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Odiare e deridere la Juventus porta male! Per batterla bisogna rispettarla

Il calcio è bello anche perché esiste  la possibilità che i tifosi possano sfotticchiarsi a vicenda, nulla di male se tutto questo rimane nell’ambito dell’ironia, però guai a varcare quel confine che passa fra lo sfottò autentico, con qualcosa di più pesante, perché generalmente travalicare quel confine con accuse odiose, pesanti, cattive, o come minimo antisportive, chiunque le faccia possono sempre ritorcersi contro, vale per juventini e anti juventini. Il calcio pretende rispetto, punisce sempre chi non ne rispetta le logiche del campo, qualsiasi essi siano e chiunque non le rispetti. Distruggere un giocatore avversario che sbaglia l’ennesimo rigore mettendolo alla gogna è quanto di più possa essere irrispettoso verso chi comunque si prende la responsabilità anche di sbagliare. Odiare lo stesso calciatore che prima giocava per la propria squadra del cuore, e riempirlo di epiteti, augurandogli persino il male fisico non denota solo cattiveria gratuita che poi inevitabilmente si ritorce contro, perché fortune e sfortune riguardano tutti,  ma si rovina anche quel poco o tanto di buono in relazione al rapporto con la storia del proprio club, quando quel giocatore giocava con la squadra del cuore e di quando era così idolatrato per i successi avuti insieme, sporcando quei ricordi per inutili rancori. Perché rovinare anni gioiosi solo perché un grande protagonista, finisce di giocare per gli avversari? Sono grandi professionisti e in quanto tali le loro prestazioni vengono richieste anche da altri, è la legge del mercato, accade dovunque e in qualsiasi squadra di calcio.  Sarebbe stato come odiare Maradona se dopo Napoli avesse giocato con altri, eppure lo stesso Diego a un certo punto, ancor prima di vincere la coppa Uefa, avrebbe voluto lasciare Napoli per dissapori con il presidente mai sanati, proprio per averlo trattenuto contro voglia. Però il calcio presenta pure questi aspetti morbosi fra le sue mille sfaccettature e vanno pure accettati anche se non condivisi,  fa tutto parte di una certa irrazionalità del tifoso eccessivo, che è poi lo è anche in manifestazioni bonarie tipo quando non si permette ad un proprio idolo nemmeno di uscire di casa,  soffocandolo di affetto, in quella invadente gioia di incontrarlo per strada. Gli eccessi nel calcio, sia da parte dei tifosi, dei giornalisti, come dei protagonisti stessi  che siano di natura positiva o negativa non sono mai buoni quindi sarebbe meglio evitarli, però è la forte natura emozionale del calcio che spesso provoca tali comportamenti eccessivi persino coinvolgendo un grande del calcio giocato come Buffon, vera e propria leggenda vivente che nonostante aver vissuto mille battaglie sul campo, esperienze di tutti i tipi, abitudine a gestire la pressione, cade umanamente nel peggiore dei  comportamenti per un campione del suo spessore. Chiaramente si puó tranquillamente capire cosa possa essergli successo al punto di provocargli questo delirio post partita, pur  senza fare dell’inutile moralismo forcaiolo, ma poi dopo averlo fatto notare e magari anche che qualcuno della fazione opposta possa farne qualche sano sfottò, bisognerebbe pure piantarla perché non è che poi noi tutti si vive in una nazione perfetta dove tutti ci comportiamo da persone integerrime e gli unici eventualmente a sbagliare fossero Buffon, Higuain e chiunque  indossi la maglia bianconera. L’eccessiva avversione verso la Juventus ha reso il club bianconero anche più forte e famoso di quanto probabilmente avesse meritato ed è proprio l’odio avversario che nutre quella grande voglia di riscatto, quella fame di primeggiare sempre del club torinese, perché questa avversione li carica oltre modo, e ancor di più quando sono stati feriti mortalmente da un cattivo risultato, è in quella fase che trovano la forza di reagire proprio grazie all’odio degli avversari sparsi in tutta Italia . Non sarà mica un caso che infatti la Juventus vince molto di più in Italia che all’estero? E di certo non perché in terra straniera non fosse ugualmente forte, infatti grazie alla sua qualità ha raggiunto sempre decine di finali, vincendone pochissime,  ma soprattutto perché nel resto d’Europa non si sta lì a dare tanto peso a un avversario più del dovuto rispetto , per cui non si creano questi strani rapporti di odio che alimentano a dismisura le motivazioni, caricando oltremodo la volontà di reazione. In Europa hanno vinto persino squadre che oggi militano nelle serie inferiori europee, tipo Nottingham Forrest, Aston Villa, e persino la Sampdoria come la stessa Roma hanno avuto possibilità di vincere la Champions, figuriamoci quante possibilità ha avuto la Juventus in proporzione alle partecipazioni in questo trofeo, eppure in Italia vince più di 30 campionati e in Europa non raggiunge nemmeno il 10% dei suoi successi in Italia. Non crediamo affatto che in Italia vinca così tanto solo perché è una società ricca e potente, perche vi è sudditanza verso la quale,  sicuramente anche quello aggiunge, ma siamo altrettanto certi che vince un tantino in più perché  gli viene provocato quel senso di reazione, quella volontà di vincere per questa eccessiva avversione nei suoi confronti. È del tutto normale che quando si è sotto assedio ci si difenda a oltranza e quando poi si ha l’occasione si colpisce, infatti è da sempre questo lo stile del club juventino che ne ha fatto un vero e proprio marchio di fabbrica anche traslando questo concetto bellico anche in campo, si chiama arte della guerra e loro alla guerra ci sono abituati per cui evitare di trascinarli sempre sul loro campo preferito sarebbe più produttivo. Gli avversari diretti della Juventus e in questo caso il Napoli usasssero nei loro confronti più rispetto e meno accuse, sfottò, e quant’altro e vi sarebbero sicuramente più possibilità di vincere disinnescando la loro forza reattiva alle accuse, anche perché poi dovesse andar male quegli sfottò e quant’altro si ritorceranno anche contro perché saranno loro ad avere l’ultima parola alimentando ancora l’odio che ancora li nutrirà per le future battaglie . Rispettare gli avversari e non deriderli  è la prima componente per vincerli, ma se appagasse di più odiarli e deriderli, poi non ci si lamenti che vincono sempre loro.

Pippo Trio

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