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Il grande escluso: Antonio Bassolino come il cinese seduto in riva al fiume…

di Peppe Papa

Come il cinese seduto sulla riva del fiume che aspetta di vedere passare il cadavere del nemico, Antonio Bassolino ha interrotto il silenzio e chiarito qual è la sua posizione nella bagarre politica pre elettorale. Dopo il 4 marzo si tireranno le somme  e si vedrà chi dovrà pentirsi di averlo tenuto fuori dalla politica che conta, prima impedendogli in tutti i modi di provare a tornare a Palazzo San Giacomo, impresa alla sua portata, poi la querelle della candidatura con LeU, mai ufficializzata e infine abortita per accontentare i micro leaderini del coarcevo partito a sinistra del Pd. Insomma, trattato come un peones qualunque, neanche la cortesia di una telefonata. Così, convinto che alla fine il “tempo è galantuomo” e dimostrando insospettata capacità comunicativa, ha piazzato nel piatto vuoto di questa fase politica, la stoccata in grado di far parlare di sé. Lo ha fatto sul proprio profilo Facebook e per diversi giorni le sue parole sono state l’argomento più rilevante trattato da stampa, televisioni e web sia locali (soprattutto) che nazionali. In estrema sintesi se l’è presa con il Pd, ricordando i motivi che lo spinsero a non rinnovare la tessera rimarcando particolarmente, oltre alle questioni politiche, l’assenza dei rapporti umani e “le schifezze fatte durante e dopo le primarie napoletane”. Poi è passato ai suoi ultimi vecchi ‘amici’ che lo hanno blandido per avere un po’ di ritorno d’immagine e alla fine lo hanno scaricato. “Sono stato a piazza Santi Apostoli all’iniziativa con Pisapia, sono stato invitato ed ho partecipato alla festa nazionale di Mdp a Napoli e all’assemblea di LeU a Roma” ha scritto, precisando di non aver chiesto niente esigendo solo in cambio il “rispetto” della sua storia politica e istituzionale. Che, come abbiamo visto, è stata calpestata. Perciò ha deciso di sedersi sulla riva del fiume e aspettare, senza precisare, tra l’altro, chi voterà e se voterà, lasciando disorientati i suoi molti estimatori che nei commenti non smettono di esortarlo a mettersi in proprio. E non è detto che questa volta non ci pensi sul serio, ovviamente a suo modo, si tratta pur sempre di un vecchio comunista. Cercherà allora, nell’eventualità e senza alcun dubbio, di stare dentro un’organizzazione ampia e diffusa, insomma un partito. Solo che potrebbe essere il suo, o almeno uno dei fondatori principali. Di sinistra, naturalmente, perché gli amici di LeU ne è sicuro, andranno a sbattere, così come molti di quelli che rimarranno delusi dalla performance del Pd dato in caduta libera. Ci sarà da ricostruire, a partire da Napoli. “Forte è il bisogno di determinare una svolta rispetto ad un governo comunale visibilmente distante e separato dalla vita quotidiana dei cittadini”, ha sottolineato. “E poi è innanzitutto doveroso cercare di costruire, assieme a tanti senza casa e a alle donne e agli uomini di buona volontà – ha concluso – la prospettiva di un nuovo e serio centrosinistra a livello nazionale”. Ce n’è per tutti, pensa in grande così come si addice ad uno del suo rango e non ha fretta. Vedremo come andrà a finire e se avrà avuto ragione lui. In tutti i casi, salvo imponderabili exploit alle urne, ci sarà da lavorare, soprattutto a sinistra, questo è sicuro.

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