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RIFIUTI. CAMPANIA RIPULITA DA 56MILA TONNELLATE ECOBALLE, 5 MLN ANCORA NEI SITI

Oltre duemila trasporti per spedirle all’estero, ok da Bulgaria e Portogallo

 

Agenzia di stampa DIRE

Il 30 maggio dello scorso anno, a Taverna del Re, uno dei più grandi siti di stoccaggio della Regione Campania situato al confine tra Giugliano e Villa Literno, veniva avviata la rimozione delle ecoballe, emblema del disastro dell’emergenza rifiuti. In Campania, ci sono complessivamente 5,6 milioni di tonnellate di rifiuti stoccati in balle “che faremo sparire”, promette da due anni il governatore, Vincenzo De Luca, che dopo aver ricevuto i fondi dal governo ha avviato la procedura, divisa in otto lotti, per rimuovere, trasportare e smaltire in Europa le prime 789mila tonnellate di ecoballe. Degli 8 complessivi, sono stati assegnati 5 lotti dal valore complessivo di oltre 71 milioni di euro, per un totale di 478mila tonnellate di rifiuti stoccati da rimuovere. Secondo i dati che la Regione Campania ha trasmesso ad agosto all’Autorità Nazionale Anticorruzione, che svolge un ruolo di vigilanza nell’ambito delle procedure di gara, sono state rimosse complessivamente 56.571 tonnellate di ecoballe. La rimozione è stata completata interamente soltanto al depuratore di Marcianise (ripulito nel novembre 2016 da oltre 18mila tonnellate di rifiuti) e a Eboli (7850 tonnellate). A Masseria del Re (Giugliano) gli interventi sono andati a buon fine per 596 tonnellate sulle 100mila previste. Va meglio a Masseria del Pozzo (Giugliano) dove su un totale di 65mila tonnellate di ecoballe ne sono state rimosse 14.396. A Villa Literno (Lo Spesso/Taverna del Re), sono state rimosse poco più di 15mila tonnellate, a fronte delle 200mila previste, suddivise in due lotti. A Pianodardine (Avellino) sono state rimosse 6.483 tonnellate delle oltre 30mila presenti. Nonostante l’appalto sia stato già assegnato, non è ancora iniziata la rimozione dei rifiuti a Casalduni (Benevento) dove sono ancora presenti oltre 46mila tonnellate di ecoballe.

“In Campania lo smaltimento delle ecoballe sta andando piano piano a regime”, ha commentato ieri Raffaele Cantone, presente dell’Anac, nel corso di un’audizione davanti alla Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti. Intanto, nei giorni scorsi, il governatore De Luca ha annunciato che è stata espletata la gara relativa all’ultimo lotto per la rimozione di altre 100mila tonnellate di ecoballe da Taverna del Re. Un discorso a parte va fatto per lo smaltimento dei rifiuti. Non tutte le ecoballe rimosse, infatti, sono state anche smaltite, operazione che richiede più tempo e ulteriori passaggi burocratici, soprattutto per i rifiuti che finiranno all’estero. Sono le ditte vincitrici della gare d’appalto a individuare i siti di destinazione finale, siano essi italiani o stranieri. Bulgaria, Portogallo, Romania e Spagna sono 4 le destinazioni comunitarie già individuate dalle aziende. La ditta Defiam di Serino (Avellino), vincitrice dell’appalto per Giugliano, ha chiesto l’autorizzazione per smaltire complessivamente 33mila tonnellate di ecoballe in uno stabilimento vicino Sofia, in Bulgaria, di proprietà de società SR Tecnologis. Per trasportarle sino in Bulgaria, si dovranno effettuare 1179 trasporti via terra e via mare con partenza da Masseria del Re (Giugliano) e dal porto di Napoli a quello bulgaro di Burgas, sul Mar Nero. Le autorità di Sofia hanno autorizzato la spedizione entro il 9 settembre 2018. La Regione Campania ha dato il via libera all’operazione per una prima tranche per il trasporto di 5200 tonnellate. Anche le autorità portoghesi hanno dato il proprio consenso a ricevere 10mila tonnellate di ecoballe campane entro il 18 giugno prossimo. Occorreranno 36 trasporti via terra e mare per far arrivare i rifiuti da Giugliano a un impianto di Aldeia de Paio Pires, nella municipalità di Seixal, vicino a Lisbona. In Spagna, in un sito della Catalogna vicino a Tarragona, dovrebbero essere spedite 20mila tonnellate di rifiuti stoccati in balle, suddivisi in 720 trasporti. Ci sono già dei ritardi, invece, per il trasporto di 1500 tonnellate di rifiuti pericolosi, contenti piombo e acido solforico, che dal salernitano dovevano giungere a Copsa Mica, città di 5mila abitanti in Romania, entro il 14 settembre.

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