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Il Napoli non ha del tutto superato la crisi post Champions, ora per lo scudetto serve un gran mercato!

Sembrava che il trittico vincente in campionato con Torino, Sampdoria e Crotone, dopo l’eliminazione in Champions e dopo la sconfitta in casa con la Juventus e il pareggio interno con la  Fiorentina avesse fugato tutti i dubbi se fosse stata crisi vera o meno, ma talvolta anche le vittorie mascherano i problemi di un club a cui atavicamente manca sempre quel quid affinchè si consacri definitivamente fra i più grandi in Europa. Niente da fare, il Napoli è già fuori da due competizioni su tre, ma a febbraio ne comincia anche una quarta, l’Europa League,  anche se stranamente, così come la Coppa Italia, sembra che a tutto l’ambiente la partecipazione a questi tornei collaterali al campionato vengono vissuti più come fastidi che come opportunità di arricchire la  scarna bacheca da mostrare ai visitatori del Museo del Napoli al Mann. Tutto questo viene già dimostrato con la scarsa applicazione in Champions dove si poteva tranquillamente approdare agli ottavi, visto il girone abbordabile, ma il Napoli purtroppo si è fatto battere dallo Shaktar in Ucraina e non è stato capace di mantenere sul pareggio la partita in casa con il City, peraltro giocata bene, ma senza quella capacità di valutare come si gestisce un risultato in ottica qualificazione in questo tipo di competizioni. Probabilmente saranno costati cari al Napoli i troppi e precoci complimenti al suo tecnico e alla squadra che qualcuno aveva già decretatato come la squadra con il gioco migliore d’Europa e probabilmente sia Sarri che gli azzurri ci hanno creduto e si sono sentiti in dovere di suffragare quei complimenti provando addirittura a  battere il City e chissà che non ci fosse pure riuscito, se solo Callejon non avesse sprecato la ghiotta occasione di portare il Napoli sul 3 a 2. Ma il calcio è crudele con chi spreca una tale occasione e puntualmente presenta il conto, punendo oltre i propri demeriti. Acqua passata, però una considerazone a proposito va ancora fatta ed è che Sarri non è stato perfetto nella gestione di questa prima parte di stagione, perchè pur consapevole dei grandi sforzi fin dal preliminare dei suoi titolarissimi, forse, anzi sicuramente, avrebbe dovuto gestire meglio le forze, quantomeno in certe partite meno impegnative di campionato, alternando meglio  la rosa e magari abituare alcuni rincalzi a un minutaggio superiore per fargli acquistare  ritmo partita,maggiore dimestichezza nel gioco e nell’affiatamento  con il resto della squadra, contemporaneamente far rifiatare alcuni titolari, strategie che sarebbero tornate utili in tutte le fasi critiche della stagione, che come si sa sono inevitabili e fisiologiche. Non ci hanno mai convinto le lamentele del tecnico sui calendari, gli orari, sulla difficoltà di allenare una squadra che gioca ogni tre giorni, e nemmeno ci convince quando fa trapelare nemmeno tanto elegantemente chi i rincalzi non valgono i titolari, perchè così si demotivano. Ci chiediamo, ma quale squadra al mondo ha i rincalzi che valgono i titolari? Esiste forse un clone di Messi? Di Cristiano Ronaldo? Di Iniesta? Di Dybala? Di Higuain? Di Icardi e tutti gli altri titolari dei grandi club che sarebbe pure superfluo andare ad elencare? No, non è così, è solo una questione di mentalità e Sarri, come in passato Mazzarri  – che però nelle coppe ha fatto meglio dell’attuale tecnico – non hanno l’esperienza di allenare una grande squadra che lotta su tutti i fronti e questo fa si che si lamentino sempre di dover giocare ogni tre giorni, ignorando che lo fanno tutti i grandi club. A questo punto ci si chiede, cosa si partecipa a fare a questi tornei di contorno al campionato più o meno prestigiosi se poi non li si affronta con il piglio e la mentalità giusta? Viene il sospetto che si partecipa alla Champions solo per raggiungere il massimo del bonus economico che questo torneo fornisce, per non dire del fastidio con cui si affronta la Coppa Italia e l’Europa League ancora piu dispendiosa e poco remunerativa. Ecco, tutto questo sbagliato approccio alle competizioni stagionali predispone alle inevitabili crisi di identità, che poi si ripercuotono sullo stato psicofisico dei calciatori nei momenti grigi della stagione, quando la pressione aumenta in prossimità delle  partite decisive e puntualmente si finisce per sprecare quanto di molto buono è stato pur fatto. Il Napoli di Sarri nel 2017 ha totalizzato 99 punti in campionato, battuto record su record eppure non ha ancora vinto nulla, è un caso? Addirittura è l’unica squadra italiana negli ultimi 10 anni ad essere stata campione d’inverno e non vincere lo scudetto, come è capitato due anni fa. Oggi è ancora campione d’inverno, ma rispetto a due anni fa, a questo punto della stagione la Juve è molto più vicina di allora e con una mezza crisi ancora in atto e non del tutto superata, non c’è da star molto tranquilli, perchè si ha voglia di dire che in campionato ha ripreso il cammino da record, ma aver perso il primo scontro diretto in casa, pareggiato con la Fiorentina, vinto bene con il Torino, ma con grandi difficoltà con Sampdoria e Crotone e infine perso con l’Atalanta in coppa, significa che l’allarme non è cessato. Chi dice che è meglio uscire dalle coppe per concentrarsi maggiormente sul campionato, non dice solo una banalità, perchè è chiaro che una volta fuori da due coppe  bisognerà concentrarsi solo sul campionato, ma dice pure una cosa del tutto sbagliata, perchè vincere aiuta a vincere, aumenta la consapevolezza, l’autostimae la fiducia e scontrarsi periodicamente con le squadre più forti è più allenante di una partitella del giovedi a Castelvolturno. Allo stesso modo, anche  perdere aiuta a perdere, ma a tal proposito facciamo i debiti scongiuri, e poi  perdere non è mai gratificante per cui oltre alle certezze si perde anche quella fiducia che è molto importante ai fini della forma, non tanto fisica, ma mentale, anche perchè poi la stanchezza fisica con le vittorie scompare grazie all’entusiasmo e l’adrenalina, soprattutto se alle vittorie partecipano tutti gli elementi della rosa, affinchè anche i rincalzi possano essere gratificati e abituati al ritmo e alla mentalità dei titolari. Inutile poi dopo le sconfitte e le eliminazioni lamentarsi che altri club fatturano più del Napoli, perchè lo Shaktar e l’Atalanta non fatturano affatto più del Napoli e non è neanche del tutto vero che i rincalzi del Napoli non siano sufficienti per vincere contro Benevento, Cagliari e la pur rispettabilissima Atalanta.  La squadra di Gasperini la scorsa stagione ha già vinto nettamente per ben due volte con i titolarissimi di Sarri e non con i rincalzi , quindi basta alibi. Se si vuole uscire da questa crisi, bisogna ammettere i propri problemi anzichè stare a menarla che il Napoli è la squadra che gioca il miglior calcio, che ha più possesso palla, e quando va male appellandosi alla a sfortuna, agli arbitri, ai pullman davanti alla porta dei rivali e quant’altro, perchè così non si fa altro che fornire alibi. Invece bisognerebbe essere consapevoli che più che la rosa inadeguata al Napoli mancano top player che colpevolmente sono stati ceduti in passato e mai rimpiazzati, ammettere che quest’anno non si è fatto mercato invece di dire che non vi era bisogno di nulla, quando poi  si sono ceduti persino calciatori come Strinic, Zapata e Pavoletti che oggi con gli infortuni avrebbero fatto molto comodo, e invece tocca andare sul mercato e spendere più di quanto incassato perchè carenti in quei ruoli in cui si era già abbondantemente coperti con quelli che si sono ceduti. Qualcuno dirà che questi calciatori  sono voluti andar via, che comunque anche con loro il Napoli non ha mai vinto e inoltre che Sarri non li faceva giocare al punto da chiederne la cessione.  Vero, ma sta al tecnico rassicurare i rincalzi sul loro maggiore impiego stagionale e stimolarli.  In effetti quello della rosa scarsa è un falso problema, perchè lo stesso De Laurentiis ha detto che il Napoli di giocatori ne ha a iosa, e non ha tutti i torti se si pensa a Tonelli, Maksimovic, Giaccherini, quasi del tutto inutilizzati. Il vero problema del Napoli è che mancano nella formazione titolare alcuni top player in ruoli fondamentali come un grande centrocampista che non è mai arrivato a Napoli, e un grande centravanti della statura di uno come Cavani e uno come Higuain, perchè tutte le grandi squadre al mondo che vincono e competono per tutte le competizioni hanno giocatori di questo tipo nella spina dorsale della squadra. In tal caso avendo più top player alcuni dei titolarissimi attuali sarebbero grandi alternative in panchina.  Concludendo questa lunga analisi e al netto del gioco, della rosa, delle troppe competizioni resta solo e sempre una certezza ed è che per vincere bisogna essere completi in tanti aspetti, ma pur sorvolando sulla carente organizzazione societaria, sulle strutture e quant’altro, almeno dal punto di vista tecnico e per competere in tutte le competizioni, oltre alla rosa che il Napoli ha pure folta, servono un paio di acquisti di grande spessore,  per cui se si ha veramente voglia di vincere quello che resta fra i vari titoli, si vada al mercato ben intenzionati e con le idee chiare,  non per comprare giovani in prospettiva, anche se quelli vanno sempre bene, ma si vada soprattutto a prendere quei pochi campioni disponibili a gennaio,  e non si dica che non ce ne sono perchè solo al Barcellona vi sono tre centrocampisti di riserva di nome Arda Turan, Suarez e Mascherano, tanto per citarne alcuni, e siamo certi che ognuno di loro  non vedrebbe l’ora di essere protagonisti altrove. Questa è tutta gente che farebbe la fortuna del centrocampo del Napoli aggiungendo esperienza, qualità e personalità che nel clou della stagione potrebbe essere la soluzione affinchè consacrare meritatamente questa squadra che sta ai vertici da tanti anni e far si che il progetto finalmente si realizzi, perchè finora è sempre stato interrrotto sul più bello come ai tempi del Napoli di Mazzarri, di Benitez e ora con Sarri, e magari prendere anche un centravanti come Quagliarella, che per motivi diversi dai tre citati,  parimenti non chiederebbe altro di poter chiudere alla grande nella sua terra,  quella piazza che gli è stata così tanto ingiustamente ostile. Non si dica che il Napoli non può permettersi un paio di queste operazioni, perchè a proposito di fatturati, se non può farle un club che ha chiuso il bilancio con più di 300 milioni di incassi, che non ha fatto mercato estivo e che continua a prendere soldi dalla Champions, non si capisce chi potrà mai investire. Per dirla alla napoletana, ‘Aurè, cacc’e sord’… Ora o mai più!

Pippo Trio

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