo domando, all’illustrissimo primo condomino di palazzo Piacentino, sede del  Ministero, quale segnale di serietà veda nell’approvazione  di una normativa a valenza annuale, arrivata  dopo un iter lunghissimo e difficile durato ben 3 anni e chiuso in maniera positiva grazie all’ennesimo ricatto fiduciario posto dal governo e, nonostante il quale i “si” sono stati appena 146 ed i ”no” ben 113. Ad essere sinceri, Caro, signor ministro Calenda, se questa è serietà, un attacco di colite spastica è una botta di vita. Purtroppo. da un governo che suona soltanto la sua musica e canta solo le canzoni ispirate  dalle lobby (nello specifico quelle delle polizze, ndr), ci si può attendere di tutto e di peggio. Soprattutto se si parla del Sud, i cui automobilisti virtuosi, escono da questa legge sulla concorrenza, ancora una volta, con le ossa rotta. Le lobbies assicurative, infatti, sono riuscite a strappare la riconferma che, in materia di “Responsabilità civile auto” la meridionalità è una colpa, per cui gli automobilisti del Sud potranno essere virtuosi quanto vogliono, ma dovranno continuare a pagare di più anche il triplo di quanto si paga al Nord e sperare che la compagnia assicuratrice gli conceda uno sconto “aggiuntivo e significativo”, magari applicato su di un listino prezzi “appositamente maggiorato”. Niente “tariffa Italia per gli automobilisti virtuosi” che non fanno incidenti ed accettano clausole per il contenimento dei costi o per il contrasto delle frodi e, quindi, l’installazione della scatola nera ed i rilevatori del tasso alcolico, com’era stato richiesto, ma  soluzione al problema del caro-tariffe assicurative nell’Italia meridionale, affidata alla definizione da parte dell’Isvass (Istituto di vigilanza sulle assicurazioni) di parametri di sconto “aggiuntivi e significativi” nelle provincie ritenute a maggiore rischiosità e con premio medio maggiorato ovvero nel Sud.

E fin troppo scontata l’osservazione che questo – in mancanza di indicazione di parametri di riferimento per le tariffe –  è più un “principio etico-morale” che un obbligo da rispettare da parte delle Compagnie. Neanche la constatazione che pur senza obbligatorietà, l’anno scorso, quasi il 40 per cento degli automobilisti meridionali, contro appena il 10 per cento di quelli del Nord, ha provveduto a munire la propria automobile della scatola nera, è servito a far capire ai “tariffari” (nel senso di chi predispone le tariffe assicurative) che c’è virtuosità di guida anche al Sud  e  va premiata allo stesso modo al di sotto, come al di sopra, del Garigliano. Probabilmente,  ora  anche “i prezzi al Sud  scenderanno”, ma esattamente come – grazie all’installazione della “scatola nera” – dovranno scendere anche al Nord, ma i meridionali, anche se virtuosi, continueranno a pagare “caro e salato” la presunta “rischiosità” del territorio.

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