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Sarri a Madrid solo a condizione che il Real giochi in tre anni come il ‘Nampoli’

Il ritorno della Champions coincide sempre con l’inizio del valzer degli allenatori sulle future panchine dei grandi club, soprattutto in quei club in procinto di fallire nel massimo trofeo continentale della Champions. Sì perchè in Europa non si guarda troppo per il sottile, non c’è riconoscenza e gratitudine che tenga,  vincere o perdere il proprio campionato conta poco per essere confermati sulla panchina dei grandi club, in Europa conta vincere la Champions. Lo dimostra Conte, che pur essendo ancora campione d’Inghilterra in carica con il suo Chelsea viene dato già per partente. Abramovich non lo ha mai amato, magari sobillato da quel perfido di Mourinho che se potesse farebbere radiare dal mondo del calcio l’odiato ex allenatore juventino. Lo stesso Zidane, che in due anni ha vinto con il Real la bellezza di 8 trofei, fra cui una Liga, due volte la Champions, 2 coppe del mondo per club, 2 supercoppe europee e vari titoli minori spagnoli, è in procinto di lasciare il club madridista a meno che non portasse la tredicesima. Ma stavolta la vediamo difficile, nonostante lo stellone di Zinedine, capitato al posto giuto nel momento giusto dell’esonero di Benitez, ma sarà veramente arduo per lui  superare l’agguerrita concorrenza dei club degli sceicchi e del solito Barcellona con il suo pigro e sazio Real. Questo per dire di come sia precaria la vita dei tecnici nei grandi club, dove basta poco per essere esonerati a fine stagione. Del resto è capitato già più volte a Carlo Ancelotti, e allo stesso Ranieri fresco vincitore al Leicester pur non essendo quel club a livello di Chelsea e Real Madrid. Diversa invece è la mentalità in Italia, dove si può anche non vincere una mazza, così come sta capitando a Sarri da ben tre anni, e nessuno si sognerebbe mai di metterlo in discussione, tranne i soliti pallisti di radio mercato che lo hanno già collocato per l’immediato futuro sulle panchine dei più grandi club europei.  Fra questi guarda caso si parla proprio del blasonatissimo Real Madrid e del ricco Chelsea dove sia Conte, che Zidane, salvo clamorosi risultati sembrano ormai essere caduti in disgrazia definitivamente. Ma Sarri è ambito anche da altri top club europei, tipo il Psg, qualora Emery dovesse fallire la Champions, o Valverde se si suicidasse sportivamente a Barcellona. In Catalogna però preferiscono prendere sempre tecnici provenienti dal loro mondo, e la Toscana non sembra essere così vicina alla nuova repubblica ispanica, ma non si può mai dire, anche perchè la filosofia di gioco di Sarri è di scuola Guardiola, uno che ha lasciato tantissimi orfani e vedove in Catalogna, quindi Sarri potrebbe tornare utile senza grossi sconvolgimenti tecno tattici. Ad ogni modo lo scenario futuro che vedrebbe Sarri sulla panchina di una qualsiasi di queste super squadre  ci intrigherebbe non poco, intanto perchè non aspettiamo altro che si concluda la sua stagione magari con un grande successo che farebbe impazzire di gioia una città intera e tutti i napoletani nel mondo, peraltro suggellando finalmente con grande ritardo il suo ingresso nel gotha dei top coach, quindi giustificando anche l’interesse dei grandi club a ingaggiarlo senza remora alcuna.  E poi perchè se veramente Sarri dovesse emigrare su una panchina prestigiosa, le nostre curiosità si moltiplicherebbero al solo pensiero di quale approccio avrebbe il tecnico toscano una volta sbarcato alla corte magari del club più prestigioso al mondo, il Real Madrid. Ve lo immaginate Sarri, cicca in bocca e tuta dei blancos indossata disordinatamente che smadonna con Cristiano Ronaldo a Valdebebas, piuttosto che con Insigne a Castelvolturmo? Sarebbe curioso anche poter ascoltare le sue scurrili conferenze stampa in toscano-castigliano, quando sorprenderà tutti dicendo che il Real in tre anni dovrà giocare come l’Empoli… ops, pardon, come il Napoli, o meglio ancora come il ‘Nampoli’ a sintetizzare la trilogia della filosofia sarriana. Scherzi a parte, sarebbe davvero interessante poter vedere questo tecnico  imporre a svariate decine di top player i suoi allenamenti maniacali, di fare un tocco solo, di mostrare a Carvajal, piuttosto che a Kroos, rispettivamente per ruolo, come svolgere i movimenti di Hisay e Jorginho del suo Napoli, oppure far capire a Isco e Asensio che non giocheranno più di 10 minuti a partita qualora entrassero pure in campo. In tal caso per accelerare più velocemente il nuovo corso chissà che non chieda a Florentino Perez di prendere tutt’insieme Reina, Koulibaly, Ghoulam, Jorginho, Hamsik, Insigne e Mertens e trasferirli direttamente a Madrid così come fece al Napoli attingendo a piene mani dal serbatoio dell’Empoli, magari  dirottando ain azzurro il povero Kovacic che con Sarri o altri che lo hanno preceduto al Bernabeu mai avrebbe giocato.  Come sempre cascherebbe bene De Laurentiis con la sua solita fortuna di situazione, perchè in un colpo solo, incassare la clausola di otto milioni di Sarri e risparmiando pure di fargli un contratto milionario sarebbe non male, contemporaneamente venderebbe a forte plusvalenza una mezza dozzina fra i calciatori del Napoli più importanti, facendo il colpo non del secolo ma del millennio. Il Real in tal caso dovrebbe investire almeno trecento milioni nel carissimo atelier del couturier, monsieur De Laurentììs, che già si starebbe leccando barba e baffi oltre a istruire pure i suoi fedelissimi della stampa sulla favoletta da raccontare ai tifosi sul grande esodo dei traditori, che puntualmente verranno ‘secciati e jastemmati’ a tal punto che gli improperi snocciolati ad Higuain negli ultimi due anni, sembrerebbero grandi complimenti. In ottica futura De Laurentiis avrebbe già opzionato per luglio Giampaolo, degno sostituto di Sarri che prima lo consigliò all’Empoli e ora al Napoli – insoma il solito personalissimo Nampoli di Sarri – con un ingaggio assai meno oneroso con tanto di opzione capestro per il tecnico. Poi chissà che non si riaprirebbero nuovi scenari per i vari Verdi e Politano finalmente sicuri di poter giocare, Younes, arriverà solo se guarirà il nonno e si terrà alla larga da Villa Literno e zone limitrofe, e infine, qualche inevitabile acquisto sampdoriano dei pupilli di Giampaolo, perchè si sa, ogni tecnico che sposa l’ennesimo progetto si porta dietro l’inevitabile strascico.  Non vogliamo andare oltre con la fantasia, perchè non vogliamo urtare la sucettibilità di nessun leccaculo fra giornalisti e opinionisti faziosi e figuriamoci quei romanticoni e creduloni dei tifosi più integralisti che a ogni demenzialità detta da chicchessia, noi compresi, risulta essere più destabilizzante delle bombe dell’Isis e quindi ci fermiamo qui. Però siamo ancora fortemente suggestionati al pensiero di questi fantastici e ipotetici nuovi scenari. Una cosa però è certa, scudetto o non scudetto del Napoli, da qui alla prossimastagione  ne vedremo delle belle, perchè il grande romanzo popolare del calcio continuerà per tutta estate e fino all’ultimo contratto puntualmente non depositato, potete giurarci!

Pippo Trio

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