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IL PD NAPOLETANO SULL’ORLO DI UNA CRISI DI NERVI: SABATO SI RIVOTA(?!)

di Peppe Papa

Ha tutta l’aria di una melina per poi piazzare il colpo capace di mettere al tappeto l’avversario, la posizione assunta dagli ex Ds dopo la risoluzione del Pd nazionale di far votare sabato prossimo, nella gran parte dei seggi rimasti chiusi domenica scorsa, per il congresso provinciale del Pd napoletano. Nicola Oddati ha risposto picche, continuando a denunciare l’illegittimità delle procedure che hanno caratterizzato finora l’appuntamento chiedendo di resettare tutto quanto accaduto nell’ultima settimana. Fare punto e a capo e non se ne parli più per il bene di tutti. “Spiace che la vicenda congressuale sia finita ai cavilli e alle forzature regolamentari – ha scritto in una nota dove ha espresso la propria contrarietà e quella della sua componente al ritorno alle urne il 18 novembre –  Sarebbe bastato un po’ di buon senso per venire incontro alle richieste di trasparenza e regolarità che, molto pacatamente, avevamo mosso. Continuiamo a ribadire che, per uscire a testa alta da questa situazione – ha proseguito – è necessario celebrare un congresso regolare e partecipato”.  “Noi – ha minacciato – eravamo e siamo pronti a partecipare. Ma si eviti una ulteriore farsa sabato prossimo, è bastata quella di domenica scorsa”. Già sono pronti i ricorsi a fronte di una richiesta a posticipare la kermesse di una settimana. In fondo che sarà mai sette giorni in più o in meno. Insomma, Oddati e i suoi, difendono come una roccia la posizione decisi a far scoppiare un bubbone clamoroso al Nazareno, che è il loro asso nella manica, il contropiede micidiale e improvviso che fa vincere la partita. Non avranno infatti gioito a Roma quando il vice segretario Martina, venne clamorosamente smentito sette giorni fa e scavalcato da un suo ‘sottoposto’ circa l’indicazione di sospendere le operazioni di voto a Napoli. La cosa è finita in cavalleria, ma non risulta per niente archiviata da parte degli interessati e può deflagrare da un momento all’altro se non si trova rimedio ad una situazione esplosiva come quella del partito nella città capitale del Mezzogiorno. Intanto non si è fatta attendere la reazione del fronte opposto, ecco l’ex senatrice Grazielle Pagano su Fb: “La Commissione di Garanzia è un organismo democraticamente insediato. Che può decidere a maggioranza. I circoli che domenica erano chiusi, sabato dovranno aprire. Poi i ricorsi avranno i loro esiti. Che serenamente accetteremo. Almeno spero….”. Più soft, che poi è il marchio di fabbrica che ha caratterizzato la campagna elettorale del ‘cavallo’ della maggioranza (ex Margherita, orlandiani, franceschiniani e pittelliani), Massimo Costa il quale, come se non fosse successo niente, ha dichiarato alle agenzie che “con la chiusura delle votazioni di domenica prossima mi auguro che si metta la parole fine a tutte le polemiche scoppiate nelle ultime settimane. Temo che non sia chiaro a tutti che chi in questa vicenda ne perde, in termini di credibilità, è il partito democratico, tutto”. Volemose bene, alla fine un accordo si trova, facciamo parte tutti della stessa famiglia. “Ho accettato la candidatura con l’unico obiettivo di lavorare per unire il Pd – ha continuato – pur consapevole che non sarebbe stato facile per le difficoltà note a tutti. Il mio impegno, da ora in poi, è lasciarci questo caos alle spalle, favorendo il massimo del confronto per ricercare le soluzioni più largamente condivise”. Giusto, ben detto, solo dovrà aspettare che lo vadano a svegliare quando sarà il momento della proclamazione del segretario. Sempre che ciò avvenga, sia chiaro.

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