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Pd napoletano alla canna del gas, serve un commissario: e c’è chi invoca San Gennaro!

di Peppe Papa

Congresso? No, grazie. Nel Pd napoletano gli estenuati capicorrente, i segretari di circolo e i pochi militanti rimasti (quelli che ancora ci credono) buttano la spugna. “Serve un commissario”, più o meno questo il senso di quanto emerso negli ultimi giorni da riunioni, assemblee, incontri programmatici, promossi dalle varie componenti del partito. La presa d’atto di un’impotenza difficile da guarire in altro modo che non se con una decisione d’imperio da parte di Roma. Non il famoso “lanciafiamme”, ma almeno qualcuno che abbia l’autorità (possibilmente anche il carisma) per provare a mettere ordine e azzerare ‘l’esistente’. Insomma, non una cosa da poco considerando le difficoltà che lo stesso ‘gotha’ renziano sta attraversando in questo momento con le elezioni politiche alle porte. Evidentemente è chiaro a tutti a Napoli che il modo in cui è governata l’organizzazione non è più sostenibile, pena l’estinzione. In questo senso è stato emblematico lo sfogo di Tommaso Ederoclite, storico “giovane” del Pd locale, animatore del Comitato 30 (il numero fa riferimento all’età media degli aderenti), che su Fb ha attaccato a testa bassa  l’apparato, prendendo spunto proprio dalle richieste arrivate da più parti di far slittare il congresso provinciale dopo la fallita costituzione della commissione di garanzia (la scorsa settimana la direzione è saltata per assenza del numero legale)  che farebbe “mancare le regole minime di praticabilità democratica”. “Fanno i balletti per settimane per avere caselle nell’ufficio adesione provinciale – ha scritto Ederoclite –  litigano su uno o due nomi, la donna o l’uomo, ‘hai dato più spazio a quello che a noi’, e poi alla fine, anche dopo aver avuto quello che avevano chiesto anche brutalmente, nel giorno di insediamento dell’organismo sul quale si sono presi a capelli non si presentano e fanno mancare il numero per l’insediamento. Questo non è chiedere maggiore garanzia sulle regole per il congresso e l’organizzazione – ha concluso sprezzante – , no, questo è il male del partito napoletano in tutte le sue forme, in tutte le sue articolazioni, e non da oggi, da sempre. Con questi presupposti cinici e bassi politicamente possiamo anche chiudere la ‘baracca’. L’ultimo spegna la luce, per favore”. Lo scoramento è totale. Nel tutti contro tutti hanno preso carta e penna anche i segretari di ben quindici sezioni cittadine che, inquadrando nel mirino il sindaco De Magistris (che è un po’ come sparare sulla croce rossa), hanno chiesto al partito di ‘darsi una mossa’, uno scatto di orgoglio. “In vista del congresso provinciale – hanno scritto –  siamo convinti di dover dire con chiarezza che il Partito democratico deve rappresentare un’alternativa seria e credibile al populismo demagogico che in questi ultimi sei anni ha messo a rischio la tenuta sociale ed economica di Napoli e dell’intera area metropolitana. Per questo abbiamo prodotto un documento che rappresenta una scelta di campo ben precisa”. Vale a dire, “aprire una fase nuova” dove l’opposizione alla giunta arancione che guida palazzo San Giacomo sia chiara e senza ombre “per costruire una proposta di governo alternativa all’attuale amministrazione comunale”. Che è poi quello che ha detto, guarda un po’, anche Valeria Valente, deputata e capogruppo a via Verdi dei democrat che prima ha sentito anche lei l’esigenza di ribadire che “non ci sono le condizioni” per celebrare il congresso, poi ha sottolineato la necessità di una lotta senza quartiere al “populismo” e alla demagogia di DeMa terminando con un rassicurante, si fa per dire:  “Io ho in testa una visione di Napoli, cosa dicono gli altri?”. Su questo dovrebbe fondarsi il congresso, ha giurato. Ed è dunque per ciò che a suo dire “serve un accompagnamento da Roma”. Una linea condivisa dall’altro volenteroso deputato Pd, Leonardo Impegno: “Il congresso va rinviato, non ci sono i presupposti”. Il due ottobre scadono i termini per la presentazione delle candidature alla kermesse provinciale, come andrà a finire, nessuno al momento può saperlo. Le vie del signore attraverso i miracoli sono infinite. Il ‘saggio Antonio Bassolino, infatti, ha chiosato: “San Gennaro, per piacere, abbi cura di tutti: anche del Pd napoletano”.

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