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Il Napoli quest’anno o sbanca o smobilita. Vale pure per opinionisti a favore o contro

Si dice spesso nel calcio, “questo è l’anno buono, l’anno della svolta” poi magari non succede niente di eclatante in un modo o nell’altro, e tutto viene rimandato alla prossima stagione, dove si formulerà il solito proclama sia in senso entusiastico che catastrofico, rinnovando perpetuamente le stesse aspettative puntualmente disattese e puntualmente riformulate. Il mondo dei calciofili, degli opinionisti d’occasione  è sempre diviso più o meno al 50% con posizioni estreme. Quest’anno però l’opinione pubblica, quella di più o meno attendibili e riconosciuti  esperti di calcio, fra addetti ai lavori, grandi ex, giornalisti  sembrano quasi tutti ammaliati da questo Napoli e ne contiamo almeno l’80% che danno la squadra azzurra  come la diretta concorrente della Juventus, se non addirittura la favorita. In genere, quando in tanti si espongono così precocemente e così convintamente sul pronostico di una stagione  calcistica così lunga e imprevedibile  è già strano, perché in una corsa a tappe lunghissima basta un passo falso per far ribaltare i loro stessi pronostici e previsioni, fondate sempre istericamente sul momento.  Ad esempio sarebbe già bastato un passo falso del Napoli con l’Atalanta e poteva accadere,  per rimettere tutto in discussione e far cambiare repentinamente idea agli esperti, ai tifosi e probabilmente anche ai protagonisti eternamente sotto pressione. In realtà non è mai una partita vinta o persa a decidere una stagione, la Juventus lo scorso anno ne ha perse 5, una più del Napoli e malgrado ciò ha vinto lo scudetto senza tantissimi problemi. Quello che invece a parer nostro conta moltissimo  e resta decisivo e determinante, sempre che si disputi una stagione all’altezza con costanti risultati positivi, sono gli scontri diretti, perché chi vuol vincere non può nel modo più assoluto pensare di uscire perdente nel computo dei canonici due confronti diretti con le principali rivali. Lo scontro diretto vinto regala sempre un punto in più rispetto a quelli conquistati, se poi si considerano quelli persi nel confronti dall’avversaria sconfitta i punti raddoppiano  e spesso tutto questo a parità di rendimento fa la differenza Possiamo affermare senza timore di essere smentiti che negli ultimi due  anni  il Napoli abbia perso lo scudetto a causa degli scontri diretti, perché se l’anno precedente a l’ultima stagione, il Napoli avesse vinto o anche pareggiato a Torino, in caso di vittoria, avrebbe vinto quasi sicuramente lo scudetto e se avesse pareggiato sarebbe comunque restato primo in classifica a due punti nel clou della stagione, senza dover più incontrare la diretta avversaria. Quest’anno sarebbe bastato pareggiare in casa di Juventus e Roma e vincere in casa e si sarebbe vinto lo scudetto, basta contare i numeri  e se anche non si riusciva a vincere lo scudetto per non riuscire a battere la Juventus, si poteva arrivare secondi se almeno si fosse vinto il doppio confronto con la Roma. Non a caso si è perso i confronti con ambedue e ai arriva dietro. Si dice che il calcio non sia una scienza esatta, però essendo i numeri la costante dei risultati di calcio, si direbbe il contrario, il calcio è anche più di una scienza esatta perché i suoi verdetti sono sempre incontestabili, malgrado cervellotiche opinioni, convinzioni personalistiche, vittimismi o filosofie particolari,  ma piaccia o meno chi vince ha sempre ragione. Ora, noi possiamo pure capire che una squadra buonissima come il Napoli possa essere simpatica al mondo intero perché si produce come alternativa alla solita Juventus in tutti sensi, nello stile tecnico tattico, perché dicono giochi bene, perché non spende e spande, il club si mostra virtuoso nei bilanci, quindi tutto questo eccita l’idea utopistica di chi vorrebbe dimostrare che nel calcio non vincono sempre i soldi, l’organizzazione potente di certi apparati, il cinismo e quant’altro, ma che possa vincere anche chi risparmia, chi fa un gioco brillante, chi privilegia altre caratteristiche. Ora al netto di chi avrà ragione degli altri, e non solo in campo fra i protagonisti,  ma anche nelle tribune stampa, nei salotti TV, nei bar dello sport e ancor di più sui social, il calcio nella sua essenza non cambia mai, al di là di estetismi e romanticismi, il più forte sarà sempre chi è più abituato a lottare per vincere, chi investe di più nel club e non solo nei protagonisti che vanno in campo ma anche in strutture, organizzazione capillare, settore giovanile e chi ha una linea uno stile deciso ferreo nel perseguire gli obiettivi. Senza queste caratteristiche, difficilmente si vincono le guerre di calcio, perché in guerra non si vince essendo solo più bravi, buoni e belli degli avversari, ma soprattutto non si vince se ad ogni passo falso si rimette tutto in discussione,  e ancora di più non si vince se si pensa di risparmiare in armamenti, uomini, strutture, e grandi generali. Può solo accadere un caso fortunato affinché ci si riesca, soprattutto perché chi come il presidente del Napoli ha sempre ricercato nel colpo gobbo, nella fortuna affinché prevaler e in parte vi è la fortuna gli ha anche sorriso, è sempre riuscito a cavare sangue dalle rape  e magari questo gli da la convinzione e di poter vincere con scaltrezza e con il minimo sforzo. Tuttavia, in generale vincere in questo modo,  sono casi nel calcio assai sporadici, come infatti in 12 anni il Napoli targato De Laurentiis pur avendo almeno due volte avuto la possibilità concreta di vincere non lo ha fatto, proprio per quelle caratteristiche di cui parlavamo precedentemente. Ma ora sembrano tutti convinti che si riuscirà e noi pur facendo parte degli  scettici, lo auspichiamo e intanto ci prepariamo a vedere se avrà ragione la linea diciamo così, parsimoniosa, fondata sul bel gioco e le personalissime convinzioni di De Laurentiis oppure i soliti blasonati, superorganizzati,  ricchi e potenti di quelli sull’asse Milano Torino. Stessa sfida meno importante ma ugualmente appassionante fra opinionisti convintamente fiduciosi non si capisce se per puro aziendalismo o per competenza tecnica fra quelli che pronostica i il Napoli vincente e fra quelli assai scettici. Comunque andrà, sarà una stagione calcistica interessante, appassionante e rivelatrice, soprattutto  se cambiassero le gerarchie, le modalità di vittoria, ma siamo abbastanza certi che nel calcio come nella vita nulla cambia, malgrado invenzioni, rivoluzioni momentanee, alla fine vincono sempre i più forti, i più potenti, i più organizzati, fino a prova contraria e non vediamo l’ora che il Napoli fosse l’eccezione che conferma la regola, ma solo di questo si potrebbe trattare, perché certo è, che negli ultimi 15 anni, gli scudetti sono comunque stati conquistati dall’asse Milano Torino, malgrado Calciopoli, nonostante che negli ultimi cinque anni le milanesi avessero segnato pesantemente il passo .  Adesso  dopo tutte queste fanfare a favore del Napoli, aspettative create, strategie al risparmio e poi non si avesse ragione, prevediamo tempi bui sia per il presidente del Napoli che per i suoi  accoliti fedelissimi a prescindere. Il calcio è anche questo e i tifosi seppur pazienti come quelli del Napoli, non accetterebbero più false illusioni.

Pippo Trio 

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