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L’infortunio di Milik, mette a nudo la gestione del mercato di una società ai limiti del dilettantismo

Il ginocchio di Milik ha fatto ancora crack, lo sfortunato calciatore polacco si fa incredibilmente male da solo e stavolta all’altra gamba, quindi non quella operata lo scorso anno, per cui non si potrà di certo accusare lo staff medico del Napoli di aver affrettato i tempi della rieducazione. Detto questo e facendo i nostri migliori auguri di buona guarigione a Milik, emerge però per la seconda volta un dato evidente del mercato del Napoli, che già lo scorso anno evidenziò la carenza nel reparto di attacco, carenza poi colmata dell’incredibile scoperta di Mertens nel ruolo che fu di Higuain al punto di rendere nullo persino l’acquisto a gennaio di un centravanti di ruolo. Adesso il Napoli si trova pressapoco nella stessa situazione con la certezza però di poter contare sulla capacità di Mertens di svolgere quel ruolo ma senza più una riserva o un partner come Milik che gli avrebbe alleviato il compito e le fatiche di dover fare tutto da solo nel reparto di attacco. Ci vorrebbe un’altra scoperta casuale come quella di aver trovato in Mertens l’ideale sostituto di Higuain, magari il giovane Ounas che possa diventare ancor di più il clone di Mertens di quanto potesse fare lo stesso Milik, così diverso fisicamente e tecnicamente dal folletto belga dal considerarlo il sostituto ideale nel gioco. Magari nella sfortuna ogni impedimento diventa giovamento e chissà se uno fra Rog, Ounas e Giaccherini sempre poco utilizzati non si possano alternare con i tre in attacco con più efficacia di quanto li abbia impiegati Sarri fino ad oggi, e chissà chi dei tre possa risultare la pedina vincente, chi sarà lib Mertens dello scorso anno, nel solito scacchiere di Sarri. Incrociamo le dita e speriamo che tutti loro possano almeno a turno risolvere il problema, ma una cosa è certa, un club che punta ai massimi livelli non può in sede di mercato restare così immobile, e quando pure agisce lo fa perlopiu in uscita senza dilettantescamente non considerare che il calcio è uno sport che presdispone durante una stagione a imprevisti come quello di Milik o anche di quelli di diversa natura. Ecco perché le grandi squadre hanno più di un grande calciatore in ruoli come quello del portiere, del centravanti o di qualsiasi altro calciatore che formano la vera spina dorsale di una squadra di calcio. Aver tenuto fino all’ultimo giorno Zapata e Pavoletti sui carboni ardenti e non tenerne almeno uno di riserva, dimostra che il Napoli non è ancora un club in grado di poter convincere nemmeno un discreto calciatore a fare la riserva e li ha dovuti cedere o perché questi chiedevano di andar via o per raggranellare un po’ di soldi per tesoretti di cui non si capisce mai la futura destinazione, se fra i guadagni del presidente o in investimenti strutturali, ma questi non sono affari nostri. Certo è che la Juventus ha il doppio top player in ogni ruolo, fra quelli del centravanti ne ha addirittura due fra i top d’Europa e noi a stento la rivelazione Mertens scopertosi alla soglia dei trent’anni centravanti, ma non lo è stato mai in carriera. La stessa Roma ha Dzeko e Schick, per non parlare del ruolo di portiere nonostante si sapesse sin  da giugno che la stima di De Laurentiis nei confronti di Reina era al minimo storico, avendolo messo sulla sua personale brace, criticandolo aspramente sia a livello personale e privato, che dal punto di vista tecnico, negandogli un rinnovo di contratto che avrebbe cementato il famigerato patto di squadra allo scopo di restare tutti uniti per vincere. A queste critiche nemmeno tanto velate si è aggiunta la ricerca quasi spasmodica di un portiere che potesse rilevare Reina o di affiancarlo come se fosse un impedito, e per questa sfiducia totale sono stati contattati dozzine di portieri quasi a voler far capire a Reina di essere l’ultima scelta e di tenerselo a scadenza di contratto giusto per sfancularlo al più tardi nel prossimo anno. In tutto questo non si è riusciti a prendere un solo portiere nè potenzialmente più forte di Reina e neanche un secondo portiere più affidabile delle riserve attuali, contemporaneamente aver talmente sfiduciato Reina dal porlo in una situazione di scarsa tranquillità che ne sta evidenziando ancor di più i limiti fisiologici che comunque hanno tutti i portieri anche quelli più grandi. Il portiere ha un ruolo delicato in una squadra ed esporlo alla critica in modo esasperato come sta accadendo adesso con Reina diventa deleterio ai limiti del masochistico, malgrado il carisma e la personalità da tutti riconosciuta del portiere spagnolo, ma anche uno come lui resta pur sempre un essere umano e nessun essere umano può restare tranquillo in ruolo così importante dopo essere stato e continua ad essere da tre mesi nell’occhio del ciclone. Quindi quando sentiamo parlare di grande mercato del Napoli ci viene da sorridere per non piangere di tanta incompetenza ai limiti del dilettantismo e di certa stampa che ne avalla servilmente certe politiche societarie. Non solo il Napoli ha sbagliato a non intervenire sul mercato in ruoli carenti come quello del terzino destro, e in un centrocampista di grande qualità e personalità, ma ha sbagliato soprattutto a non prendere un portiere per come si era evoluta la vicenda Reina, e addirittura quando ha ceduto i due centravanti di riserva ben saldamente nella propria rosa, Zapata e Pavoletti, preferebdo di fondare sempre sulla buona stella che non possa mai venire nemmeno un raffreddore ai titolari. Ora che il guanto di sfida alla Juventus è stato ufficialmente lanciato, bisogna fare di necessità virtù almeno fino a gennaio sopperendo in futuro con Inglese, acquisto casuale per quanto estemporaneo all’ultimo respiro di mercato e magari di individuare sin da adesso e definitivamente un sostituto di Reina, per colmare le pecche di un calciomercato fra i più stolti e insulsi della storia del calcio, per un club che ambisce a certi livelli. Altro che grande calciomercato e voglia di vincere….

Pippo Trio

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