LE PERLE DI NAPOLI La basilica della Pietrasanta rinasce grazie alla cultura d’impresa
Aprile 23, 2018
Non è semplice violenza quella dentro e fuori agli stadi, è vero e proprio terrorismo
Aprile 25, 2018

La balena bianconera non è stata ancora spiaggiata, come sempre attenti ai colpi di coda

Nonostante fossimo noi di Cityweek fra i più critici fra i commentatori delle vicende del Napoli e i suoi protagonisti, siamo stati fra i pochi a non considerare finito il campionato quando solo qualche settimana fa la Juventus è andata sopra di sei punti e anziché affondare il dito nella piaga di tutte le nostre più che giustificate critiche, soprattutto al proprietario del club azzurro troppo avido,  e al tecnico troppo integralista, abbiamo preferito in questi frangenti osservare e analizzare le problematiche della rivale Juventus, che si apprestava nonostante il cospicuo vantaggio, ad un miniciclo terribile di partite che avrebbe potuto cambiare totalmente  il corso della sua stagione fra una partita e l’altra. Così è stato, e mentre tutti da queste parti indugiavano nel solito vittimismo, fatalismo ipotizzando  i soliti favori arbitrali, la solita fortuna bianconera, rose, fatturati maggiori e quant’altro, ecco che si annullano tutti gli alibi  preventivi, persino di chi ipotizzava a ragione o a torto i vantaggi svantaggi sulle partite giocate prima o dopo è stato smentito clamorosamente  ed il calcio ha così restituito a tutti la bellezza di questo finale di campionato che poteva essere concluso solo una settimana fa, nel momento in cui la Juventus vinceva a Crotone e il Napoli perdeva in casa con l’Udinese e se fosse finita così come era anche possibile che fosse, avrebbe reso vano anche lo scontro diretto successivo è per fortuna il destino ha invertito la rotta, altrimenti oggi staremmo a parlare di tutt’altro. Ormai tutti sappiano come è andata e di certo non vogliamo attribuirci meriti taumaturgici o di preveggenza, siamo solo esperti di calcio che non si fanno prendere dall’emotività del momento, perché sono talmente tanti i campionati e le partite di calcio che si susseguono nella nostra memoria che l’esperienza vissuta non poteva farci mai dire nè a gennaio che il Napoli avrebbe vinto il campionato e neanche che l’avrebbe perso a sette partite dal termine distante di sei punti, perché se  solo in una giornata si passa dal possibile meno nove al meno uno, significa essere dei folli a pronunciarsi prima che la matematica emetta il risultato finale. Nel calcio, essendo una imprevedibile e bizzarra scienza esatta, prima di tutto contano i numeri e quelli sono a quattro partite dalla fine quasi pari, con leggero vantaggio a favore della Juventus, ma contano pure gli umori, gli entusiasmi, l’adrenalina, la troppa depressione come l’esaltazione, persino conta quello che si dice nell’approccio alle prossime partite che dovranno ormai definitivamente decretare il vincitore. Chi sbaglierà meno, non solo in campo ma anche nella gestione delle emozioni e degli egli stati d’animo e sopratutto avrà più rispetto per l’avversario, vincerà, al di là della qualità del gioco delle pretendenti che pur conta , perché poi in campo ci sono pure avversari che diranno la propria e con cui confrontarsi.

Metafore  di calcio 

Non aveva vinto il Napoli già in autunno il campionato, non lo ha perso dopo Pasqua e non lo ha rivinto oggi con un punto dietro, dopo aver pareggiato negli scontri diretti. Sicuramente le azioni del Napoli sono in forte rialzo per maggiore entusiasmo, adrenalina, condizione psicologica generale totalmente a favore rispetto alla Juventus, ma queste sono condizioni che possono essere ribaltate da un momento all’altro, come pure essere confermate al punto di travolgere i rivali, ma bisogna pur tenere conto di un club come quello bianconero abituato a mille tempeste, a gestire le fortissime tensioni come spesso gli sono capitate, non ultime quelle fra Champions e campionato nelle ultime settimane e dalle quali ne stava pur venendo incredibilmente fuori a Madrid, perché è veramente in terra spagnola che la balena bianconera è stata spiaggiata pur rientrando in mare nella successiva domenica di campionato, ma i colpi ricevuti dal Crotone e dal Napoli sono ulteriori ferite mortali, che però  non ne hanno ancora decretato la morte sportiva, quindi attenzione a darla già per spacciata perché far esalare l’ultimo respiro ad un animale così gigantesco non è mai così semplice, bisogna pur tener conto che il colpo di coda di una balena morente potrebbe causare agli altri una morte sicura, che salverebbero la balena dagli attacchi e farla guarire del tutto malgrado ferite importanti come quelle ricevute e che l’hanno definitivamente menomata,  sicuramente in Champions, ma non ancora in campionato. Ora la prossima  baleniera a caccia  sarà l’Inter bisognosa di punti utili all’obiettivo Champions  e bisognerà vedere quanto sarà capace di abbattere l’antica orca rivale, ma che intanto gli azzurri facciano il proprio e non gli ambientalisti del calcio, perché in questo caso qualora capitasse l’occasione la balena andrà definitivamente spiaggiata dal suo regno nel mare del campionato.

Pippo Trio 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *