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Pd, Graziella Pagano un nome per firmare l’armistizio? Lei: “Sono disponibile”, ma al Nazareno per ora nicchiano

di Peppe Papa

Il Pd cerca un nome per firmare l’armistizio, tra questi Graziella Pagano è quello che nelle ultime ore sta impazzando più insistentemente sul web, tanto da indurre l’interessata ad armarsi di tastiera e rendersi disponibile all’impegno, anche se ad alcune condizioni. Parte dai ringraziamenti ai “tanti amici e compagni” che l’hanno chiamata per rinnovarle la stima, poi è passata alle puntualizzazioni. Intanto ha chiarito che per lei non ci sono differenze tra ex Ds (una vita politica la sua tutta costruita in questa area) e ex Margherita, “la distinzione – ha precisato – non mi ha mai appassionato, per me siamo tutti democratici”. Un punto a suo favore, insomma, per proporsi come sintesi delle due fazioni in lotta che hanno trascinato il partito nella crisi irreversibile in cui è caduto dopo i fasti del ventennio bassoliniano. Ha poi affermato, senza preamboli, che la sfida per la rinascita passa dal capoluogo “perché senza Napoli, non si va da nessuna parte”, mandando indirettamente un messaggio ai signori delle tessere, Casillo e Topo tanto per non fare nomi, che hanno contribuito pesantemente alla ‘provincializzazione’ del Pd locale con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti: il partito crollato all’11% in città mentre ha tenuto botta nell’hinterland. Una presa di posizione che certo non depone bene per un eventuale incarico di segreteria, ma che impone al Nazareno un sostegno forte se dovesse decidere di puntare davvero su di lei per tacitare il conflitto e provare la ripartenza. “Ci vuole ago e filo per ricucire – ha insistito l’ex senatrice – una comunità sfilacciata, disorientata, ma piena di donne e uomini che per il Pd buttano il sangue”. E ha proseguito su questo filo ‘sedante’ ricordando di essere sempre stata “di parte” nel senso di non avere mai avuto problemi a schierarsi, ma “mai di una parte, perché in politica esistono avversari non nemici”. Un’ottima qualità, in pratica, per poter guidare la transizione. Un’ambizione la sua, tra l’altro, non celata fino a mettersi completamente a disposizione dell’organizzazione. “Lo dico con sincerità – ha infatti così terminato la ‘lettera aperta’ ai naviganti –  sono disponibile a guidare la nostra Federazione a patto che il mio nome non provochi strappi e non sia motivo di altre lacerazioni. Sono disponibile a ricucire e a rilanciare il Pd a Napoli e in provincia per un periodo anche limitato, a condizione che tutti cessino le ostilità e ci impegniamo insieme a restituire l’orgoglio di appartenere a questa comunità a tutti coloro che ne fanno parte”. Like a bizzeffe e commenti di apprezzamento a tutto spiano sui social, tutto farebbe pensare che la cosa si può fare e passare da una semplice suggestione ad una opzione seria sul tavolo dei vertici romani. I quali però, per il momento sembrano intenzionati a prendere tempo, come daltronde hanno fatto finora, le elezioni politiche sono alle porte, la situazione è delicata e a prescindere servono i voti. Proprio quelli che alcuni capibastone hanno dimostrato di possedere a iosa e che all’occorrenza mettono a disposizione, ovviamente – nessuno se ne scandalizza – in cambio di qualcosa. Tipo posti sicuri in lista per il parlamento? Be’, allora siamo solo agli scampoli iniziali  della sfida e c’è ancora da giocare l’intera partita.

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