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Italia, nazione di falsi moralisti: Ventura e Tavecchio hanno fatto bene a non dimettersi!

Degli italiani un tempo si diceva che fossero un popolo di poeti, santi e navigatori, ma oggi si potrebbe dire tranquillamente di essere un popolo di falsi moralisti, bigotti e fantallenatori. La disfatta della nazionale di calcio ancora fa parlare per le mancate dimissioni di Ventura e Tavecchio, con il secondo che esonera l’altro avendone facoltà,  che a sua volta non pensa affatto a dimettersi, nonostante glielo chiedesse una nazione intera, solo che a Tavecchio nessuno può esonerarlo, tranne sollevazione popolare che pure è nell’aria o qualora i presidenti della Lega Calcio dovessero sfiduciarlo. Insomma dopo tanto isterismo seguito sin dal post gara di San Siro, proviamo a fare un po d’ordine, perché qui ormai tutti si sentono in diritto di giudicare chiunque salendo su improbabili pulpiti. Innanzitutto, una certa etica che si rispetti vorrebbe che nello sport vincitori e vinti andrebbero rispettati in egual misura e in questo caso non si è rispettato nè la Svezia che ha vinto legittimamente il doppio confronto, come se non contasse il fatto che gli svedesi sono andati in campo con gli stessi diritti dell’Italia affinchè qualificarsi, e figuriamoci se fosse stata rispettata l’Italia sconfitta avendo dato tutto sul campo, ma di certo non si poteva pensare di passare per diritto divino solo perchè è la nazionale quattro volte campione del mondo. No, perché qui sembra che la Svezia fosse una semplice formalità da liquidare per far passare la grande Italia, figuriamoci poi se si fosse rispettata la nazionale italiana stessa, sul cui carro si sale solo quando si vince, al contrario invece, quando si perde si chiede solo al commissario tecnico e al presidente della Fgci di dimettersi assumendosi tutte le responsabilità. E’ costume italico che quando si vince siamo tutti campioni e quando si perde, gli altri sono i coglioni, meno quelli che giudicano, comunque vada loro vincono sempre. Nello sport quando si vuole fare bella figura da buonisti si dice da protocollo che si vince e si perde tutti insieme e allora perché adesso sembra che a perdere siano stati solo Ventura e Tavecchio? Ma poi questa storia che tutti si indignano perché i due sventurati non danno le dimissioni in un Paese in cui non ci si dimette da nulla nemmeno se si viene pagati poco, figuriamoci perché dovrebbero dimettersi gente che per far piacere ai finti moralisti dovrebbero rinunciare a tanti soldi oltre alla carica, ed essere pure sbeffeggiati. Un volgare detto direbbe:  “fare i froci con il culo degli altri” e insultare pure. In una nazione dove ancora vige la cultura del posto fisso, quello sicuro fino alla pensione, pretendere che professionisti contrattualizzati a tempo determinato dovessero pure dimettersi è veramente una cosa che non si può sentire, soprattutto da certa gente. Tra l’altro, non sarebbe più utile quando si fanno contratti principeschi, imporre delle clausole di rescissione in caso di mancato raggiungimento dei minimi obiettivi, invece di pretendere che gli altri si dimettessero?  Perlomeno si eviterebbero questi falsi moralismi. Se ne sono sentite di tutti i colori e da nessuno escluso, sembrano tutti più capaci di Tavecchio e Ventura anche se nella vita la maggior parte di questi sapientoni assai poco hanno combinato. Ora fra tutti quelli che criticano Tavecchio ci sono in primis quelli che lo hanno eletto o aiutato nella corsa di presidente della Federazione Italiana Gioco Calcio, quindi tanti di quei presidenti di club, anche fra quelli maggiori che hanno avallato in tempi non sospetti, la linea politica proposta da Tavecchio.  