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ELEZIONI Caso minoranze Pd, al Nazareno sicuri: “Tutto si appiana”

Il giorno prima delle liste al Nazareno è andata in scena incessante la processione di papabili, outsider, nuove promesse e vecchie glorie sempre sull’onda. Sullo sfondo la protesta delle minoranze per il mancato rispetto delle quote congressuali.

di PP

Piero De Luca e Gianni Pittella per se stessi, Renato Soru per nessuno, Riccardo Nencini, Giulio Santagata e Angelo Bonelli per la lista Insieme, Assunta Tartaglione, Mario Casillo, Lello Topo per i candidati campani, compreso Franco Alfieri, sostenuto direttamente da una missione cilentana, con una raccolta firme ad hoc. Il giorno ‘prima delle liste’ al Nazareno è proseguita la processione di papabili, outsider, nuove promesse e vecchie glorie sempre sull’onda. Matteo Renzi ha riunito dal primo mattino il gruppo di lavoro sulle liste. Sullo sfondo la protesta delle minoranze per il mancato rispetto delle quote congressuali nelle liste. “Ma che tensioni? Scommetto che alla fine tutto rientrerà”, ha spiegato senza tradie alcun timore il capo dell’organizzazione Andrea Rossi. Nonostante l’ordine perentorio di mantenere il riserbo più assoluto, infatti, dal Nazareno è filtrata la convinzione che gli attriti saranno superati quando saranno rese note le liste. Decisivi da questo punto di vista gli incontri tra Renzi e gli esponenti delle minoranze nelle prossime ore. Nella sede centrale del partito nella Capitale Riccardo Nencini, Giulio Santagata e Angelo Bonelli sembra abbiano appianato le divergenze: “Mi pare ci sia un clima sereno, andrà tutto bene”, ha detto al suo arrivo  il segretario socialista. I tre esponenti della lista Insieme compariranno due volte nel corso della giornata sul portone del Nazareno. Una prima volta alle 10 e 30. Poi più tardi, alle 13. Intorno a quell’ora si è affacciato anche Gianni Pittella. Il presidente del gruppo dei Socialisti e Democratici dovrebbe essere l’uomo di punta in Basilicata. “Ma io sono un soldato, deciderà Renzi”, dice laconico. Chi invece non vuole proprio saperne di candidarsi è Renato Soru, che è passato al partito per perorare la causa dei candidati sardi. “Io candidato? No, per l’amor di Dio. Sto bene in Europa”, ha spiegato il fondatore di Tiscali, oggi europarlamentare. Assunta Tartaglione e Mario Casillo di buon mattino hanno fatto il punto sulla situazione in Campania. Due le ‘grane’ da risolvere. La candidatura di Piero De Luca anche come capolista del proporzionale. E la corsa dell’ex sindaco di Agropoli, Franco Alfieri, ora capo staff di De Luca, nel collegio uninominale del Cilento. I suoi supporter recano al Nazareno una raccolta firme di 470 amministratori locali, oltre il 70 per cento dei sindaci. “Fino a domani mattina alle 10 e 30 non si saprà nulla”, hanno confermato dal Nazareno riferendosi ad entrambe le partite. A mezzogiorno è arriva anche Piero De Luca per incontrare Renzi. Sarà candidato anche al proporzionale? “Non si sa niente”, ha detto dopo il faccia, mentre era intento a  telefonare alla moglie. Le cose sembrano andare per il verso giusto, questo si è intuito. Tutto da decifrare, invece, il destino di Franco Alfieri. ‘L’uomo delle fritture’, come suo malgrado viene ormai ricordato, che si è affidato ai supporter che dal Cilento sono saliti a Roma, e ai buoni auspici degli ambasciatori del partito regionale. “Ha schierato 72 sindaci del suo territorio, su 94”, hanno spiegato orgogliosamente i suoi sostenitori. Di contro, qualcuno lo dà per escluso perché, hanno affermato , sarebbe un segnale della volontà di costruire le liste con trasparenza. Ma di questi tempi, si sa, questo è l’ultimo dei pensieri.

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