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Stadio San Paolo, Collana, Palazzetto dello Sport Mario Argento, sono la sintesi del fallimento totale di De Magistris in materia di impianti sportivi

Si fa presto a dire che Napoli è una delle più grandi capitali europee e mondiali, città dalla cultura millenaria, bella e affascinante per i suoi panorami mozzafiato e per uno dei più grandi centri storici al mondo. Tutto vero, ma tutta questa bellezza, queste eccellenze sono forse meriti da attribuire a chi oggi amministra la città con falsa propaganda populistica, ascrivendosi il merito di cotanta fama? Oggi Napoli malgrado il prosopoeico sindaco De Magistris è fra le ultime città italiane per qualità della vita, è la città italiana fra le più grandi ed essere quella meno curata nei trasporti, nella gestione dei suoi patrimoni pubblici, con strade ridotte a colabrodo, cantieri eternemante aperti, siti storici in preda al degrado, per non dire della fatiscenza che attanaglia ormai da decenni l’impiantistica sportiva della città. Ed è proprio questo l’argomento che oggi più che mai vogliamo trattare, quello degli impianti sportivi della città, tematica a chiacchiere, molto a cuore del Sindaco De Magistris, al punto da renderla centrale rispetto al programma promesso ai suoi elettori, quasi come una missione, quella di garantire alla città la ristrutturazione e l’ammodernamento, nonchè la costruzione di nuovi impianti sportivi nella città di Napoli. Insomma, senza volerla fare lunghissima, come meriterebbe la cronaca degli eventi che si sono sussueguiti nel merito, ma di sicuro ad oggi dopo sette anni di governo De Magistris possiamo con tutta certezza e senza timore di smentite dire, che riguardo all’argomento, il Sindaco ha fallito totalmente la sua missione. Non sarà certamente solo colpa di De Magistris se Napoli dall’immediato dopoguerra ad oggi sia degradata progressivamente, le responsabilità al riguardo sono molteplici e coinvogono anche altre amminstrazioni e governi del passato, ma non allo stesso punto di quanto oggi abbia combinato De Magistris alla guida di una citta importante come Napoli. In passato, malgrado gli sprechi, le problematiche nell’ annosa vicenda rifiuti, quelle sulla sicurezza e quant’altro, comunque si sono realizzate opere colossali, come la metropolitana collinare, autentico capolavoro ingegneristico spesso dato troppo per scontato. Ma ancor prima della metropolitana, Napoli già negli anni sessanta era ai primi posti fra le città con i maggiori impianti sportivi italiani ed europei. I ‘Giochi del Mediterraneo’ consentirono alla città di costruire uno fra i più grandi, moderni e capienti Palazzetti dello Sport, il Mario Argento e la piscina Scandone in quella sorta di cittadella dello sport che è Fuorigrotta in particolare proprio nelle immediate vicinanze della zona in cui anni prima era sorto il monumentale San Paolo e ancor prima la Mostra d’Oltremare e nell’omonimo Viale Giochi del Mediteranneo. Praticamente già nel 63′ fra Fuorigrotta e Agnano Napoli vantava lo Stadio più grande d’Italia, il Palazzetto dello Sport Mario Argento, la Piscina Scandone, e quella dei tuffi alla Mostra D’Oltremare, più avanti fra il Cinodromo e il parco di divertimento Edenlandia sorge l’Ippodromo d’Agnano, (tutti impianti ormai a basso regime di utilizzo) e l’ippodromo in particolare  anch’esso fra gli impianti ippici più suggestivi e importanti d’Italia di cui attualmente non si sa che farne. Ma non solo Fuorigrotta e l’area flegrea sono disseminate di strutture importanti e cittadelle dello sport del passato, remoto e recente, perchè come dimenticare al Vomero lo stadio Collana, teatro antico del Napoli di Jeppson, Vinicio e Pesaola che con il tempo si trasforma in una struttura sportiva polifunzionale dove dal tennis al nuoto, dal calcio al rugby e all’atletica, ma