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Pd, De Magistris double face: “Siani ha sbagliato partito”, ma “sono pronto al dialogo”

 

di Peppe Papa

Nessuno l’ha cercato in questa campagna elettorale per chiedergli il sostegno suo e del movimento “rivoluzionario” da lui capeggiato, magari promettendo un posto sicuro al fratello Claudio in qualche lista come si aspettava, né tantomeno è riuscito in qualche modo ad inserirsi nell’acceso dibattito politico di questi giorni in vista delle urne del 4 marzo prossimo. Insomma, trattato come l’ultimo dei paria, ignorato. Una botta micidiale al proprio smisurato ego. Così Luigi De Magistris, sindaco di Napoli suo malgrado dal 2011, non si è fatto scappare l’occasione – in questo il buon stellone che l’accompagna da quando è sceso in politica ha fatto nuovamente il suo dovere – dell’endorsement di Paolo Siani, fresco di candidatura alle politiche come indipendente con il Pd il quale, in una delle sue prime dichiarazioni pubbliche , aveva trovato modo di elogiare l’operato dell’attuale amministrazione cittadina, riconoscendo al primo cittadino il merito dei successi. Una dichiarazione non di poco conto, considerando il gelo tra lui e i democratici. E infatti, non sono mancati i mugugni tra la base del partito e i silenzi imbarazzati dei dirigenti dell’organizzazione.  Uno spiraglio, dunque, dove abilmente si è infilato a suo modo – giusto per riconquistare un po’ di autostima – sparando ad alzo zero a richiamare l’attenzione su di sé sviandola da ben altre faccende più serie che lo riguardano direttamente come sindaco del capoluogo e della Città metropolitana. “Paolo Siani? Ha sbagliato partito. Con Renzi si fatica a portare avanti i temi della giustizia sociale e della lotta al sistema”. Questo l’incipit di una intervista concessa all’Agenzia di stampa Dire nella quale ha sciorinato le sue riflessioni sulla presente situazione politica, ma soprattutto ha fatto intendere di essere pronto a trovare un punto di contatto con gli odiati dem. Perché, per come si sono messe le cose e a capo di un movimento senza truppe, il proprio futuro politico appare privo prospettive. “Paolo lo conosco da anni – ha detto –, una persona con cui non posso entrare in contrapposizione frontale perché c’è un livello di conoscenza e sensibilità comune su tanti temi. La dichiarazione di apprezzamento nei miei confronti – ha proseguito – è furba e onesta. Furba, perché ha spiazzato anche un’eventuale critica che alcuni avrebbero potuto muovere sulla sua candidatura. A cominciare da me. E onesta perché ha detto la verità, da persona che si candida con un partito che invece ha fortemente avversato questa narrazione”. Poi, a proposito di furbizia, ha lanciato l’amo, una sorta di disperata mano tesa, cercando di attribuire all’esternazione di Siani un retropensiero intrigante, ricco di possibili sviluppi. “Questo potrebbe indicare – ha spiegato – quella che potrebbe essere finalmente una linea politica del cambiamento in grado di portare a un dialogo. Io sono sempre per il dialogo, e mai per lo scontro, magari può essere il preludio per una fase nuova. Mai dire mai”. Appunto, mai dire mai, basta crederci!

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