L’ANALISI Il Pd tra risse e divisioni, storia di un tracollo annunciato: ora serve il partito del ‘buon senso’
Marzo 10, 2018
La Roma ai quarti di Champions evidenzia le ‘scelte’ sbagliate del Napoli
Marzo 14, 2018

Se Sarri fosse stato sessista o meno, non lo decide un branco di giornalisti zerbini, ma il problema non è questo…

Non sarà certo l’anchormen della televisione locale o quello della radio ufficiale del Napoli a decidere se Sarri fosse stato sessista o meno in occasione della sua conferenza stampa nel post partita di Inter Napoli e non lo saranno nemmeno gli appecoronati a questi o quei colori a seconda della convenienza dell’ultimo dei sitarelli online colorati d’azzurro, perchè quelli poi sono i meno credibili visto che  sotto lo stesso marchio si occupano pure del sito della Juventus e di tanti altri ancora con identico populismo come si potrà evincere dai seguenti link:     https://www.tuttonapoli.net/   https://www.tuttojuve.com/

Nessuno ha bisogno di diverse interpretazioni o di avvocati delle cause perse per valutare se una persona si comportasse male o meno, la gente è molto più intelligente di quanto certa stampa non creda. Sarri purtroppo non è nuovo a questi atteggiamenti sbagliati in sala conferenze, le critiche se le chiama da solo, non sono pretestuose, Noi lo diciamo da tempo e giustificarlo perché è toscano o perché fosse l’unico ad essere schietto e sincero nel mondo del calcio, e non lo è affatto, perchè come tutti di bugie ne dice a iosa, ma quand’anche fosse sincero e schietto, della sua schiettezza volgare non ce ne può fregar di meno, non è  richiesta ne tantomeno ben accetta, altrimenti non solo una certa toscanità è autorizzata ad esprimersi in modo indisponenti ma anche la napoletanità sa essere molto più maleducata e volgare di quella toscana e parimenti sarebbe autorizzata a comportarsi in modo becero, ma non se ne uscirebbe più, ecco perchè non deve essere tollerato il turpiloquio. Sarri, se proprio gli garba  parlasse in questo modo a casa sua, non nella casa televisiva di milioni di telespettatori, poi che risolvesse e chiarisse o meno con chi avesse offeso è un problema suo e in questo caso di Titti Improta, che a quanto pare ne ha accettato le scuse. Inoltre i giornalisti – avvocati delle cause perse che in questo caso difendono Sarri, cambiassero mestiere e si cercassero un lavoro serio invece di vivere occupandosi di balletti, canzonette e processi del lunedì cazzeggiando  di tutto lo sciibile umano.  Detto questo, bisogna dire che il sessismo, l’antifemminismo, l’omofobia meglio neanche scomodarli questi argomenti, per non dare la possibilità a chi lo è per davvero sessista, ma anche moralista, di cominciare un’infinita polemica da sociologhi alle vongole che di certo non risolverebbe la maleducazione, che verrebbe fuori in ognuno di noi, autorizzando più o meno legittimamente a rispondere per le rime ad epiteti vari a chiunque. . Ormai viviamo nell’epoca degli Sgarbi quotidiani e tutti prendono ad esempio quel grande critico d’arte, ma pessimo interlocutore televisivo.  Magari Sarri non sarà sessista e nemmeno antifemminista e omofobo, magari anche si, in ogni caso la cosa non ci riguarda, se fosse così andasse da uno psicanalista perché esserlo sarebbe un problema suo. Il punto però non è questo, perchè ognuno è libero di essere come vuole assumendosi le responsabilità del caso, di certo non bastano le scuse di prammatica ogni qualvolta la fa fuori dalla tuta, perché già quella in certi contesti pubblici non è il massimo del buon gusto. Sarri, ha gia dimostrato più volte di scadere nel turpiloquio e altrettante volte si è scusato sotto consiglio colpevolmente tardivo del suo ufficio stampa, che invece di ammonirlo prima di recarsi in sala stampa, gli consiglia solo delle ipocrite scuse a frittata fatta, magari dopo essersi fatti una bella grassa risata tutti insieme, come poi è accaduto con tutto il branco di giornalisti presenti e quelli che hanno poi commentato la scenetta, giustificando come semplice toscanità la galante mandata ‘affanculo’ di Sarri alla mite collega Titti Improta, che proprio per quel suo stile bonario deve aver istigato più volte le attenzioni vere o presunte sessiste sia di Sarri che in precedenza di De Laurentiis. Quanto alla tipicità dei toscani, sarà pure vero e ci risulta che come il Sarri, maleducato e piagnone che stiamo vivendo  altri fra i suoi colleghi regionali pure se ne trovano. Pensiano  ad Agroppi, Ulivieri, Mazzarri, per altri versi lo stesso Spalletti, ma per contro ce ne sono pure altri tipo Lippi e Allegri di ben altra classe e serietà, nonostante fossero ugualmente toscano sanguigni e magari non sarà nemmeno un caso che sono quelli fra tutto i più vincenti. In realtà quello verso Titti Improta non si tratta nemmeno di sessismo e seppure fosse è quello di natura triviale, quella sempliciotta tipica degli ometti da branco quando si tratta di ridere tutti insieme alle spalle del più ‘debole’. Trattasi invece di qualcosa di ancor più serio, che è più nello stile strategico della comunicazione del club azzurro, che con questi atteggiamenti aggressivi, vorrebbe imporre agli astanti accreditati di fare solo domande adeguate e comode di quelle non mettano mai