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Dolce vincere a Bergamo, ma meglio non caricare ogni partita con troppa pressione

È innegabile che la vittoria di Bergamo abbia fatto tirare un sospiro di sollievo a tutto l’ambiente azzurro, era uno snodo importante di campionato, perchè l’Atalanta aveva una tradizione positiva contro il Napoli, perchè era la partita dopo la sosta e dopo l’eliminazione dalla Coppa Italia, perchè si era al giro di boa e iniziava il coundown verso il finale di stagione.  Alla vigilia erano tante le preoccupazioni di natura tecnica per una partita che negli ultimi anni aveva creato non pochi problemi,  ma che normalmente sarebbe di ordinaria amministrazione come tutte quelle che le grandi squadre giocano contro le squadre di provincia, dove solitamente vince la qualità maggiore delle squadre più importanti ed è stato fatto, anche se con grande fatica e timore, ma nel calcio, come in amore e in guerra,  l’unica cosa che conta è vincere contro i rivali, chiunque essi siano. È pure tristemente vero che quando quella grande squadra trattasi del Napoli, quasi tutte le avversarie, piccole o grandi vengono caricate a mille dalle insulse polemiche da nord a sud aizzate da giornalisti faziosi, che nel terzo millennio ancora indugiano nella discriminazione territoriale. Volendola vedere da questo punto di vista, il vero sconfitto di questa indegna rivalità è il signor Vittorio Feltri, pluridirettore di giornali settettentrionali, bergamasco doc, antimeridionalista per vocazione, nonché giornalista di vecchia data, anch’egli venuto alla ribalta, più che per qualità professionali particolari, dai mitici Processi del Lunedì di biscardiana memoria, quelli degli anni ‘80, dove se la dibatteva con i suoi pari, come un galletto nel pollaio creato ad arte da Aldo Biscardi. Feltri è diventato noto al grande pubblico grazie proprio al giornalismo sportivo di tipo fazioso, e come lui i vari Liguori, Galimberti e compagnia bella, ma distintosi più degli altri per il suo stile acido e stupidamente razzista nei confronti di colleghi, club di calcio e tifoserie meridionali o di chiunque non appartenesse alla sua fazione, che sia di natura politica,  territoriale o di qualsiasi altro complesso e frustrazione di cui evidentemente soffre. Ieri, ancora una volta dopo quell’irriverente titolone da bimbominkia della carta stampata, “Salutame a Soreta”, partorito qualche mese fa sul giornale Libero,  lo stesso autore Feltri oggi dopo l’ennesima vittoria in trasferta del Napoli ne esce cornuto e mazziato, dal suo stesso livore antimeridionalista, ed è di gran lunga giustificato il senso di rivalsa di quei napoletani fra giornalisti e tifosi che riservano a personaggi,  anche tutto sommato insignificanti come Feltri o i suoi ancor più insignificanti imitatori al soldo del suo giornale come Cruciani e talvolta quella ‘pereta’ della Lucarelli, di pernacchie metaforiche, insulti e improperi che dire coloriti si usa un eufemismo. Si sa, è soprattutto lo sfottò fra varie fazioni ad essere il lato ludico e salace del calcio, quando non sfora in offese ebeti e pretestuose di natura discriminatoria,  perchè tirare in ballo un argomento così d0loroso come il razzismo, sarebbe anche dargli troppa importanza, scomoderebbe tutta una serie di argomenti della storia che trattati alla maniera del demenziale giornalista fazioso di calcio sarebbe un insulto alla storia stessa. Anche perchè se veramente volessimo andare  a rivisitare in modo corretto la storia, si scoprirebbe che i veri terroni sarebbero gli abitanti della pianura padana più che quelli di grandi metropoli di mare, dalla cultura millenaria, già anticamente cosmopolite ed emancipate, a tal punto che quando gli antichi romani arrivarono da queste parti, già vi trovarono i più colti e civili greci. Quindi fa veramente sorridere esssere chiamati terroni dai veri abitanti della padania-terronia, e si badi, per non fare discriminazione di ritorno, non abbiamo nulla contro terroni, contadini e quant’altri zappassero la terra, ma lo precisiamo giusto per ricollocare le cose per come sono e sono sempre state fin da millenni scorsi, che poi il mondo va avanti ed oggi il settentrione vive momenti di maggiore splendore paragonato ad un sud depredato, depresso e mal governat,o dove a farla da padrone sono le cosche mafiose, è un altro discorso. Ma anche qui se ne potrebbe discutere, perchè le stesse cosche mafiose come dominano al sud in complicità alla politica, ancor di più dominano al nord vista la loro più fertile economia attraendo il malaffare, quindi volendola ancora una volta mettere sulla stupida sfida etnica, paradossalmente ahinoi anche nel malaffare il meridione eccelle.  Non si fraintenda, siamo totalmente contro senza se e senzama al razzismo, come alle mafie o ad ogni forma di sopraffazione violenta di qualsiasi provenienza, e ci scusiamo per avervi indugiato anche noi nella polemica demenziale, ma spesso le provocazioni sono fatte apposta per coinvolgere. Ad ogni modo tornando strettamente al calcio, metterla sempre sul tifo becero non aiuta di certo,  anche perché in quel caso ci si complica la vita con le proprie mani, e semplici partite di calcio, contyrpo chiunque si giochi, vengono alterate per troppa pressione e veleni, diventando inoltre la scusa più facile per i violenti in generale, che non aspettano altro che qualcuno li renda protagonisti a loro volta, e sfogare bassi istinti, perché aizzati da questi irresponsabili che hanno il potere attraverso la comunicazione di massa di aizzare il popolo da dietro una tastiera, che sia quella di un direttore di un giornale, come quello dell’ultimo dei free lance o del peggiore tifoso ultra che bullizza sui social. Di certo Feltri non è il solo fra i giornalisti ad usare la professione per le proprie frustrazioni demenziali e faziose, ne abbiamo altrettanti dalle nostre parti anche più squallidi, meno noti e più insignificanti ancora, ma dargli tutta questa importanza sarebbe un’offesa all’intelligenza di tanti altri tifosi e persone equilibrate che giustamente non si fanno coinvolgere in questa stupida guerra santa e che vogliono godersi il calcio e le imprese sportive della propria squadra del cuore, con sana rivalità sportiva. E a questo proposito sarebbe molto più igienico che l’ambiente, una volta saziata la voglia di rivalsa nei confronti dei provocatori, accantonasse del tutto inutili vittimismi, veleni da discriminazioni, ignorasse cori ignobili inneggianti allo sterminio di un popolo  e ci si concentrasse di più sullo splendido campionato della propria squadra, accompagnando questi ragazzi in maglia azzurra che stanno veramente stupendo per volontà e abnegazione, superando i loro stessi limiti e quelli più colpevoli del club, nei confronti di un grande avversario, che ha sicuramente più qualità storia e organizzazione societaria. Non vi è dubbio che se il campionato continuasse su questa falsa riga, in questo duello testa a testa fra Napoli e Juventus, sarà il confronto diretto di Torino il vero snodo della stagione, anche se stasera con il Genoa  gemellato, sarebbe auspicabile che gli avversari potessero incappare in un passo falso che darebbe maggiore entusiasmo e possibilità di giocarsi anche quello scontro diretto con la serenità di chi si è dimostrato ad oggi  più forte. Ma se invece stasera la Juventus dovesse fare sua l’intera posta come ampiamente prevedibile e allora toccherà soffrire e superare ancora tanti ostacoli che sarebbe meglio non porsene altri caricando oltremodo di tensione ogni partita anche con squadre abbordabili, perchè si finisce inevitabilmente di stressarsi oltremodo e contemporaneamente caricare di grandi motivazioni gli avversari. Nel calcio ci vuole rispetto per chiunque scenda in campo ed e giusto che ce ne sia per ogni avversario, ma far diventare l’Atalanta una sorta di Real Madrid con esultanze da vittoria  Champions, ci è sembrato eccessivo. Chiaramente questo tipo di avversarie come anche il Verona, il Cagliari o altre contro le quali entrano in campo anche altre aspetti come di quelli polemici di cui abbiamo abbondantemente parlato, bisogna affrontarle con la consapevolezza di essere più forti, senza farsi più coinvolgere più di tanto da altri aspetti, perche non lo meritano. Tra l’altro anche la prossima partita quella con il Bologna potrebbe già esswere l’esame di maturità ambientale per via dell’epilogo di mercato in cui le due società si sono trovate coinvolte per la vicenda del rifiuto di Verdi,  e speriamo che quella vicenda non faccia si che si carichi anche questa partita di altri inutili significati. I calciatori sono professionisti e non soldati da arruolare o combattere, e neanche persone di famiglia che poi tradiscono, si rispetti Verdi e le sue scelte di vita e ognuno vada per la propria strada. Normalmente in condizioni normali questa partita sulle ali dell’entusiasmo generato dallavittoria di Bergamo e soprattutto  della maggiore qualità tecnica del Napoli non può che far propendere per un solo, unico risultato, ma complicarsela per il gusto di  inveire contro un giocatore che non ha sposato la causa azzurra o per salutare a modo nostro la fidanzata di Verdi, piuttosto che la sorella o la madre di Feltri, potrebbe fornire l’occasione a stupide vendette verbali qualora si inciampasse e non si finirà più, oltre che a farci perdere l’occasione di allungare la striscia positiva e sperare che la Juventus possa incappare in una serata ‘no’. Ricordate quanto e costato inveire contro Higuain, il fratello e tutta la sua famiglia… il Pipita ci ha già fatto cinque gol in un anno e mezzo per quanto lo abbiamo caricato a pallettoni. Stiamo tutti calmi, e non si pianga per presunti complotti, cadere nelle provocazioni dei dementi fra giornalisti, addetti ai lavori esaltati, e tifosi malati, che per gioire e prendere in giro simpaticamente gli avversari c’e sempre tempo. Gennaio è ancora tempo di mercato, si facciano ottimi acquisti piuttosto… Magari a gennaio è ancora tempo pure di semina, ma di sicuro non di raccolto, per quello bisogna aspettare primavera inoltrata e poi se son rose fioriranno. Mal che vada da queste parti , un vincitore comunque ci sarà, il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis , che comunque vadano le cose cadrà sempre in piedi perchè qualunque sia il verdetto sportivo lui avrà portato comunque a casa i suoi tesoretti preferiti, fra la qualificazione diretta in Champions ancora una volta conquistata e qualche succosissima clausola rescissoria del traditore di turno.

Pippo Trio

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