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De Magistris lancia la provocazione: “Vendiamo il San Paolo” e in città si scatena il dibattito

Il Comune è in dissesto finanziario e il sindaco De Magistris non sapendo più che pesci pigliare per uscire dalla situazione, come al suo solito salta sul primo pulpito mediatico e populista e si mette a farneticare di soluzioni improbabili e improponibili invece di far funzionare meglio la macchina comunale. L’ultima delle sue proposte ‘oscene’ sono le modalità di vendita di alcuni beni patrimoniali e monumentali della città, uno su tutti l’eventuale vendita dello Stadio San Paolo a De Laurentiis presidente del Napoli o ad altri soggetti non ben identificati. Apriti cielo, altro che referendum ipotizzato da De Magistris sull’eventuale dismissione dello stadio,  si è scatenato un vero è proprio dibattito ancora più demenziale della provocazione lanciata dal sindaco, dove guarda caso molto sollecitamente sono subito intervenuti giornali e giornalisti che ultimamente invece di occuparsi della crisi del loro settore di licenziamenti progressivi, di copie dei loro giornali invendute, si preoccupano di perorare le cause di De Laurentiis che pretenderebbe in regalo “quel cesso di stadio gratis”  come lui stesso dichiarò qualche tempo fa, manco che i giornalisti in questione lavorassero tutti per l’ufficio stampa del Napoli o quello di consulenze commerciali.

Anche Ferlaino interviene sul tema

Persino l’ex presidente del Napoli Corrado Ferlaino è intervenuto nella questione, un altro di quei presidenti che non hanno mai pagato un canone  al Comune per l’affitto dello stadio San Paolo, ma che da qualunque cittadino di Napoli giustamente dice la sua dall’alto della sua competenza sia di ex Presidente pluridecorato del club azzurro, che come eccellente professionista in quanto ingegnere costruttore e quindi competente in materia. Ferlaino sostiene più o meno giustamente che un patrimonio pubblico non vada mai dismesso e se proprio il Sindaco insistesse che si vendesse palazzo san Giacomo invece  di svendere il san Paolo al primo di turno, ritenendo irrisoria la cifra di 50 milioni ipotizzata dal sindaco in caso di vendita. E’ un’opinione autorevole e bisogna considerarla. Per Ferlaino il valore reale più che realistico sarebbe intorno ai 200 milioni e più, e data l’enormità della struttura e della vasta area che occupa, più le potenzialità di reddito che produrrebbe,  a nostro avviso l’ingegner Ferlaino non si è affatto sbagliato, però da quale pulpito la predica…

Questa invece la posizione della stampa ‘amica’ di De Laurentiis

Stamattina tutti i giornali cittadini hanno battuto sui loro ormai poco venduti giornali la notizia-provocazione del giorno, chi attribuendosi studi catastali e chi di bizzarre valutazioni commerciali del mitico stadio San Paolo e il suo valore effettivo,  facendosi tutti portavoce di De Laurentiis che probabilmente dalla lontana Los Angeles avrà istruito il suo folto ufficio stampa ufficiale e ufficioso sul suo pensiero nel merito. Ora capiamo che in tanti giornalisti, soprattutto quelli sportivi più che da giornali in decadenza, ancora si vive del proprio lavoro grazie al Napoli, in assenza del quale dovrebbero cercarsi seriamente un altro impiego, vista la grande crisi del settore editoriale, e quindi ben capiamo che tutti devono portare la pagnotta a casa,  perorando le cause di chi glielo permette con più agio, ma neanche si possono sentire o leggere motivazioni ed opinioni sulla faccenda tanto incomplete quanto bislacche o di parte. Giornali e giornalisti di Mattino, Repubblica, Corriere del Mezzogiorno e pure Roma, quando non altri giornalisti esperti di testate di economia e finanza o anche quelli locali di tv e radio private più o meno ufficiali di sindaco e presidente , non possono in alcun modo raccontare favole e offendere l’intelligenza della gente,  tipo che lo stadio San Paolo abbia un valore sotto i 25 milioni o addirittura nullo qualora fosse messo in vendita, visto che lo stadio in questione malgrado fatiscente produce un fatturato di alcune decine di milioni all’anno a chi lo utilizza in modo del tutto agevole e senza pagare l’adeguato corrispettivo per l’uso ai fini commerciali. Diversamente questi giornali e giornalisti dovrebbero chiedersi quanto valgono i loro giornali dal momento che da qualche anno sono in caduta libera in termini di copie vendute. Ma qui si parla di San Paolo e non dei giornali e allora invece di tirare scalate al presidente del Napoli informassero correttamente quei pochi che ancora vengono informati dai loro supporti mediatici, che innanzitutto,  il San Paolo è patrimonio della città e quindi non di De Magistris che rappresenta i cittadini solo per la durata del suo mandato e non in eterno e figuriamoci del Presidente del Napoli che peraltro nella nostra città nemmeno ci vive, ma viene ospitato calorosamente e generosamente da alcuni milioni di napoletani che in larghissima parte direttamente e indirettamente già gli autofinanziano l’attività, quella del calcio che solo grazie ai napoletani è diventata la vera ragione sociale, il vero business della sua ditta individuale a conduzione familiare.

Centri sociali e stadio San Paolo, sordidi ‘regali di De Magistris

Detto questo, ma era doveroso per specificare ruoli, oneri, diritti e doveri, altrettanto molto chiaramente e laicamente diciamo pure che come è normale per chiunque faccia impresa, che abbia un’attività commerciale  o un qualsiasi ufficio e persino la casa, non di certo possa pretendere che gliela offra gratis il Comune, quindi non si capisce perchè non si privilegia nessuno e poi ci si sente in dovere di favorire chi ha tutte le caratteristiche e gli introiti per pagare per una struttura del genere come in questo caso lo stadio San Paolo in regalo a DeLaurentiis.  Certo, sarebbe bello che tutti potessero avere in concessione regalo strutture grandi o piccole che siano dall’istituzione cittadina, ma non è naturalmente possibile, soprattutto perchè il Comune di Napoli in particolare non si può permettere tale generosità visto il dissesto finanziario che lo avvolge. Malgrado ciò, ancora oggi l’ottimo oratore De Magistris – che predica bene e razzola male –  per quanto riguarda i beni immobiliari del Comune favorisce alcune categorie, quella dei Centri sociali che hanno occupato più o meno legittimamente alcuni immobili comunali della città,  ma in questo caso possiamo pure capire la passiva indulgenza verso chi non avrebbe possibilità di avere un tetto dove vivere, ma l’altro regalo, proprio non possiamo concepirlo ed è il San Paolo, che nonostante fatiscente comunque produce reddito altissimo a chi lo utilizza, e che molto sprezzantemente e ingratamente apostrofa ‘quel cesso di stadio’ non risparmiando dalla sua proverbiale arroganza  nemmeno il sindaco, ritenuto da lui neanche tanto implicitamente, inadeguato.  Invece di queste infinite diatribe e schermagliesarebbe più utile  trovare una soluzione insieme al sindaco che soddisfi tutti. Ora che il sindaco di qualche anno fa, Rosa Russo Iervolino, avesse concesso per un paio di anni  l’utilizzo gratis dell’impianto per agevolare la risalita del nuovo Napoli dopo il fallimento, e poi a seguire di avere messo su una sorta di convenzione agevolata per i successivi anni possiamo pure capirlo, ammesso pure che si fossero pagate tutte le spettanze, ma che ora a convenzione scaduta, e con un Napoli che anche grazie a queste agevolazioni istituzionali fattura ogni anno alcune centinaia di milioni e dovesse continuare a non pagare per l’affitto della struttura o addirittura di pretenderla gratis, come cittadini lo troviamo non solo offensivo, ma del tutto scorretto e irriguardoso almeno verso chi paga tasse, multe, contributi vari anche solo per occupare pochi metri quadrati di suolo pubblico per le proprie attività commerciali che non producono tali fatturati, per cui non si può nemmeno sentire che ci sono giornalisti, personalità e presidenti di calcio pretendere che un tale patrimonio cittadino venga concesso gratis o sottopagato.

De Laurentiis vada a farsi lo stadio altrove oppure paghi per il San Paolo

Se a De Laurentiis non conviene pagare l’affitto adeguato, e neanche comprare lo stadio qualora pure gli si offrisse la possibilità remota di rilevarlo, andasse a farsi lo stadio altrove come ha sempre dichiarato, del resto il centro sportivo  del Napoli è già in un’altra provincia, non si capisce quale sarebbe il dramma. I tifosi ne sarebbero tutti contenti di avere uno stadio nuovo, più accogliente e sicuro, oppure se proprio non intenda comprare il San Paolo lo chieda pure in comodato d’uso pluriennale ma garantisca gli investimenti per un’adeguata ristrutturazione che ne andrebbe a tutto suo vantaggio, visto che in Champions ci gioca il Napoli e non il Comune che ha l’obbligo solo di rendere decente l’ospitalità e i servizi a chi accede o gravita intorno a questa struttura. Non sarà mica un caso che la Juventus da quando ha abbattuto il vecchio stadio e vi ha ricostruito il nuovo non solo vince puntualmente titoli su titoli, ma ha anche raddoppiato il suo fatturato, ritornando dell’investimento velocemente e produttivamente. Un grande club o chi ambisce ad esserlo, non può pensare di accumulare i ricavi in tesoretti di famiglia e non investire strutturando il proprio club,  altrimenti o poi non ci si lamenti dei fatturati altrui, della fatiscenza degli impianti e di quant’altro. Di sicuro tutto questo non possono accollarselo solo i cittadini, perchè passi che paghino i tifosi il caro biglietti allo stadio, ognuno è padrone di pagare quello che vuole se ritiene congrua la spesa, ma che debbano pagare tutti i cittadini, anche quelli che del calcio non gliene frega nulla per agevolare gli affari di De Laurentiis e De Magistris ci sembra davvero immorale. Sì, perchè lo stadio San Paolo essendo un bene pubblico, la sua manutenzione, i comunali che ci lavorano per la custodia e le pulizie viene pagato dalla gente con i contributi dei cittadini mica dai conti personali di De Magistris e De Laurentiis? E allora il sindaco faccia in modo che questa struttura produca quel minimo di reddito per mantenerlo e sgravare i cittadini di ulteriori spese, perchè è già troppo che il presidente del Napoli  fa pagare fino a 300 euro per un posto in tribuna, in uno stadio fatiscente, figuriamoci se dovessero pure preoccuparsi degli incassi e i risparmi del presidente del Napoli. Perlomeno si garantisca la sicurezza, il comfort, i servizi e e si migliorino i protagonisti dello spettacolo all’interno di questa struttura invece di venderli, altrimenti nessuno ha messo una pistola in fronte a De Laurentiis costringendolo a fare calcio a Napoli e a giocare al San Paolo. Se ritiene, dica pure arrivederci e grazie e vada a giocare altrove, che lo stadio può tranquillamente servire per le associazioni sportive della città di quelle che già pagano regolarmente per l’utilizzo,  e si dia più spazio ai concerti di musica e a tutti quegli eventi che necessitano di tale spazi e capienza che non sono pochi e sono anche altamente remunerativi. Del resto Londra con Wembley fa lo stesso, mica ci giocano le squadre di club? Ci giocano solo le finali di calcio e la nazionale, oltre ad ospitare grandi concerti o soddisfare – a pagamento – la momentanea esigenza di qualche club che nel frattempo si sta costruendo lo stadio nuovo, come sta facendo il Tottenham. Quindi basta boutade, sono ormai più di cinque anni che va avanti questa pulcinellata.

Pippo Trio 

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