Quanto all’ormai ex Ct Ventura, a sua volta gli sono state chieste le dimissioni,  in primis da chi gli ha fatto un lungo contratto fino al 2020 come Tavecchio, che ripetiamo, a sua volta si è detto per niente disponibile a dimettersi. Un bel pasticcio all’italiana, da cui chi ci capisce è bravo, ma è ancora più incasinato tutto l’ambiente calcio e non solo, ora ci si mettono anche in Parlamento a cazzeggiare sulla nazionale, ormai diventati tutti opinionisti o giudici a vario titolo,  e fanno pure gli indignatissimi . Inoltre, a riprova che ormai nel calcio importano solo i soldi e null’altro che abbia un valore etico e sportivo, ci si sono messi pure quelli che fanno i conti di quanto si sia perso in termini economici e addirittura ci sono presidenti come quello del Napoli, che non solo è stato fra i più grandi sostenitori di Tavecchio, che ora si dice inviperito e furioso per la mancata qualificazione, ma non tanto perchè importasse dell’Italia, ma perchè il fatto che non parteciperà ai mondiali svaluterà i tanti calciatori del Napoli che puntualmente rispondono alle chiamate delle nazionali eliminate perchè  ora non potranno più farlo almeno fino a settembre e il club azzurro perderà i sostanziosi indennizzi previsti per ogni calciatore che veste la maglia della nazionale del proprio paese, altro che sentimento patriottico, e dire che Sarri si lamenta pure ogni qualvolta i suoi migliori calciatori partono per le nazionali, evidentemente De laurentiis non gli ha spiegato che ogni cvolta che vanno via entrano parecchi soldini nelle casse societarie, ecco perche adesso non va più bene che restano a casa. E che dire dell’interrogazione parlamentare di Mdp la nuova sinistra che fa riferimento a D’Alema, gli scissionisti del Pd di Renzi,  che invece di preoccuparsi delle condizioni del Paese, pensano alle dimissioni di Tavecchio e di Ventura. E allora basta ipocrisie!  Inoltre, ogni tanto si sente qualcuno insegnare ad altri comportamenti esemplari da paese normale come se nessuno facesse parte di questa nazione. Si potrebbe capire che l’appunto lo facessero cittadini di paesi più civili e dignitosi, perchè non ci sembra che tutte le altre nazionali escluse dai mondiali stiano facendo sto casino come accade in Italia,  quindi che i rimproveri vengano fatti dagli stessi italiani, soprattutto quei furbetti del quartierino intenti solo a non lasciare mai le proprie poltrone, quelli che si fanno marcare dai colleghi il cartellino sul posto di lavoro e che ogni giorno contribuiscono allo sfacelo di questa nazione, ognuno per le proprie responsabilità, non gli sarà mai balenata l’idea di dimettersi quando si sbaglia,  e poi pretendere che lo facciano due settantenni come Ventura e Tavecchio che dopo questo grande incarico, potranno solo sognarsi di riceverne un altro a questi livelli, ma è più probabile che dovranno  frequentare la bocciofila nelle vicinanze di casa,  e allora sono  veramente ridicoli questi finti moralisti dal bigottismo tipico dell’italianuzzo medio,  che predica bene di dimissioni e razzola male,  sempre propensi ad uscirne a testa alta quando invece la testa dovrebbero metterla solo in un posto… Sì, proprio in quel posto in cui ci rechiamo tutti ogni santo giorno per i nostri bisogni, magari pure per guardarsi allo specchio di tanto in tanto, perché se qualcuno lo facesse,  si sentirebbero sicuramente meno puttanate, come quella di chiedere le dimissioni di altri, piuttosto che dimettersi da loro stessi e non dire più demenzialità. Mica è decreto legge che tutti debbano parlare di calcio come di altro? Piuttosto che facciano silenzio, soprattutto quando si perde, perchè la cosa più difficile è saper perdere, è così che si dimostra la propria dignità, non di certo additando gli altri!

Pit

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