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La Roma elimina il Barcellona e vola in semifinale, ma a Napoli qualcuno si mangia le mani

Il calcio non finisce mai di stupire, ieri sera emette l’ennesimo verdetto a sorpresa, anzi due, Roma e Liverpool fanno fuori dal torneo più prestigioso al mondo le favorite numero 1 e 1 bis della manifestazione, per fatturato e qualità dei propri calciatori a dispetto di chi pensa che fosse esclusivamente il fatturato a decidere campionati e tornei. Ovviamemnte questa teoria del fatturato  è in gran parte pur vera,  ma di certo non si scopre l’acqua calda a tirarla in ballo ogni volta quando va male e comunque non dovrà mai essere usata come  il solito alibi per chi è meno attrezzato da quel punto di vista, perché il fatturato è un merito per chi lo genera, perchè solitamente nel calcio il fatturato aumenta se si vince e se si investe, se poi qualcuno la pensa diversamente e preferisce accumulare gli utili e non fare altro, c’e veramente poco da lamentarsi.  Intanto, Roma e Liverpool che fatturano infinitamente meno di Barcellona e City volano a braccetto dritte dritte in semifinale e chissà che non siano addirittura le possibili finaliste di questa edizione. Per i giallorossi potrebbe essere l’occasione unica per una rivincita a distanza di 35 anni quando sui rigori che decisero quella partita di altri tempi, quelli del povero Agostino Di Bartolomei, quando il protagonista assoluto fu Grobbelaar, istrionico portiere dei reds che ipnotizzó letteralmente nientedimeno che Bruno Conti e Ciccio Graziani che sbagliarono goffamente il loro rigore e  consegnarono la coppa con le orecchie agli inglesi, addirittura fra le mura amiche a Roma. Ieri sera però allo stadio Olimpico si è consumata un’altra notte che resterà nella storia del club giallorosso, stavolta di tutt’altro tenore perché la ‘remuntada’ dopo il 4 a 1 subito dai giallorossi immeritatamente a Barcellona è riuscita perfettamente e incredibilmente, perché nessuno al mondo avrebbe scommesso un solo centesimo su un simile risultato, forse nemmeno il convintissimo Di Francesco apparso in sala stampa nel post partita con insolito piglio fiero e orgoglioso, manco fosse Napoleone Bonaparte dopo aver vinto la battaglia di Austerlitz. La primavera nel calcio è sempre foriera di verdetti importanti spesso sorprendenti, che ribaltano il più delle volte tutti i luoghi comuni triti e ritriti nel noioso inverno calcistico, in quel tran tran di partite inutili che servono solo a riempire una stagione calcistica sicuramente troppo lunga, anche perché gira e rigira in questi infiniti campionati con centinaia di match, le partite che contano veramente sono quei pochi scontri diretti che decidono tutto, così come più spartanamente accade nelle coppe europee dopo gli insulsi gironcini autunnali. In realtà il vero calcio lo si vede negli scontri diretti, è in quelle partite che si decidono i destini delle vere squadre di calcio e la differenza in queste partite la fanno i grandi protagonisti in campo e la loro fame di vincere e i grandi allenatori in panchina che più di altri colleghi sanno gestire l’evento sportivo in tutti gli aspetti sia dal punto di vista tecnico-tattico che di tensione nervosa. Una grande squadra puó macinare punti su punti, battere  record su record, ma a parità di valori e di punteggio se non vince gli scontri diretti,  i punti fatti, i record battuti saranno solo un misero premio di consolazione che nessuno se lo ricorderà tranne gli sconfitti. Ad esempio, a Roma non potranno mai dimenticare di aver battuto in un confronto diretto la squadra più forte degli ultimi dieci anni, quel Barcellona di Messi,  e se ne fregheranno che oggi sono a più di 15 punti dietro in campionato rispetto a Napoli e Juventus, perché già così hanno compiuto un’impresa enorme, quella di aver battuto i più forti.  E cosa che non guasta affatto, avranno aggiunto un’altra decina di milioni ai più di 50 già assicurati per aver partecipato ai quarti di finale. Se raggiungeranno addirittura la finale e non sia mai la vincessero pure, in tal caso sarà un vero Superenalotto, oltre che aver raggiunto il traguardo di aver portato a casa il massimo trofeo continentale perché a questo punto nulla è impossibile. Qualcuno da queste parti a Napoli si starà mangiando le mani pensando all’occasione persa di poter fare quantomeno bene come la Roma, e invece si è usciti  anzitempo dalla competizione quasi volontariamente, regalando parte del bottino economico che sarebbe spettato in quota parte al Napoli,  alla stessa Roma e alla Juventus, che finiranno per introitare quasi 100 milioni anche grazie alla precoce fuoriuscita degli azzurri dal torneo. Roba da far venire un coccolone al presidente del Napoli De Laurentiis, che di scudetti gliene frega ben poco, ma sempre molto più attento alla salute economica della sua ditta individuale e la Champions in questo senso è fondamentale per il raggiungimento dei suoi veri obiettivi. Lo stesso Sarri avrà di che rammaricarsene, oggi è costretto ad invidiare il bravissimo collega Di Francesco per aver raggiunto un così prestigioso risultato,  dopo aver addirittura rilanciato la Roma proprio a Napoli perdendo per 4 a 2, dando grande fiducia ai giallorossi e contemporaneamente  originando tutti gli affanni attuali degli azzurri, che solo grazie a Milik e Diawara sono ancora in corsa per l’ultimo obiettivo rimasto. Ora più che mai a Sarri e alla squadra serve riscattarsi in campionato cercando di raggiungere almeno il diritto di giocarsi a loro volta una finale, quella del 22 aprile a Torino e di vincerla,  altrimenti dopo aver sacrificato introiti e mancati successi per coppe e coppetelle, aggiungere pure la beffa di perdere un campionato guidato quasi pre tre terzi della stagione, altro che fallimento, sarebbe una vera e propria ecatombe, checchè ne dicano demenziali puristi del bel gioco e della teoria che l’importante è partecipare. Siamo ragionevolmente certi che dopo la seratona magica della Roma, che saranno in tanti fra in non romanisti a rosicare, non ultima la Juventus che stasera a sua volta si giocherà il primo obiettivo della stagione con scarse possibilità di riuscita. In ogni caso, aver battuto finalmente una spagnola per il calcio italiano è tanta roba, dovesse riuscirci pure la Juventus sarebbe una gran successo italiano, malgrado da queste parti la pensassero in modo diverso. Noi a Cityweek metteremmo la firma per lo scudetto al Napoli e una finale Champions tutta italiana, non potremmo chiedere di meglio, anche perché in alternativa ci sarebbe sempre la solita solfa.

Pippo Trio

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