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Criticare il Napoli è diventato oltraggioso, non si può andare contro il Comandante Che GueSarri!

Nel calcio è praticamente impossibile percorrere la strada della critica, quando la massa procede tutta nella direzione opposta. È quello che sta accadendo con il fenomeno Napoli di Sarri, dove a causa della noia di un campionato da anni stradominato dalla Juventus, ormai si è creato un vero e proprio partito pro Napoli di Sarri  una sorta di Jihad fondamentalista, una rivoluzione castrista, ma opporsi a certi miti fa diventare bersagli troppo facili dai fedelissimi, si viene tacciati di qualsiasi cosa, quando va bene dell’incompetente, quando va male, si è tifoso juventino quella è proprio l’offesa massima, passando per i tirapiedi o ai bastian contrari per fare i personaggi, e allora inutile disquisire di campionato ancora lungo, di rose incomplete, di limiti societari, quello del tecnico e la sua gestione, dato l’isterismo dell’ambiente. Ancor meno si potrà discutere di moduli, tattiche, formazioni, sostituzioni  o centrocampi sbagliati, di fortuna e sfortuna, di Var, ruberie o quando gli avversari vincono per 1 a 0 e  per 3 a 2, piuttosto che 6 a 2, salvo che se gli stessi risultati li facesse il Napoli, in tal caso sarebbero dimostrazioni di forza, e certamente lo sono, quelle della forza del fuoriclasse che salva la squadra dalle sabbie mobili di una possibile sconfitta, ma questo capita a tutte le grandi squadre. Però sotto il Vesuvio ed ora anche in ogni dove si dice che si vince solo con il gioco,  non con i fuoriclasse, perche Sarri e il Napoli fanno il gioco più bello d’Europa, come se poi tutti guardassero le partite in ogni angolo del vecchio continente, e allora chissà perchè con quel gioco Sarri non ha vinto ad Empoli, arrivando 15esimo, Giampaolo l’anno dopo con la stessa squadra ha fatto di gran lunga meglio, ma nessuno se lo filava. Ma  chissà perchè il bel gioco non veniva tradotto in gol quando al posto di Mertens ci giocava Gabbiadini e talvolta Pavoletti. Mistero della fede… Ma il nostro è  un viziaccio e ci stiamo ricascando con le critiche, quindi meglio tergiversare, perchè in ogni caso, in occasioni come in questi tempi azzurri, tutto sole, pixzza vesuvio e San Paolo non si riesce più a parlare serenamente di calcio, riesce difficile  farlo durante la stagione, perché nessuno è disposto a parametrare l’andamento di un campionato lungo e e le sue variabili, tendono tutti a decretarne il vincitore sin da settembre, chissà perchè questa grande fretta, anzi sin dal mercato.  Già, perché perchè quei primi verdetti che poi tutti dimenticano arrivano già in estate, dove la regina del mercato quest’anno era il Milan che con l’acquisto di Bonucci avrebbe blindato la difesa rossonera e coperto finalmente il ruolo di leadership a Milanello: abbiamo visto! Ma il discorso vale anche per  il titolo virtuale di Campione d’inverno,  che serve solo per la statistica, però adesso siamo ancora ad ottobre e qualcuno ha già pensato di accorciarci la vita decretando con largo anticipo il Napoli tricolore. Grattatevi qualsiasi cosa nel caso servisse, non si può mai sapere… Si, perché aumenta di gran carriera il Partito Sarrista, sembra Come quando Berlusconi fondó Forza Italia facendolo diventare partito di maggioranza. Addirittura qualcuno si è inventato il termine di fresco conio, il  ‘Sarrismo’, che per alcuni è una vera e propria filosofia di vita calcistica. Ci sono alcuni giornalisti che ne sono del tutto soggiogati, Maurizio Pistocchi in testa, perche dopo Sacchi, Guardiola ora va di gran moda questa nuova filosofia, incarnata nella semplicità di un ex uomo mite impiegato di banca, trasformatosi nel Che Guevara pallonaro tutto parolacce e musi duri, dove al posto del sigaro cubano e la mimetica che contraddistingueva il mitico comandante, ora c’è una tuta azzurra perennemente indossata e una sigaretta, purtroppo spesso negata all’eroe moderno, colui  che sta salvando il nostro vituperato calcio italiano, riempiendo gli occhi persino a quegli snob degli inglesi e dei buffoncielli spagnoli, salvo poi far fuori il Napoli del comandante Che GueSarri alla prima occasione. Guardiola, qualche settimana fa provò a distruggere sul campo il nuovo mito partenopeo,  che lui stesso ruffianamente alimentava, in soli 20 minuti, così giusto per stendergli un tappeto rosso di benvenuto a Manchester. Il Real Madrid al fantasmagorico Napoli del comandante Che GueSarri gliene fece tre sbadigliando, sia all’andata che al ritorno, ma il Napoli, – si narra – ne è sempre uscito a testa alta, che non è quella di Sergio Ramos, ma questi sono dettagli. Ora, al di là delle nostre ironie, di analisi più o meno stupefatte dalla nuova droga calcistica, quel Sarrismo di cui si parlava che ha già annoverato molti Sarri dipendenti, noi senza più volerci azzardare in una sola blasfema critica, peraltro già abbondantemente ripetuta da due anni inascoltati e sbeffeggiati,  lasceremo che l’onda anomala sfoghi il suo corso, aspettando inevitabilmente insieme a tutti che l’uragano Sarri sfoghi la sua potenza massima e poi vedremo, se avrà nell’immediato futuro, spazzato tutto il malvagio del calcio italiano, ridandogli nuova vita, oppure si infrangerà sui soliti scogli perigliosi e frastagliati delle strisciate pluridecorate italiane, o degli inarrivabili club stranieri: Sia ben chiaro, questa è una cosa che non ci auguriamo per niente, perché a nessuno piace vedere teste rotte sugli scogli di milioni fra tifosi illusi, giornalisti faziosi, quando non zerbini, addetti ai lavori ruffiani, perchè scenari del genere, aggiungerebbero solo danni a danni, mentre noi crediamo che nel calcio non bisognerebbe mai soffiare troppo sul fuoco delle aspettative e nenache della polemica, perchè si  istiga e si monta la testa alla gente. Lasciamoli sognare, divertirsi e basta, ma null’altro, perchè il calcio è come la vita, è roba dura e quando un sogno si dovesse realizzare  è ancor più bello. Non ci resta che aspettare per non contribuire noi stessi all’isterismo di certe repliche, che comunque arriveranno, ma giuriamo di non rispondere alle provocazioni,  sperando che tutto vada per il meglio, anche perché sarebbe troppo bello vedere la gioia nei visi della gente nel caso di vittoria, anche se ancor prima ci sarebbe piaciuto arginare certe derive, tenerli sotto controllo con tutta calma e serenità, guardando a certi grandi eventi naturalistici con la cautela del marinaio che mantiene la calma anche nel mare in tempesta, e cercare di portare la barca in porto invece di essere travolto. Scusate l’ennesima metafora, ma è pur vero che in periodi di bonaccia son tutti buoni a navigare, esattamente come dice un vecchio e saggio proverbio napoletano: “Quann’o mare è calmo, ogni strunz è marenaro” e allora con rispetto, aspettiamo le tempeste e vedremo se il comandante  riuscirà a regatare nel vento per portare la propria barca in porto. Ma da adesso in poi noi si parlerà di calcio solo in generale, ma non ci azzarderemo mai più ad andare contro l’onda anomala del Sarrismo, sarebbe troppo anche per noi esperti marinai, perchè quando la natura si ribella con tutta la sua forza non ce n’è mai per nessuno quindi meglio stare calmi al riparo anche perchè, come diceva il nostro Pulcinella , “Pe cielo e ppe mmare nun ci stann taverne”. Occorrerebbe   limitare i danni e gli sviluppi della dirompente onda anomala, sperando che dopo la tempesta ci sarà la grande gioia a tre colori, non di certo la grigia quiete, ma quando accadono tali eventi da queste parti, sarà solo per miracolo e chissà che veramente l’autore del miracolo stavolta non fosse il solito San Gennaro, ma il nuovo comandante CHE GUESSARRI!

Pippo Trio

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