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Gomorra e gomorroidi: effetti collaterali, purtroppo sottovalutati…

Ebbene sì, non pensavamo di dover discutere su quello che pensavamo fosse la solita banalità e cioè che un film o al giorno d’oggi una fiction potesse davvero condizionare la vita delle persone. Ci saremmo sentiti più vecchi di quanto già non fossimo a liquidare l’argomento dicendo “ai tempi nostri non accadeva” e invece accadeva uguale, perchè l’umanità ha sempre avuto dei problemi, ma oggi forse si induce la gente ad averne sempre più di problemi. Immaginavamo o forse ci piaceva pensare che la natura umana fosse superiore al fatto che la comunicazione mediatica potesse davvero essere così a tal punto preponderante a modificare le personalità e lo stile di vita delle persone, e invece bisognerebbe cominciare a porsi seri dubbi e magari trovare una via di uscita e moderare o regalomentare tutti i supporti mediatici in relazione alla psicologia umana, affinchè non produrre tutta una serie di disturbi della personalità che putroppo, bisogna dire, la troppa libertà di espressione provoca. E’ un discorso lungo e complesso, e certamente non vorremmo fare della facile psicologia o sociologismo banale, sarebbe qualunquistico, ma un tantino però bisognerebbe cominciare a chiedersi perchè chi di dovere e noi tutti, non ci si domandi sul serio che forse andrebbe regolata tutta la comunicazione relativa al cinema, alla televisione, al mondo della pubblicità, per non dire del web e tutto quello che lo comprende? Un mondo dove tutto è possibile, forse troppo aperto per poter essere accettato da una civiltà ancora non pronta, il progresso viaggia più veloce del nostro modo di assimilarlo, e capacità di metabolizzarlo. Ci sono dei limiti troppo grandi nel comprendere il vero valore della libertà rispetto a questo falso concetto di libertà, che probabilmente inquina, invade l’altrui libertà di chi non vorrebbe essere coinvolto a tutte queste storture,  deviazioni patologiche, peraltro pericolose derivate anche da ingannevoli messaggi mediatici, che possano essere di film violenti o pornografici, ma anche di cartoni animati o altra filmografia favolistica subliminale, per non parlare di reality, fiction, giochi a premi favolosi, concorsi di bellezza, cucine da incubo o da sogno, che ci rendono tutti Master chef, pornodivi o impotenti, camorristi o poliziotti, insomma eroi del bene e del male. E che dire poi dei social network, le chat line, videoclip di qua, selfie di là… un vero casino, che rende protagonisti tutti ad essere leoni per un giorno, ma purtroppo anche più di un giorno. Scoprire che a buon mercato ci si può ritoccare le tette, le labbra, le natiche, usare il botulino, ma non poter mai diventare una diva e comunque di invecchiare lo stesso come le stesse dive chea loro volta  non accetteranno mai di invecchiare. Non si sarà mai dei Rocco Siffredi, ammesso che lo stesso Siffredi lo sia per davvero, e non usi qualche trucchetto per impressinare più di quanto pure non sia già dotato. E che dire delle cucine di casa nostra dove impazzano improbabili ricette chimicamente incontrollabili…e poi per le strade ormai è tutto un pizzame, aperitivi con rimasuglie imbellettate, sushi anche se non si è giapponesi, pizze anche se non si è napoletani, finger food, street food, vegetarian food, con alimenti in bella mostra chissà come conservati, e scoprire poi di essersi avvelenati di ulcere, cirrosi, trigliceridi e fegati spappolati, anche se poi ci pensano i dietologi a rimediare con diete anche più pericolose, sempre perchè poi ci si crede immortali e poter superare tutto con il mago di turno che con la bacchetta magica di qualche seduta in palestra, qualche maschera di argilla, fra una sauna e un bagno turco, o semplicemente con la corsettina o la maratona di New York anche se sovrappeso di 10 chili  affaticando il cuore che non ne può più di tutto questo iperattivismo, pur di rendersi sempre più protagonisti non si è capito ancora di che cosa. Ma quello che più ci preoccupa soprattutto a Napoli sono i variegati effetti collaterali che purtroppo sta generando Gomorra, dall’immagine distorta di una città e i suoi luoghi, soprattutto quelli comuni, ma la distorsione è talmente distorta che distorce persino il racconto del male e le sue trame demenziali di personaggi negativi ai limiti del grottesco.  Questa fiction dal successo clamoroso, ancor più di quanto si immaginasse l’autore stesso Saviano e gli sceneggiatori, i quali dovrebbero essere i primi ad essere sottoposti ad un controllo ferreo della propria psiche,  a nostro avviso davvero problematica,  più di quanto non fossero naturalmente complesse quelle di tutti noi. Di film e fiction violente se ne producono in quantità industriale, in America ne sfornano come il pane eppure nessuna di loro sembra avere gli effetti devastanti che invece sembra avere Gomorra per Napoli e i napoletanie di ritorno a tutto il mondo che la vede. Quando ci va bene a noi napoletani si viene descritti come terroni trogloditi che vivono in una città kasbah, sporca, puzzolente, pullulante della peggiore umanità. Quando ci va male, è che purtroppo alcuni napoletani passano ai disonori delle cronache, confermando davvero tutto il peggio descritto enfaticamente in queste fiction o documentari del male. Insomma sembra non esserci via d’uscita e da quando è in programmazione su Sky l’ultima serie di Gomorra, a Napoli si è ripreso a sparare con una certa continuità e con una certa spettacolarità. I Quartieri Spagnoli bonificati dal fu “Progetto Urban”, con i suoi vicoletti addobbati da vetrine artigiane, enoteche e trattorie caratteristiche, diventano di nuovo teatro di sparatorie, dove persino i baretti della movida, quelli che vanno dal cicchetto ad un euro, al ricco aperisushi e aperiognicosa, prevede ora che bisogna attrezzarsi a districarsi fra un drink e una pallottola vagante, sparate non si è capito ancora, se per regolare i conti fra distributori di narcotici o fare un po di baldoria dopo aver visto la partita in televisione fra Ciro l’Immortale e Genny Bello. Un tempo si andava in strada a giuocare a pallone e  dopo aver visto in nazionale Riva che segnava su passaggio di Rivera,  piuttosto che le irridenti serpentine di Sivori e Altafini, imitandoli,  ma già con Maradona, fuoriclasse inimitabile, lui stesso è stato poi coinvolto dagli effetti collaterali della filmografia narcos e puttaniera. Non ci resta che chiederci, cosa si potrà mai fare per fermare questa deriva post mediatica delle (in)civiltà del futuro? Vallo a sapere! Intanto ancora poche ore fa sui Quartieri Spagnoli a Napoli ancora una ‘Stesa’ così come dicono i bravi cronisti che prendono in prestito il gergo camorristico e riportarlo allegramente affinchè tutti sappiano parlare il gomorrese.

Pit

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