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Bianchi, Balzaretti, Belfodil, Verratti, Naingollan, Astori, Bastos, Gonalons, Tolisso, Klassen, Kramer, Icardi, Soriano, Vrsaljko, Vecino,  Lapadula, Santon, De Sciglio, Szczesny, Verdi…insomma non vorremmo mancare nessuno fra i protagonisti mancati in maglia azzurra in questa lunga sfilza fra acquisti sfumati e rifiuti annunciati per i più svariati motivi, talvolta simili nei luoghi comuni, talvolta demenziali come quando si trattò Soriano per settimane e poi quando il calciatore sembrava ormai convinto, non si fa a tempo a depositare il contratto all’ultimo respiro per 10 minuti di ritardo. D’altro canto è alquanto inaccettabile credere che operazioni finanziarie milionarie possano essere trattate come la lista della spesa al garzone del salumaio che non arriva a casa per la consegna.  Per non parlare delle protagoniste mogli dei calciatori a cominciare dall’etoile di danza classica Eleonora Abbagnato, moglie di Balzaretti, che constrinse il giocatore di giocare a Roma per stargli vicino vicino, e non a soli 190 km. Ancor più appassionante la trattativa con la procace manager e moglie di Maurito Icardi, al secolo Wanda Nara, con la quale un paio di estati fa,  fu messa su una scenetta niente male per far dimenticare, anche se solo per la settimana di ferragosto, la fuga a Torino di Higuain via Madrid, e far sognare i tifosi sotto l’ombrellone dei perizomi dell’ex di Maxi Lopez,  da esibire insieme ai tatuaggi del fresco maritino nelle incantevoli costiere e isole nostrane. Tutto così incredibile per quanto vero e ridicolo, nonostante chiunque fra gli appassionati che seguono voluttuosamente le vicende di mercato, credono a tutto quello che vogliono far credere di questo reality show fondato sulle grottesche pantomime del più istrionico dei presidenti di calcio, che ancora una volta malgrado l’ennesimo flop, passano in cavalleria. Ed è così che probabilmente De Laurentiis mette a segno l’ennesimo bluff di mercato, ma purtroppo nessuno mai va a vedergli le carte, fossimo stati in Verdi e al Bologna avremmo detto sì, giusto per capire cos’altro si sarebbe inventato affinchè non fare andare in porto l’operazione. Anzi, qualche felicione fra giornalisti più fedeli del Corsport titolava in prima pagina  che addirittura avrebbe già preso Verdi e a breve avrebbe preso anche  Deulofeu, e prima ancora Inglese e Ciciretti e chissà se pure Politano. Avrebbe detto Totò: “Ma sì, fai vedere che abbondiamo! Abbondandis in abbondandum”!   Chiaramente siccome ha sempre funzionato, l’affollato ufficio stampa del presidente, quell’esercito di volontari che scatenano l’inferno a furia di raccontare le favolette sulle ritrosie di mogli, fidanzate, compagne, suocere, cognati, fratelli, figli, nipoti e tutti quelli a cui avrebbe fatto terrore vivere nella città di Ciro l’Immortale e Genny Bello Savastano, e figuriamoci quanta voglia avesse tutto il parentado di fare uno sfratto nel mese di agosto o a gennaio anzichè partire per le Maldive o a Dubai. Solo Reina quando andò via al Bayern ebbe gli attributi di smentire le illazioni sulla moglie colpevole di aver fatto cedere il marito perchè non gradiva vivere a Napoli. Chiaramente De Laurentiis non replicò allo sputtanamento della menzogna rifilata alla stampa, ha però aspettato due anni per  servire in un piatto freddo la sua piccola vendetta e chiudere i conti con quella mogliettina ingombrante di Reina, il tutto esattamente alla cena di fine stagione dello scorso anno, con affermazioni sul portiere che definire gaffes, si usa un francesismo, che però bastarono a scatenare gli ormoni della bellissima Yolanda Reina, che più che volentieri gliele mandò a dire in modo raffinatissimo via social a fine cena con un tweet da standing ovation. Mamma che storie…. come quelle di qualche prosopopeico giornalista locale super informato, che probabilmente aveva preso troppo sole, rivelò di camere d’albergo prenotate a nome di Cavani, cavallo di ritorno in azzurro,  o di qualche altro bontempone esperto di mercato di aver visto il fantasma del nuovo acquisto di turno, prendere anzitempo casa principesca sulla collina di Posillipo e già iscritto i figli a scuola. Un vero spasso il calciomercato all’ombra del Vesuvio… Che dire, se ne sono dette veramente tante che facciamo fatica per davvero a ricordare tutta la serie di storielle per giustificare un mancato arrivo al Napoli. Ecco, ad esempio ricordiamo che se ne sono dette di tutti i colori sull’avido quanto umorale presidente del Lione, Aulas, che nel confronto De Laurentiis sembra un gesuita, colpevole di cambiare sempre idea al momento della firma, aumentando le pretese per i suoi calciatori, Gonalons e Tolisso, come sempre  corteggiati al lungo dal Napoli, soprattutto il primo a cui si è stati dietro