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La Juventus sì taglia le vene ancora una volta, ma ora il Napoli non tenti di salvarla!

Spesso esordiamo nei nostri articoli decantando l’immenso fascino del gioco del calcio di cui non si finisce mai di scoprire i suoi infiniti ma semplici segreti. Ieri sera è stato scritto un nuovo, inedito capitolo della storia del calcio italiano che in modo ineluttabile come in un trhiller cambia del tutto la scena del crimine, senza per questo aver scoperto l’assassino del campionato, amnesso che ci sia stato omicidio. Per dirla metaforicamente, perdonateci la maniera decisamente macabra, ieri sera all’Allianz Stadium di Torino più che un omicidio vi è stato il terzo tentativo di suicidio di una vecchia, nobile signora del calcio, perché dopo Madrid, poi Crotone, la Juventus ha tentato di nuovo a tagliarsi le vene direttamente nel proprio stadio, sotto gli occhi dei propri cari, rinunciando alla fama di inesorabile killer del campionato e stavolta è stato il Napoli a riaprire le ferite di Madrid e Crotone facendo sanguinare le vene ai polsi della vecchia signora ormai esangue, con quella frustata di Koulibaly che vola imperioso a tre metri da terra e all’ultimo respiro impatta il capoccione nero come il carbone contro il pallone schiacciandolo in retecon grande veemenza. La chiamavano la ‘signora omicidi’, ma ultimamente è diventata la ‘signora suicidi’, però guai a bloccare questa emorragia rimettendola in forze, perché con tutto questo sangue perso, solo un miracolo potrà tenerla ancora in vita. Il Napoli non si azzardi nemmeno per un momento a tamponargli le ferite, chi tenta il suicidio per tre volte di seguito a questo punto merita di morire, e così sia. Come dicevano gli antichi romani, “mors tua, vita mea” a questo punto gli azzurri non puossono non approfittare di un’eventuale quanto probabile, ulteriore tentativo crisi juventina a San Siro, anche perché i nerazzurri dell’Inter non ci penseranno due volte a dare il colpo di grazia, quindi non resta che recarsi dal notaio della Fgci a raccogliere la ricca eredità tricolore con i documenti in ordine e i due punti in più richiesti. Mancano 4 partite alla fine, manca poco per espletare le formalità del caso e salvo improbabili resurrezioni post pasqua, la Premiata Ditta Panini Modena  cominci a riscrivere l’almanacco del calcio aggiornando l’albo d’oro della Serie A perché dopo trent’anni dovrà rimpaginare per la terza volta il nome del Napoli. Già immaginiamo gli scaramantici aggrapparsi a qualsiasi ammennicolo, pur di scongiurare il pericolo avverso, ma se fosse la scaramanzia a incidere nella storia del calcio a Napoli avremmo vinto già vinto per 90 anni, 90 scudetti e non ce ne sarebbe mai stato per nessuno, visto che Napoli è la regina mondiale  della scaramanzia, mentre nel calcio invece è sempre il campo di gioco con i suoi verdetti, le sue magie, a risolvere puntualmente in primavera l’arcano su chi è la più bella del reame e non ci sono agli fravaglie, fatture e fatturati che tengano. Oggi sospendiamo critiche, polemiche e quant’altro perché le troveremmo di cattivo gusto, si prenda pure a piene mani dal cielo il dono che ci piovuto, poi per altre analisi, commenti al riguardo dei protagonisti c’e sempre tempo, e noi di Cityweek non abbiamo assolutamente cambiato idee su personaggi e protagonisti quantunque l’innegabile e a quel punto ormai insperato successo , perché a nostro avviso, il Napoli vincesse pure lo scudetto, continueremo a criticare De Laurentiis, che mai stimeremo, e Sarri non diventerà mai il nostro allenatore ideale per la serie di motivi che abbiamo sempre raccontato senza alcuna remora. Questo ci preme dirlo per pura onestà intellettuale, siamo qui per commentare, non per fare i tifosi ultra salendo e scendendo dai carri festanti quando si vince o su quelli  funebri quando si perde, sul carro ci sale il bestiame non le persone coerenti con dignità. Noi ci atteniamo e commentiamo solo la cronaca del calcio che pretende la massima serietà, anche nella critica oggettiva o nella metafora, non ci interessano  stupide faziosità spesso di convenienza malgreado anche noi avessimo debolezze o piccoli difetti professionali simpatizzando per gli  azzurri, ma il faziosismo non ci apparetiene.  Adessso rimandiamo a suo tempo tutti i commenti tecnici, tutte le sentenze che avrà comminato il rettangolo verde, perchè sono quelle che contano, non quelle che precocemente si alternano in un senso o in un altro sin da settembre . Ora godiamocelo tutti  questo finale di stagione  calcistico e rimandiamo a data da destinarsi le critiche del caso, magari stesso nel pèomeriggio e consigliamo tutti di astenersi con pronostici rischiosi e presuntuosi e di concentrarsi su ben altro, che  solo vivendo potremmo scoprire leggendo le ultime pagine di questo fantastico romanzo popolare del calcio e poi inevitabilmente lo commenteremo.

Pippo Trio

 

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