anche dalla scherma alla pallavolo e pallacanestro e le tantissime daltre discipline sportive che si sono praticate nel suo interno, ha prodotto non pochi campioni di livello modiale e olimpionico. Nella zona est di Napoli, all’Arenaccia un’altra importante struttura polifunzionale in gestione all’esercito come quella dell’Albricci, praticamente negli anni settanta e ottanta centro sportivo della Nazionale militare di calcio italiana, dove oggi a malapena risulta funzionale per il rugby, il nuoto, e poco altro. Non dimentichiamo altre importanti strutture polifunzionali ultramoderne sorte nel post terremoto nelle zone periferiche a Ponticelli, Piscinola e un po sparse dovunque, alcune delle quali mai veramente utilizzate e altre degradate precocemente. Ebbene se nel secolo scorso Napoli poteva vantare un tale patrimonio di impiantistica sportiva, oggi nel terzo millennio, nell’era della tecnologia, della globalizzazione, anzichè implementare e ristrutturare questi impianti come normalmente dovrebbe essere, siamo al totale sfacelo, il degrado all’ultimo stadio – scusate il gioco di parole – e invece di costruire impianti nuovi con concetti moderni e fruibili 365 giorni all’anno, ci stiamo perdendo per strada anche quelli costruiti più di cinquanta anni prima, perchè oggi tutti questi impianti sono di una fatiscenza tale che si fa fatica a capire come ancora si riesce a fare sport ad altissimo livello come pure accade. Ci sono città al mondo come Londra che hanno dozzine di stadi, decine e decine di strutture sportive più o meno grandi, ma tutti di grade prestigio e funzionalità. Noi in Italia e in particolare a Napoli restiamo tutti colpevolmente insensibili a questi spazi di vitale importanza per la crescita, la cultura, la salute e il divertimento della gente. Ormai Napoli è un cimitero degli elefanti riguardo agli impianti sportivi, alcuni dei quali come il Mario Argento, ormai ridotto ad un rudere pseudo archeologico piuttosto che il decadente Collana o il mitico San Paolo che ormai di mitico ha veramente ben poco che non il terreno di gioco che ha calpestato per sette anni il più grande calciatore della storia. Di tutto questo non possiamo fare altro che ringraziare il gran de Sindaco De Magistris, che non solo non ha mosso un dito in questi lunghissimi anni in cui abbiamo dovuto sopportare finanche le sue inutili filippiche populistiche sulla napoletanità, ma addirittura ha danneggiato l’impiantistica sportiva napoletana oltremodo, quanto a manutenzione ordinaria, capacità di produrre reddito, anzi addirittura aggravandolo rifondendoci, per la sua incapacità a creare indotto economico sia per quanto riguarda gli eventuali lavori di ristrutturazione e la relativa quota occupazione lavorativa,  che ricavare soldi dagli eventi di sport e spettacolo che comunque vengono prodotti in questi impianti. Il San Paolo da solo produce annualmente fra calcio e concerti musicali almeno una trentina di milioni di fatturato, che però in gran parte almeno per il 90% vanno nelle casse del proprietario della SSC Napoli, che inoltre non versa al Comune il corrispettivo in termine di canone di affitto, di  quanto normalmente fosse dovuto per l’utilizzo di una struttura di un’area così enorme e con tutte le difficoltà urbanistiche e risorse di uomini impiegati dal Comune ogni settimana per gestire l’evento. Va da se che il San Paolo non producendo reddito per il Comune non riesce nemmeno a finanziare le spese di manutenzione ordinaria, i costi di gestione per la custodia, le pulizie e figuriamoci per un’eventuale ristrutturazione.  Anzi lo stadio non solo finiràdi degradare, ma anche di aggravare oltremodo di tasse e contributi i cittadini di Napoli che dovranno accollarsi le spese per mantenere in piedi la struttura. Inoltre De Magistris ha dovuto pure indebitarsi per conto dei napoletani, per fare l’ennesimo favore a De Laurentiis che non ci pensa proprio ad accollarsi alcunchè,  quindi per  ristrutturare parte dello stadio e garantire lo svolgimento normale dell’attività sportiva del Napoli, che comunque continua ad incassare milioni senza versare nessun obolo per l’utilizzo della struttura. Opposto contrario invece per quanto riguarda il Collana, occupato per lo più da associazioni sportive che  al contrario del Napoli al San Paolo, non solo che non ricavano il fatturato del club azzurro, ma  hanno pur sempre pagato puntalmente i loro canoni al Comune di Napoli,  che peraltro del Collana non è neanche il proprietario diretto della struttura, lo è invece la Regione, per la quale per anni ha gestito l’impianto in comodato d’uso gratuito, e nonostante i soldi versati dalle Associazioni che spesso hanno anche ristrutturato parti dell’impianto a proprie spese, che nessuno gli ha riconosciuto. E ironia della sorte De Magistris anzichè mostrarsi sensibile verso questi associazioni dilettantistiche no profit, che tra l’altro da sempre operano nel Collana svolgendo anche un ruolo sociale di notevole importanza come quello di insegnare lo sport, tutte le sue attenzioni le rivolge al Napoli che lucra milioni attraverso lo stadio. Anzichè favorire in tutto e per tutto la società di De Laurentiis sarebbe più giusto favorire le Associazioni sportive dalla gestione Collana, soprattutto dopo che per anni  si è totalmente disinteressato della struttura facendola versare colpevolmente nel degrado. Interesse rinato solo grazie ai possibili finanziamenti a pioggia delle Universiadi che ha innescato tutta una serie di interessi di Comune e Regione, risvegliati guarda caso solo da quando si è ufficializzata la città di Napoli come sede delle Universiadi, interessi che fino a qualche anno fa erano sopiti sotto le macerie del Mario Argento e dei calcinacci del Collana. ostacolando il consorzio delle Associazioni sportive e di chi ha partecipato al bando pubblco per la gestione del Collana tentando pure di annullarne la validità.  Ora però che  la Quinta Sezione del Consiglio di Stato, mette fine al “caso” Collana, pronunciandosi a favore dalla Giano s.r.l. facente capo alla coppia di ex campioni Ferrara e Cannavaro, il buon De Magistris tranne che qualche altro colpo di coda, avrebbe quasi definitivamente salutato la possibilità di poter utilizzare e gestire i fondi delle Universiadi, soprattitto per l’inettitudine e il disinterese del passato riguardo all’impianto vomerese. Per chi come De Magistris, che quella degli impianti sportivi avrebbe dovuto essere la missione principale dei suoi due mandati di primo cittadino e cioè di costruire il nuovo stadio del Napoli e riqualificare tutti gli impianti sportivi della città non può che risultare essere ad oggi un FALLIMENTO TOTALE e la vicenda Collana nè è solo l’ultima conferma.  Purtroppo a nulla  sono serviti gli allarmi ripetuti dalle Associazioni sportive e di tutti i cittadini, che noi di Cityweek più di ogni altro mezzo di comunicazione locale abbiamo colto ogni qualvolta si poneva soprattutto il degrado del Collana. De Magistris avesse un pò più di pudore, invece di continuare nel suo stucchevole populismo o addirittura di candidarsi a prossimo Governatore della Regione e ammetta di aver fallito e danneggiato la città totalmente, quanto meno sulla questione degli impianti sportivi napoletani, e si rimboccasse le maniche per farsi perdonare, diversamente non ci sarebbe limite alla presunzione e alla vergogna. A noi tutti che ne abbiamo subito le decisioni sbagliate, toccherà solo sperare che il suo mandato finisca per sempre, per non sentir mai più parlare di lui in questo senso. Purtroppo però ne dovranno passare ancora di nottate affinchè succeda.

Pit

1 Comment

  1. Massimo ha detto:

    Grande

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