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De Laurentiis: ‘One man show’, tiene sotto scacco tutti come se avesse vinto!

Fra siti tutt’azzurri, radio ufficiali ed ex radio ufficiali, a Sky Sport 24 in loop, quello che ieri è andato in onda è un ‘One man show’ di De Laurentiis che ha tenuto sotto scacco tutti, senza risparmiare nessuno. Da Sarri al sindaco De Magistris e i suoi collaboratori, da Costacurta al sistema calcio, colorando le sue filippiche al cospetto del suo folto ufficio stampa a bocca aperta e in religioso silenzio  per non perdersi ogni sillaba scandita dal caudillo romano. Un uditorio incapace di fargli nemmeno per sbaglio una sola domanda seria. Ammaestrati come paggagalli che poi a loro volta andranno a ripetere i concetti a quei boccaloni dei tifosi. Tutto comincia per presentare, come se fosse una novità, l’ennesimo ritiro in Val di Sole, raccomandandosi con quei monotematici giornalisti che parlano solo di calcio, – manco fosse il loro editore e magari lo è – raccomandandosi con loro di occuparsi largamente della promozione turistica  di questa amena località trentina, con i suoi paesaggi di montagna, in questa sorta di sinergia in cui si è preso persino la responsabilità di gemellare  i rinomati vini trentini con quelli campani, ma dopo il reciproco marchettone d’ufficio fra Napoli e amministratori locali di Dimaro la lunga conferenza verterà tutta sul calcio  a 360 gradi.  Ha imperversato come al solito su tutti i media locali e nazionali, sui social, su You tube che offre per chi se lo fosse perso la versione integrale che evitiamo di pubblicare perchè ci è già bastato tutto il giorno di ieri e sarebbe troppo tediarvi ancora con questo ducetto 2.0, che impettito ha fatto il suo ingresso in sala conferenze del centro di Castelvolturno nel suo nuovo abito sartoriale con la cravatta delle feste terribili, manco il Napoli avesse vinto il triplete, tanta era la soddisfazione che trapelava dal suo viso e dal suo incedere tipico di un governatore della Repubblica delle banane, metaforicamente lanciate agli astanti che se le ciucciavano  in religioso silenzio parola per parola del suo miglior repertorio comunicativo. Un delirio totale, prendendo per i fondelli tutti, bonariamente quelli del Trentino e i loro boscaioli, tagnalegna che nel tempo libero organizzano amichevoli per far giocare al tirassegno  il Napoli, poi dà dello ‘strunz’ trapattoniano a non si capisce chi. Dà del fesso ad Auricchio, direttore generale del Comune di Napoli come se fosse un suo compagno di bisbocce,  reo di non aver fatto ulteriormente indebitare il Comune di Napoli con il Credito sportivo del Coni, manco quei soldi spettassero per diritto a De Laurentiis, che addirittura pare gli avrebbe detto con i suoi soliti modi eleganti, ‘ma io ti ammazzo se mi fai i lavori in piena Champions’. dovesse perdersi qualche tutto esaurito?  Inutile dire delle mortificazioni di prammatica a De Magistris implicitamente ritenuto un incapace  e tutte quelle ‘pippe’ di aziende para comunali  che vincono gli appalti banditi dell’ente cittadino , che impiegano secoli per fare i lavori al San Paolo al contrario suo che per fare una ventina di tornelli impiegò solo 15 giorni. Quando invece poi parla di Sarri si evince tutta la sua consapevolezza di averlo per le palle, perchè il tecnico toscano è vincolato da una clausola risolutiva in scadenza al 31 maggio, dopodichè se nessuno dovesse onorarla arricchendolo ulteriormente, sarà ben felice di concedere a Sarri alle sue condizioni un contratto al rialzo – ma non troppo –  a questo allenatore che prima ‘ciacca’,  attribuendogli grandi responsabilità sul mancato impiego dei giocatori in panchina e sulla stanchezza dei titolarissimi e poi ‘ammereca’ facendo sapere che il Napoli è casa sua e può rimanere quanto gli pare e piace così come già propose a Mazzarri costringendolo ad altri due anni di contratto e a Benitez che dopo il primo anno già aveva capito tutto lo costrinse ad un altro anno attribuendo alla moglie e alle figlie il motivo per cui il tecnico spagnolo andò via. Intanto, vi risparmiamo tutto il resto comprese le domande oscenamente servili fatte dalla platea perchè chi segue il Napoli avrà imparato quella conferenza già tutta a memoria e come sempre in questi casi i tifosi sono  a metà fra gli ‘aurelioti’ ‘dalla C alla Champions’, agli antipappone dello slogan ever green  ‘cacc’e sord’. Insomma, nulla di nuovo dopo tredici anni di stile Filmauro e fra un po assisterete alla solita cena di fine anno al ristorante vomerese D’Angelo, dalle cui terrazze continueranno a cascare fiumi di parole del presidntissimo che ancora una volta ne avrà per tutti, con l’animazione in sala di Decibel Bellini. Dopodichè il classico ‘sciogliete le righe’ e vai con la sagra delle bufale di mercato con centinaia di calciatori accostati al Napoli dei quali una novantina andranno altrove, sei o sette rifiuteranno di venire per i più reconditi motivi e forse tre o quattro arriveranno, ma sempre chè si venda prima e ci si chiavi in tasca qualche succosa plusvalenza.  Intanto appuntamento a tutti a Dimaro, che con o senza Sarri il copione sarà sempre lo stesso, dalle serata in piazza con qualche comico sfigato e le canzoni di Guido Lembo alla presentazione della squadra ad operadi chi ogni anno da qualche decennio ‘ci gonfia la… rete’ che si alternerà in questo turn over eventistico con qualche altro bravo presentatore scelto fra i più presentabili fra i giornalisti napoletani. Dimaro, la colonia estiva dei napoletani dove fra un’escursione in rafting con il presidnete e le sue scorribande fra tifosi in tribuna, non vi eviterete nemmeno stavolta il suo andirivieni in elicottero elicottero facendo la spola fra le nostre isole e costiere e il campo di Dimaro, in attesa che poi arrivi il Cardinale Sepe per la benedizione a nome di San Gennaro, anche se non si è capito se il patrono di Napoli benedicesse più De Laurentiis e le sue casse societarie oppure i sognanti tifosi tecnici e calciatori che anche per ‘quest’anno vinceranno lo scudetto il prossimo anno’. Buon divertimento!

Pippo Trio

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