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di Peppe Papa

Il congresso Pd? Una bolgia. Volano stracci tra le diverse fazioni in campo, scambi di accuse, dispetti, proposte sotto banco, inviti a ritirarsi rivolti agli avversari mentre domani e domenica, nonostante tutti siano scontenti delle regole, si svolgeranno le elezioni nei circoli territoriali chiamati a definire la platea congressuale che eleggerà il segretario provinciale dell’organizzazione. Non è stato un bel vedere finora, ma c’era d’aspettarselo, visto il buco nero in cui si è cacciato il partito a partire dalle primarie del 2011 fino a quelle dei 20 euro distribuiti fuori ai seggi del 2016, con il crollo dei consensi in città precipitati all’11%  e lo smacco di non essere approdati nemmeno al ballottaggio contro un non irresistibile De Magistris. Così come non sono mancati i risvolti giudiziari e il ricorso alle ‘carte bollate’, cosa che appare probabile capiterà anche stavolta dopo l’esito della consultazione. Le avvisaglie non sono mancate. E’ stato Nicola Oddati, candidato della cosiddetta sinistra (gli ex Ds) e convintamente sostenuto dal governatore, Vincenzo De Luca, ad accendere la miccia nel corso di una conferenza stampa convocata per denunciare le “ripetute anomalie” registrate nella composizione degli aventi diritto al voto e le “gravi mancanze di tutte le fasi organizzative del congresso che si presenta illegittimo sotto ogni punto di vista”. Infine, dopo avere sciorinato un po’ di numeri in merito alle sue affermazioni chiudeva chiedendo al gruppo dirigente nazionale di intervenire per impedire la “palese violazione delle regole”. Da Roma, ovviamente, si sono guardati bene dal mettere bocca e la cosa ha solo contribuito ad alimentare la guerriglia interna locale. Invano qualcuno, come Andrea America, ha invitato Oddati a rinunciare alla corsa come atto di coerenza e per dare un segnale forte al Nazareno, lui non ci ha pensato per un attimo, anzi. Il giornale online ‘Napolispia’ ha raccontato del tentativo – la “proposta indecente” l’ha chiamata – di chiedere il ritiro del terzo incomodo della competizione, Tommaso Ederoclite (l’altro è Massimo Costa) del Comitato 30 che gli sta erodendo non pochi sostenitori nei quartieri cittadini del centro. Gli ha proposto un accordo (non è chiaro quale), scrive il giornale, al quale Ederoclite pare abbia risposto piccato: “Nico’ perché non ti ritiri tu?”. Nessuno dei due risulta abbia smentito, dunque bravo a Napolispia.  Intanto, i giochi sembrano fatti,  a detta degli osservatori più attenti e a vincere la partita saranno nuovamente i fantomatici signori delle tessere, cioè gli ex Margherita che controllano la maggioranza, affiancati, guarda un po’, dagli uomini della sinistra che più sinistra non si può, del Ministro, Andrea Orlando e dai riformisti del presidente dei Socialisti e Democratici al parlamento europeo, Gianni Pittella. Massimo Costa, il loro candidato, insomma può dormire sonni tranquilli e infatti, non sembra rimasto scosso dalle polemiche, la sua è stata una campagna impalpabile, diremmo ‘gentilonesca’, a parte qualche uscita improvvida, tipo l’idea di chiudere la sede provinciale di via Toledo. E’ sicuro di vincere, così come sono sicuri di una buona affermazione che serva da base per i futuri successi, il correntone dei “giovani” guidato da Ederoclite. Per Oddati e i suoi solo amarezze allora? Un consiglio disinteressato: mai sottovalutare i comunisti, soprattutto se post!

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