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De Laurentiis, c’è poco da protestare per i diritti Tv all’estero, il calcio italiano non merita di più

Passata la buriana degli sfoghi del presidente del Napoli che come sempre ne ha per tutti, soffermiamoci un attimo sull’ultima rovente polemica che ha scatenato De Laurentiis, quella sui diritti televisivi all’estero, che a suo dire sono stati svenduti da Infront al prezzo di 350 milioni l’anno. La cosa singolare è che tutti i club di Serie A, la Fgci, Infront sono visibilmente soddisfatti di aver ottenuto più di quanto si immaginassero, tranne il presidente del Napoli, che quando si tratta di vendere è sempre molto esigente,chiaramente al contrario di quando a comprare è lui,  anche se poi le sue alte richieste non sono affatto motivate in rapporto al valore di ciò che viene venduto. Spesso abbiamo sentito De Laurentiis rimproverare i giornalisti perchè parlano sempre di soldi, dicendo che è cafone parlare di denaro nel calcio, e poi è il primo ad essere molto sensibile all’argomento.

Ma secondo il presidente del Napoli, i giornalisti non erano dei gran cafoni a parlare sempre di soldi nel mondo del calcio? Si sarà forse adeguato al malcostume?

Questa polemica con Infront e i vertici della Fgci è del tutto fuori luogo, primo, perchè il calcio italiano non può assolutamente paragonarsi oggi a paesi molto più ricchi, più organizzati, che offrono un prodotto di qualità almeno il triplo migliore della nostra Serie A. In Italia non si riesce in alcun modo a riformare il calcio, non c’è ancora una politica sugli stadi, ormai tutti vecchi e fatiscenti tranne alcuni, vi è un livello di spettacolo totalmente al di sottto dei nostri standard abituali, sicuramente inferiori ad altre federazione straniere, non si riesce a investire non solo sugli stadi ma nemmeno nei settori giovanili, si produce un campionato dove vi è grande differenza economica, tecnica e organizzativa dovuta soprattutto al fatto che le risorse vengono redistribuite in modo iniquo, dove la fetta maggiore delle risorse la mangiano sempre gli stessi grandi club e chiaramente tutto questo non rende giustizia ad un calcio come quello italiano che fino ai primi anni ’90 è stato ai vertici del calcio mondiale. Non si capisce cosa pretende De Laurentiis dal momento in cui è l’unico presidente di Serie A a non possedere nemmeno un centro sportivo di proprietà, l’unico a non avere una sede di rappresentanza di un certo prestigio, a  a non investire nel settore giovanile, e sempre in continua bagarre con il sindaco di Napoli per ottenere una convenzione vantaggiosa per il San Paolo  e pretende pure di reclamare più appeal rispetto ai camèpionati e i club stranieri, pensando di meritare più soldi dai diritti televisivi internazionali di quanto prendano altri. Ma ha capito De Laurentiis che gestisce un grande club di calcio e che se vuole ottenere gli stessi vantaggi degli altri deve non solo organizzarsi come club, ma strutturarsi come lo sono tutti i grandi club in Europa? O crede che solo perchè il Napoli da qualche annetto giochicchia benino e ottiene qualche successo sportivo, che lui possa credere di ottenere gli stessi vantaggi di club e campionati di gran lunga più attrattivi? Ma ha capito De Laurentiis che solo a Londra vi sono almeno una mezza dozzina di stadi più belli, confortevoli e ospitali del San Paolo che non è nemmeno suo? Ma lo sa che in Italia stiamo ancora alle tessere del tifoso, dove non si permette liberamente di assistere ad una partita di calcio viste le restrizioni territoriali perchè non si riesce ad affrontare in modo adeguato la violenza e il razzismo negli stadi?  Ma a quale titolo De Laurentiis accampa pretese? Ma ha capito che il calcio italiano fa ancora parte delle più grandi nazioni europee di calcio solo per il prestigio acquisito in passato? Ma lo sa che in Italia non vinciamo un titolo continentale dall’Inter di Mourinho? E allora, De Laurentiis prima di sbraitare contro tutto e tutti, cominci ad organizzare la sua società, faccia giocare il suo Napoli in uno stadio degno degli impianti di mezz’ Europa, cominci a vincere qualche titolo, si tenga in squadra qualche grande campione invece di venderselo appena possibile, e poi potrà pure accampare a qualche pretenzioso diritto, perchè così come è oggi il calcio italiano è già grasso che cola aver ottenuto quasi mezzo miliardo dai diritti tv internazionali e se li ha ottenuti, non è perchè all’estero facesse gola il calcio italiano, ma solo per i tanti milioni di italiani che sono all’estero, non di certo perchè il calcio italiano esprimesse valori di eccellenza da attrarre altri continenti, men che meno il suo club ditta individuale.

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