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Non è semplice violenza quella dentro e fuori agli stadi, è vero e proprio terrorismo

Dopo l’ennesimo episodio di violenza a Liverpool perpetrato da tifosi romanisti, recidivi protagonisti di uno degli atti più gravi attinenti al calcio, quello dell’assassinio di Ciro Esposito, a questo punto bisogna ritenere del tutto inefficaci le mille restrizioni, dal biglietto nominativo alla tessera del tifoso, dai settori ospiti vietati al Daspo, perché chi ha intenzioni terroristiche, perché ormai è di questo che si deve parlare riguardo alla violenza intorno al mondo del calcio, di sicuro cercherà di bypassare qualsiasi ostacolo pur di mettere in atto premeditati  propositi terroristici di qualsiasi natura fossero, e i certo non si fermerà di fronte a un tornello, un divieto, un biglietto nominativo tutti provvedimenti che hanno solo reso la vita difficile ai tifosi normali non di certo ai violenti che trovano sempre il modo per seminare terrore. A Liverpool non c’era alcun motivo sportivo, ammesso che nello sport  ce ne fossero, e comunque non potrebbero mai essere così gravi che potessero giustificar aggressioni mortali, perché purtroppo ancora una volta si è verificato ad opera di giovani tifosi romanisti in trasferta nel REgno Unito e  stavolta verso un gruppuscolo di inermi tifosi del Liverpool cosi come accadde tristemente  a Roma prima della finale di coppa Italia di Napoli e Fiorentina di 4 anni fa in un agguato nei pressi di un parcheggio di pullman  di tranquilli  tifosi napoletani.  Anche stavolta a Liverpool non si trattava del classico scontro fra ultra, pur allo stesso modo condannabile, dove si affrontano violenti della stessa risma, ma di violenti ultra romanisti contro gente comune che si godevano il pre partita in qualche caratteristico pub inglese. Chiaramente Non  si devono giustificare scontri fra ultra avversi, ma ancor di più va considerato vero e proprio terrorismo quando ad essere colpiti da questa tipologia di violenza sono persone del tutto indifese, come donne, bambini, anziani signori o anche giovani tranquilli. L’attacco di alcuni romanisti ai tifosi del Liverpool uno dei quali in fin di vita dopo essere stato gravemente accoltellato, va punito alla stessa stregua di un attacco terroristico e come tale andrebbe trattato, perché sono atti che generano panico e terrore a intere masse di persone inermi. Se ne fa sempre un gran parlare che ci vuole tolleranza zero e il massimo della pena, e allora la si faccia, perché si ha ancora nella memoria quello che accadde all’Heysel anni fa, quando morirono decine e decine di tifosi letteralmente terrorizzati ancor prima che si consumasse la violenza nei loro confronti, non ci fu bisogno neanche della violenza, bastó solamente il panico generato dalle minacce degli hooligans inglesi per spaventare s morte la massa dei tifosi italiani che si ammassarono finirono per calpestarsi fra loro  spingendosi fino a far crollare il muro fatiscente del vecchio stadio belga. È ancora più fresca invece la triste vicenda di Ciro Esposito il tifoso napoletano ucciso all’esterno dello stadio da un noto ultra romanista solo perché voleva difendere un pullman di tifosi azzurri innocenti da chi lanciava bombe carta per puro terrorismo, ed ancora oggi qualche frangia estremista del tifo romanista inneggia a chi si è macchiato di un omicidio del genere E ai suoi propositi terroristici verso gli odiati tifosi napoletani a cui ogni domenica a Roma e in tutti  gli stadi italiani si augura la morte per calamità naturale con cori che chiamarli discriminatori ai usa un eufemismo.

Giornalisti e addetti ai lavori faziosi, complici più o meno volontari della violenza negli stadi

A tal proposito si dovrebbe vietare e punire anche il faziosimo sfrenato di giornalisti e addetti ai lavori che abusano del loro potere mediatico per lanciare vere e proprie campagne odiose istigando il tifo contro. Sarà stata pure stupida goliardia quella di Bruno Conti e Roberto Pruzzo nel mostrare  il dito medio sullo stemma del Liverpool, imitatando quello di domenica fatto da Sarri ai tifosi juventini che insultavano Sarri e la squadra del Napoli che transitava nei pressi dello stadio,  ma certi gesti impulsivi o goliardici  di chi svolge un popolare ruolo di rappresentanza non dovrebbe essere affatto consentita per nessun motivo al mondo, viste le conseguenze che ne potrebbero derivare. Domenica sera anche allo Juventus Stadium è stata tentata una caccia all’uomo nella tribuna vip di sparuti e indifesi tifosi vip napoletani, mogli dei calciatori, che hanno passato momenti di puro terrore nel vedersi minacciati dai violenti che per fortuna sono stati arginati dal tempestivo intervento degli steward. Quindi  che si rifletta approfonditamente sulla gravità di gestiva provocatori e istiganti sanche da parte dei protagonisti del calcio come giornalisti e addetti ai lavori e si condannino e di inibiscano quanto meno a livello professionale certi comportamenti faziosi soprattutto da parte degli operatori mediatici.
Quanto poi  ai tifosi violenti, chi si macchia di terrorismo anche solo inneggiando a quelle logiche e non li si combatte con le giuste pene, sarà pure inutile e ancor più grave continuare ad occuparsene con retorica indignata, fiaccolate strappalacrime  e con colpevole leggerezza di restrizioni demenziali così come quelle praticate in Italia. Siamo certi che a Liverpool i tifosi arrestati pagheranno duramente per gli atti commessi, perché nel Regno Unito, dopo lunghi anni di efferate violenze degli hooligans hanno ben capito come trattare l’argomento!

Pippo Trio

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