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Congresso Pd, è partita la conta interna: ex Ds e Margherita sgomitano, ma la sorpresa potrebbe arrivare dai ‘giovani’

di Peppe Papa

Il Partito democratico partenopeo a fatica ha superato il suo primo step. Definite dopo un’estenuante battaglia interna i nomi dei candidati che si sfideranno al congresso per conquistare l’ambita carica di segretario provinciale dell’organizzazione. Si tratta di Nicola Oddati, Massimo Costa e Tommaso Ederoclite che hanno presentato le firme necessarie in Federazione per accedere alla competizione. Insomma, il mediatore inviato dal Nazareno, Alberto Losacco, è riuscito nell’impresa di mettere d’accordo tutti (si fa per dire) costringendoli a calare sul tavolo le proprie carte, il massimo di quello che poteva fare in una situazione di coma quasi irreversibile in cui si trova il Pd locale. Nessuna novità, fatta eccezione per il gruppo di quarantenni che fa capo al Comitato 30 che sostiene Ederoclite, per quanto riguarda gli schieramenti in campo. Da una parte gli ex Ds, dall’altra gli ex Margherita, con questi ultimi che, dal post-bassolinismo in poi, stanno guidando i democrat campani controllando sia la segreteria regionale che quella napoletana. Guerra di tessere, pacchetti di voti, candidature, conquiste di cariche di sottogoverno e rendite di posizione, come nella migliore tradizione da prima Repubblica, cui gli eredi della ‘balena rossa’, per niente sprovveduti, si sono adeguati combattendo all’arma bianca (non poteva essere diversamente), mentre del renzismo imperante restano solo le chiacchiere da salotto tra intellettuali annoiati e circoli di partito chiusi o finiti, nella migliore delle ipotesi, intorno ad un bancone di bar. Ha fatto tenerezza per la sua incolpevole ingenuità, a questo proposito, la lettera aperta con la quale Nicola Corrado, candidato dei fu comunisti sfilatosi all’ultimo momento, ha motivato la sua rinuncia. “Fermatevi prima che sia troppo tardi  – ha scritto -, o al Congresso sarà il massacro”, lanciando poi un balzano “appello” proponendo l’idea di candidare “tutti insieme,  quattro saggi Antonio Bassolino, Umberto Ranieri, Salvatore Piccolo e Biagio De Giovanni” per rifondare il partito. Ovviamente, nessuno lo ha preso in considerazione, la partita è troppo importante per simili ‘smancerie’ buoniste. Al posto di Corrado, senza colpo ferire, il fronte dei “diessini” (Antonio Marciano, Bruna Fiola, Antonella Ciaramella, Valeria Valente, Andrea Cozzolino, Gianluca Daniele) hanno risposto a stretto giro con il nome di Nicola Oddati, assessore delle giunte Jervolino, ispiratore principe del Forum delle Culture (finito in malo modo, ma non per colpa sua), profondo conoscitore della realtà politica cittadina e ‘consulente’ del governatore Vincenzo De Luca per il quale si sta spendendo come testa di ponte nel capoluogo. A contendergli il ‘posto’ dalla sponda opposta, quella per intenderci degli esponenti della tradizione democristiana e del socialismo liberale craxiano, guidata dai contestati capobastone della provincia, Raffaele Topo e Mario Casillo, dell’AreaDem di Franceschini e dei pittelliani, Massimo Costa, primario del Cardarelli, eletto più volte consigliere della Municipalità Vomero-Arenella. Certo, non un nome di primissimo piano, dal punto di vista politico si intende, ma che torna buono ai suoi promotori come ‘faccia pulita’ da proporre come rifondatore del partito napoletano. Un po’ poco, per i famelici appetiti delle fazioni in campo. Probabile, ci sembra capire, il suo “sacrificio” in vista di una accordo più ampio tra i due correntoni in lizza. Oddati dunque, secondo questo ragionamento, in pole position: niente di cui stupirsi, è il bello della politica. Solo che a guastare i piani dei due grandi avversari interni, ci si sono messi i ‘giovani’ (per chi scrive lo sono) del partito che spinti dall’entusiasmo hanno deciso di provarci ad abbattere il muro delle vecchie liturgie, convinti che un futuro è possibile. E non è questione solo generazionale, visto che i consensi e gli stimoli ad “andare avanti” che in queste ore stanno ottenendo soprattutto sui social che è il loro principale terrreno di coltura, vengono dai più variegati ambienti, ma soprattutto dalla base. Quella che ‘affolla’, ma questo è solo un eufemismo, le sezioni ancora rimaste in piedi del Pd con gente che nonostante tutto invoca il “fuoco sacro del cambiamento”. Non hanno molte chance di sfondare, Renzi (sono quasi tutti renziani) dovrebbe dimostrare meno realismo e più coraggio in funzione del cambiamento e di un nuovo paradigma, recapitando un segnale di incoraggiamento, per il momento neanche ipotizzabile. Tra l’altro comprensibile con le elezioni alle porte. Loro non demordono, anzi, si presentano aggressivi e fanno bene, non hanno altra scelta. E dispiegano il proprio manifesto. “Non entreremo nel bruttissimo dibattito di queste ore, nei resoconti e nelle cronache delle riunioni, dei litigi, degli sgambetti, delle guerre tra cordate senza politica che umiliano la nostra comunità – ha fatto sapere Luciano Crolla, uno degli ‘ideologi’ del Comitato 30 – semplicemente, non ci siamo stati, non ci siamo e non ci saremo. Non ci interessa. Saremo ancora con le persone, nei circoli, a Napoli. E continueremo a raccontare questa bellissima storia di autonomia, coraggio e libertà”. Una dichiarazione cui ha fatto eco quella del designato a difenderne le istanze, Tommaso Ederoclite:  “Non ho nessuna intenzione di entrare nella rissa interna al Pd di Napoli, come del resto ho già fatto da quando insieme ad un gruppo di persone che vivono intensamente il partito abbiamo deciso di candidarci. Per me in questo congresso ci sono due unità fondamentali con le quali ho deciso di interfacciarmi sin dall’inizio: gli iscritti e i circoli. Sono due settimane che parlo solo con loro. Ho comprato una agenda dove, dopo essermi confrontato, annoto tutto quello che mi dicono i militanti che incontro. Dai problemi del territorio a quelli interni all’organizzazione della loro sezione. Da segretario mi prenderò cura ogni giorno delle cose che mi hanno detto, e l’impegno è quello di risolvere i problemi e le criticità e valorizzare le cose buone”. In breve: vorrebbe fare il segretario. Auguri!

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