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Il silenzio stampa più insulso della storia del calcio, ordinato dal nuovo (ir)responsabile del marketing e comunicazione dell’ECA

* Ormai abbiamo contagiato anche l’Europa, perchè non più solo in Italia è possibile che si viene eletti per una qualsiasi governance e l’eletto fa il contrario della mansione per cui viene eletto. Il mondo del calcio non è esente da queste distorsioni e manchevolezze di chi si prende la responsabilità di un incarico così importante per poi disattenderlo deliberatamente sin dall’inizio del suo nuovo mandato, tradendo la fiducia e il rispetto di chi lo ha eletto e di chi dovrebbe godere dei suoi servizi. E’ il caso del presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis, questo neanche più nuovo personaggio pittoresco che si va aggiungere ai tanti parvenu che pure nel calcio nostrano sono capitati. Chiediamo ai suoi fans sostenitori, perchè tanto ai suoi denigratori è ovviamente inutile chiederlo: ma vi sembra possibile che il nuovo responsabile del marketing e della comunicazione di un’importante associazione europea di tutti i club di calcio del continente, l’ECA imponga a proprio piacimento il silenzio stampa ai dipendenti del suo club? Si dirà che De Laurentiis detiene i diritti d’immagine di ogni suo dipendente, ammesso che fosse tollerato dalla legge detenere il diritto di parola di qualsiasi essere umano, che fosse dipendente o altro, bisognerebbe pure considerare che a parte il ruolo istituzionale che si detiene nel settore della Comunicazione, imporre la censura non solo è una contraddizione macroscopica con il ruolo ricoperto, ma in un mondo libero, e anche quello vincolato a contratti commerciali verso i clienti è del tutto da condannare, quanto meno a livello etico e deontologico, qualsiasi fossero i motivi che possano generare un silenzio stampa. Inoltre, se per assurdo ci fossero pure i motivi affinchè tollerare un silenzio stampa e non ci sarebbero mai, però poi la presa di posizione del silenzio bisogna mantenerla nonostante le sanzioni previste. Perchè altrimenti dovrebbero spiegare perchè ci si prona all’Uefa che giustamente pretende le conferenze stampa pre e post partita e interrompono il silenzio stampa parlando come  grilli e poi in Italia, dove pure immaginiamo esisterebbero gli stessi obblighi, seppure non imposti come dovrebbero essere, si attua il silenzio stampa? Fossimo i dirigenti di Sky, quelli di Premuim, Rai e quant’altri pagano per trasmettere le partite, gli high ligts, le interviste pre e post gara, e qualcuno dei propri fornitori non rispettasse i contratti, gli faremmo una causa infinita per danni e annulleremmo da subito ogni forma di contratto unilateralmente e per giusta causa. Poi dovranno essere loro a tenere conto delle proteste dei tifosi, ma fin quando questo non succede, ognuno farà come più gli pare. Non escludiamo affatto che potrebbero esserci tutti i cavilli legali all’interno di un contratto per diritti televisivi, che in modo del tutto anticostituzionale, se così si può dire, tutelerebbero il silenzio stampa più troglodita d’Europa che fa il Napoli, ma esisterà ancora da qualche parte il sacrosanto diritto di cronaca?  E allora perchè al Napoli, per ordine del suo presidente – stile Repubblica delle Banane – viene permesso di decidere in proprio anche quelli che dovrebbero essere i giornalisti accreditati alle partite del Napoli e alle loro rare conferenze stampa? Ma ancor più grave, possiamo pure immaginare che il Napoli abbia il diritto e si prenda la briga di farlo in casa sua, ma com’è che decide anche la lista dei giornalisti in tribune stampa che non fossero quella del San Paolo? Possiamo ampiamente provare che il Napoli decide la lista dei giornalisti italiani da inviare nelle tribune stampa delle sue eurorivali, e questi club siamo certi tellerino indolentemente questa soluzione, per il semplice motivo che ai loro addetti stampa viene risparmiato un lavoro seccante di cui si occupa il solerte e attento ufficio stampa del Napoli. Chiaramente i club che ospitano il Napoli, non immaginano nemmeno che questa richiesta di poter avere giurisdizione a casa loro non viene mica fatta dal Napoli con l’intento di collaborare con i loro uffici stampa accollandosi parte del lavoro? Ma solo ed esclusivamente affinchè  il Club azzurro possa avere il controllo e il gradimento dei giornalisti accreditati,  non solo a casa propria, ma anche in terra straniera. Tutto questo nel terzo millennio, fosse anche in un settore relativamente meno importante come il calcio, è di una gravità assoluta, e chi ha ha voluto De Laurentiis a capo del Marketing e della Comunicazione dell’ECA dovrà non solo pentirsi di averlo fatto, ma stando così le cose dovrà pensare anche di rimuoverlo, oltre che insegnargli di rispettare i diritti di giornalisti, tifosi e quanti lavorano nel settore soprattutto degli stessi club associati  all’Eca, Napoli compreso.

*Nota a margine – Proprio quando abbiamo deciso di scrivere questo pezzo, apprendiamo che il Napoli ha finalmente comunicato ufficialmente l’interruzione del silenzio stampa (era ora di fare un briciolo di comuniczione) , che non cancella però  il cattivo costume di utilizzarlo a proprio piacimentodurante la stagione agonistica e che noi in questo articolo stigmatizziamo.

Pit

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