in cattiva luce i protagonisti azzurri. Semplice strategia del mobbing e chi non si adegua, non sarà gradito in quei contesti o dovrà sopportare le inutili volgarità di Sarri o le minacce nemmeno tanto velate del presidente nei suoi deliri di onnipotenza. Sarri per la verità un po’ ci marcia in questi reiterati atteggiamenti alquanto costruiti alla bell’e meglio, giusto per darsi arie di allenatore maledetto, una sorta di Bukowsky della panca, immagine che gli calza però veramente male, con quella faccia da bancario pentito, perché come dice un proverbio  “sotto la panca la capra campa e sopra la panca la capra crepa” e non vorremmo che Sarri dopo aver fatto bene, seppur non benissimo sulla panca azzurra, e dovesse non vincere nulla, finirebbe di sicuro sul girarrosto della critica che come tutti sappiamo  è sempre repentina a cambiare giudizio sui protagonisti,  e scendere dal suo carro. Sappiamo bene che prima Sarri , poi il suo agente, sono frequenti agli  scleri della premiata ditta toscana e sarebbe ora che qualcuno del suo entourage azzurro gli spiegasse  che se oggi sia diventato un personaggio noto, se viene pagato profumatamente, lo deve soprattutto alla popolarità che la stampa proietta con i suoi supporti mediatici, per cui facesse meno il fenomeno da baraccone. Qualcuno, dovrà pure spiegargli che in conferenza ci va perché è pagato anche per fare questo, ed ha tutto il dovere di rispondere seriamente a domande comode o scomode che siano, perchè chi gliele fa è obbligato a fargliele dal proprio mestiere o forse crede che gliele facciano perché fosse un luminare? Fa l’allenatore di calcio, mica ha scoperto la pennicilina!?  Qualcuno inoltre vorrà spiegargli che quando parla in televisione lo sta facendo verso milioni di persone che non meriterebbero ascoltare le sue parolacce, lamenti dell’inutile, o di qualsiasi altra castroneria a caldo? Per cui, inutile parlare di sessismo, di personaggio, di questo o quello, ma occorrerebbe solo qualcuno che intimasse a Sarri di comportarsi in modo serio e responsabile quando è davanti ad una telecamera e rispettare il lavoro di tutti, come chiunque rispetta, talvolta anche eccessivament, il suo lavoro, punto. Per tutto il resto, dei giudizi riguardanti il lato professionale, tecnico e quant’altro, parla la sua storia di allenatore perchè è solo da qualche anno che allena a certi livelli,   fino a pochi anni fa allenava alternandosi fra dilettanti del dopolavoro a qualche squadra di semiprofessionisti da cui o si dimetteva o veniva esonerato. Oggi dopo tanta dura gavetta è stato forse giustamente premiato dal destino e sicuramente anche dal suo buon lavoro, permettendogli di allenare in Serie A in uno dei club più importanti italiani. Però, qualcuno gli dica che  non solo o non ha scoperto la pennicillina, ma neanche ha mai vinto nel calcio uno straccio di titolo, nemmeno il trofeo Birra Moretti, dal giustificare atteggiamenti prosopopeici  da migliore della storia del calcio al pari di olandesi di annata o di chissà chi altro. Piuttosto, non cerchi alibi e non si lamenti più di rose e fatturati, piangendosi continuamente addosso, perché sappiamo tutti benissimo che in Italia e in Europa ci sono club più attrezzati in questo senso. Anche  in questo caso non scopre di certo l’acqua calda, ma sappiamo pure tutti benissimo che il fatturato del Napoli è fra i primi tre in Italia e fra i primi 20 in Europa quindi sicuramente più alto di Villarreal, Atalanta, Besiktas, Feyenoord, Shaktar, che pure lo hanno di volta in volta battuto in partite decisive senza contare che abbia perso spesso scontri diretti con Inter e Roma senza menzionare chiaramente le quasi goleade subite in Champions da Real e City e le puntualissime sconfitte con la Juventus negli scontri diretti di campionato e coppa Italia e  che nessuno dei suoi predecessori in azzurro perdeva con la stessa costanza. Il Napoli ha un fatturato di tutto rispetto per potersi permettere di fare mercato in entrata e non solo in uscita per permettere a Sarri una rosa più ampia e qualitativa rosa che comunque non sfrutta a dovere. Per cui,  invece di madare affanculo i giornalisti che gli fanno domande In questo senso,  volga le sue lamentele direttamente al presidente, perchè se la rosa è ridotta all’osso, e lo scudetto diventa una chimera non sarà certamente colpa nè di Titti Improta nè della Juventus, che in questo senso si attrezza sempre molto adeguatamente. Quindi smettesse la tuta del personaggio, perché per diventare tale, oltre ad una certa dialettica bisogna ottenere anche riconoscimenti tangibili nel proprio lavoro che non sono la claque propagandistica fanatica dei suoi isterici sostenitori, ma la stampa negli albi d’oro del calcio delle proprie gesta sportive che anche nel caso fossero ascritte, non autorizza alcun personaggio ad atteggiamenti di un certo genere. Per tutto il resto in bocca al lupo a Sarri e al Napoli ma  soprattutto a quei ragazzi in maglia azzurra che ce la stanno mettendo tutta, perchè loro più che De Laurentiis e Sarri e un certo ambiente mediatico locale, meriterebbero il frutto di tanto lavoro, svolto sempre con grande serietà semplicità ed applicazione.

Pippo Trio 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *