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NAPOLI: ”Il silenzio del presidente”, magari potesse durare ancora…


Dopo tante vicissitudini finalmente ci siamo, il campionato di calcio di Serie A volge al termine e con esso tutte le chiacchiere, le polemiche, i mercati, le previsioni più o meno sbagliate, le gufate, i pianti di Sarri, la sicumera di Allegri, i rigori sbagliati di Higuain e Mertend, chi gioca male e chi gioca bene, il Var è buono, il Var non è più buono,  ma soprattutto si ferma tutto quando nell’etere si propagheranno  i deliri mediatici e sistematici di De Laurentiis al ritorno dei suoi viaggi, di cui non si capisce ancora se di lavoro, vacanza o di altre cose private di cui non dobbiamo interessarci. Certo è che qualunque sia la natura dei viaggi del presidente, c’è da constatare che torna sempre molto ispirato, carico a pallettoni, pronto a investire taccuini, microfoni e telecamere con tutta la sua  potenza dialettica. Preparatevi sin  d’ora, a giorni sarete investiti da quest’onda anomala che destabilizzerà ancora una volta l’ambiente azzurro, causando inevitabilmente molti danni facendo seguire gli scleri degli  ‘aurelioti’ avvocati delle cause perse e i suoi anti, di giornalisti lecca lecca e nessun altro perché nella fauna di giornalisti locali, di quelli che si occupano di questa astrusa materia aureliota non vi sono stranamente gli anti. Insomma sarà l’ennesima puntata della Serie ‘Tutti gli uomini del presidente’ in onda a reti unificate su tutti i canali tematici azzurri. Vedrete, non si farà in tempo a metabolizzare le forti emozioni della partita con il Chievo e la prossima alla Scala del calcio con la nobile decaduta rossonera  che arriverà questo tornado da Los Angeles a sbalestrare gli scroti di tutti con le sue bizzarre teorie su come trattare le cose di calcio, ma anche di tutto lo sciibile umano. Ne avrà una per tutti, dal suo allenatore, al sindaco, da Insigne a Diawara, da Milik a Mertens e chissà ancora su Pepe Reina e la splendida moglie che lo devono aver turbato non poco in questi anni di permanenza a Napoli quella della  coppia regale andalusa. In tutto questo il Napoli sta per giocarsi le sue ultime chance per scongiurare il più classico dei fallimenti calcistici, quello ‘Zero tituli’ coniato tempo fa da quel grandissimo comunicatore di Mourinho. Vincere lo scudetto a Napoli di per se è già una ‘Mission impossible’ se poi tra le mille  difficoltà di un percorso irto di trappole ci si mette anche la pericolosa logorrea del suo presidente non basterebbe San Gennaro in persona vivo e vegeto altro che squagliare il sangue,  per limitare i danni provocati dal tifone ‘Aurelio’ . Magari ci sbaglieremo e il presidente, come ci si augura,  se ne starà buono buono fino a maggio aspettando a sua volta gli eventi e  poi cavalcare a modo suo le conseguenze post campionato, ed è la cosa che tutti vorremmo, non fosse altro che per adesso lasciare liberi di testa allenatore e giocatori, ma anche giornalisti e tifosi tutti concentrati su quest’epilogo ancora lungo di campionato che già di per se lascerà inevitabilmente, settimana dopo settimana segni indelebili in un modo o nell’altro, che non si sente affatto il bisogno che vi si aggiunga altro a tutte le demenzialità, i luoghi comuni, le banalità dette e ridette da ognuno, nessuno escluso, compreso il presidente padre e unico padrone del club di calcio più amato dai milioni di napoletani nel mondo ma più odiato in tutti gli stadi in Italia, Campania compresa inneggianti alle attività purificatorie del Vesuvio, con rare eccezioni di antichi gemellaggi. Cosa dire, restate in apnea e auguratevi che Aurelio ‘il terribile’ per adesso ci risparmi le sue filippiche torrenziali che c’è ancora un Milan e un’ Udinese da superare, prima della ‘nonna’ di tutte le partite.

Pippo Trio

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