due anni, manco fosse Brigitte Bardot. Bisogna dire però che anche i due calciatori in questione a loro volta ci avevano messo del proprio con queste continue titubanze se venire o meno a vivere in questa Sodoma chiamata Napoli. Poi si scopre che Tolisso va via velcemente nella fredda Monaco di Baviera e Gonalons l’anno dopo a fare la riserva e a godersi il ponentino a Roma, pagato tre volte in meno di quanto De Laurentiis avesse offerto ad Aulas. Ora delle due l’una, o Aulas è un coglione masochista, oppure qualcuno come sempre, racconta le solite favolette per giustificare queste stravaganti trattative, e far uscire l’immagine di De Laurentiis come una vergine immacolata. Del resto De Laurentiis fa sempre di tutto per portare grandi calciatori e accontentare i tifosi, per lui il mercato è sempre aperto, un malato seriale di shopping come fosse sempre black friday,  ma che colpa avrebbe il grande presidente, se poi sono questi  giuda a tradire all’ultimo momento?   Sì, proprio quelli che vanno via da Napoli, sia quelli mai arrivati, che come tradizione popolare verranno poi maledetti e gufati a vita, dai collerici e orgogliosi tifosi napoletani. Per quanto incredibile, per ironia della sorte queste gufate spesso e volentieri vanno anche a segno, roba da grattarsi a sangue prima di affrontare nuove avventure lontano da Napule.  Già,  perchè sono tanti i calciatori che hanno rifiutato la sirena Partenope o ex di turno, quei ‘core ngrati’ andati via in malo modo, che sono stati colpiti e puniti dalla maledizione mitologica. Anche qui potremmo fare un elenco lunghissimo, ma non lo faremo… non sia mai che le jatture continuassero e qualcuno debba rimetterci ancora le gambe o la carriera.  A Mazzarri quando gli parlano di De Laurentiis comincia a balbettare bestemmie in toscano, ancora non si è ripreso dalle cessioni di Lavezzi e Cavani, che con tanto amore aveva tirato su insieme al più fedele dei tre tenori, il mitico Marekiaro!  Scherzi a parte,  potremmo davvero raccontare di tutto e di più di questi eccentrici mercati De Laurentiis style,  ma non vorremmo disturbare più di tanto le orde di suoi ammiratori in tutto lo zerbinaio mediatico e di tifosi levati dalle merde di un fallimento, che per riconoscenza di palloni e magliette ricomprate, ucciderebbero a sangue freddo.  Ma come si fa però, a non farsi due domandine semplici su altri calciatori trattati e mai arrivati? Vogliamo parlare di Naingollan e Astori ai quali De Laurentiis dedicò acidamente una vittoria del Napoli solo perchè magari non furono soddisfatte le reciproche aspettative economichee soprattutto quelle di Cellino? Vogliamo parlare di Lapadula, il Romario dei poveri che dallaserie B preferì fare la riserva ad un Milan mediocre che il turn over al Napoli di Champions?  E Rolando Bianchi che preferì il povero Manchester City al Napoli fresca matricola di Serie A? Non ne vale nemmeno la pena parlarne,  si era appena agli inizi della scalata dalla C alla Champions e meno male che in tanti non sono arrivati altrimenti magari si rimaneva in C per la terza volta…. Magari  vogliamo anche ricordare a tutti delle fugaci visite mediche di Santon, passato per inabile al servizio di leva nella Caserma di Castelvolturno e oggi fresco e tosto percorre tutta la fascia a Milano sponda Inter? Poi magari a vagonate di milioni  si prendono Tonelli, Maksimovic, Mario Rui, Milik, di cui non vogliamo malignare che fossero arrivati rotti, ma quanto meno cagionevoli di ossa, legamenti o chissà che altro sarebbe pure probabile. Persino gli anonimi nordici come Kramer e Klaassen sembra avessero avuto problemi chissà se di adattabilità al clima torrido vesuviano, alle pummarole del piennolo o alle pallottole a salve sparate dagli attori di Gomorra. Manca solo che qualcuno fra questi campioni si lamenti  che a Napoli le baby gang rubano alberi di Natale in Galleria Umberto e siamo a posto. Ma tornando seri, non che non lo fossimo stati, ma perchè non chiedersi ancora degli ultimi non arrivati? Quel portiere polacco dal nome impronunciabile e inscrivibile – e non lo riscriveremo neanche sotto tortura – quello che ha preferito fare la riserva a Buffon che il titolare a Napoli. Oppure di questo ragazzo appena affacciato alla ribalta, un certo Simone Verdi, trattato dai media manco fosse il cugino alla lontana  di Messi , il quale ci ha messo una settimana nel deserto per capire se preferisse  passeggiare con la morosa di Boulagna a Piazza Grande, con le canzoni di Lucio Dalla in sottofondo, piuttosto che fare due passi in Piazza Plebiscito ascoltare in filo diffusione Pino Daniele cantare che “Napoli è una carta sporca e che nessuno se ne importa”…. Ma no, niente di tutto questo, quel bravo ragazzo di Verdi adora Napoli,  la sua fidanzata mette pure i like ai tifosi del Napoli che hanno la ‘capa fresca’ di contattarla sui social. Verdi ha indetto una conferenza a reti unificate  per scusarsi con tutti quelli che lo hanno bombardato di telefonate disturbandolo, mentre probabilmente trombava con la tipa in vacanza, a cominciare dal suo mentore Sarri  – che tra l’altro che diceva che non avrebbe mai telefonato a un calciatore di altri –  a Giuntoli che non sapeva come fargli capire le cose, visto che del Ds non si capisce ancora se avesse o meno  il dono della parola, fino a Sepe e Tonelli che vanamente cercavano di convincerlo  che Napoli in panchina,  la si vive ancora meglio, fra i caffè di Starace e una gitarella fuori porta con la famigerata barca di Cannavaro, quella degli scogli capresi  incocciati in pieno da un tuffo maldestro di Higuain, che però gli consentirono di svegliarsi dal torpèore madrileno, fare valanghe di gol nel Napoli dei record e produrre montagne di soldi al grande presidente che come un Re Mida qualsiasi cosa tocca diventa oro. Verdi, si è scusato persino con De Laurentiis, per essersi scomodato andando fino a Milano con l’uomo dei contratti a raccoglierne la firma in sottoscrizione a tutti i soldi che avrebbe cacciato, prelevandoli dai suoi gelosissimi tesoretti e per offrirgli la maglia azzurra Campione d’inverno. Ma quelli di Sky per indorargli la pillola amara e restituirgli un po di dignità  avevano giustificato il viaggio a vuoto a Milano con una presunta riunione di marketing internazionale con i cinesi, magari quelli dell’Inter della sua vecchia conoscenza Fassone,  per convincerli a prendere subito Verdi prima che ci ripensi e si metta in testa di venire sul serio a Napoli. Vabbè basta, non ne possiamo più, è difficile scrivere e contemporaneamente spanzarsi dalle risate istericamente, anche perchè  per noi il calcio è una cosa seria, magari per altri meno, lo vivono con più leggerezza soprattutto nelle pause di lavoro nei ristoranti frequentati dagli operatori di mercato, che quando devono rilassarsi da estenuanti giornate a caccia del colpo di mercato, si mettono a cazzeggiare di barzellette sulle trattative surreali del Napoli di De Laurentiis. Il produttore ormai diventato il mito che soppianta quello di Oronzo Canà-Lino Banfi, protagonista del celebre film che raccontava il calcio ai tempi di Massimino, indimenticato presidente del Catania famoso per le sue simpatiche dislessie calcistiche, di cui vi è un’annedotistica intera che qualsiasi calciofilo conosce allo stesso modo di altri noti personaggi pittoreschi del calcio anni 70′ come Oronzo Pugliese, o più tardi il Professor Franco Scoglio o il grandissimo Vujadin Boskov, tutta gente parimenti vulcanica e istrionica, non di certo da fare invidia ad ‘Aurelio il terribile’, che ormai li supera tutti. Si perchè oggi, le vicende calcistiche di De Laurentiis rendono altrettanto pittoresco il personaggio, al netto delle sue indubbie e scaltre capacità imprenditoriali, ma di sicuro colpisce la sua dialettica tanto spigliata, quanto sfrontata,  da grande affabulatore e cantastorie del mondo del calcio. Insomma a questo Oronzo Canà 2.0 gli sono bastati pochi anni nel calcio per diventare grande riferimento degli addetti ai lavori quando c’è da sorridere e sdrammatizzare questo calcio italiano che lui vorrebbe tanto cambiare per quanto a suo dire vecchio e antiquato e dobbiamo dire che ci sta pure riuscendo, visto che il calcio italiano è persino fuori dai mondiali, magari perchè avesse contribuito lui stesso a candidare Tavecchio a capo del carrozzone. Peccato però che poi il calcio in Italia e in Europa non è più quello romantico o ridanciano di un tempo, e non è nemmeno il rutilante e decadente mondo del cinema, sicuramente non quello dei cinepanettoni con Cristian De Sica piuttosto che Lillo e Greg, o di quella  commedia all’italiana dove si raccontano personaggi di un’Italia che non vorremmo ci fosse più, ma che purtroppo invece c’è ancora, come a Natale raccontano i suoi film e come ancor meglio ha raccontato sempre sul grande schermo. il nostro concittadino e regista Paolo Sorrentino nella sua opera, ‘La grande Bellezza’. Sorrentino, peraltro tifosissimo del Napoli e insieme ad uno spaesato Veltroni ospiti eccellenti  in una storica trasferta Champions a Madrid.  Sembra quasi che il calcio sia fatto apposta per il mondo dello spettacolo e magari sarà anche vero perchè il calcio stesso è uno spettacolo, ma non pensavamo che oltre allo spettacolo del campo, il meglio dello spettacolo lo dessero ancor di più taluni presidenti con le loro performances fra una conferenza stampa e un operazione al calcio mercato. Non aspettiamo altro che le prossime puntate sul set milanese della kermesse invernale,  da vedere tutte di un fiato, come le maratone televisive di Sky.

Pippo Trio

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