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Caso San Paolo, tra i due litiganti (De Luca e De Magistris), il terzo gode (De Laurentiis)

Stadio San Paolo, una querelle infinita che serve ormai solo al governatore della Regione Campania, lo “sceriffo”  De Luca e al sindaco populista di Napoli,  De Magistris che se le cantano e suonano di santa ragione e, in mezzo ai due litiganti, lo scaltrissimo De Laurentiis che ormai da tredici anni sguazza fra le beghe e i ritardi della burocrazia e della politica facendo i fatti suoi alla grandissima con il mitico stadio cittadino che malgrado la fatiscenza gli frutta lo stesso svariate decine di milioni l’anno a costo zero. Questo l’ennesimo atto di un teatrino che di mese in mese va in replica nella nostra città, dove l’unico a guadagnarci come sempre è il presidente del calcio Napoli, che non contento di essere stato privilegiato come unico partecipante a giudicarsi all’asta del fallimento, la gallina dalle uova azzurre Napoli, anche con il San Paolo concessogli prima gratis dalla Jervolino e poi per una ‘manciata di fave’ da De Magistris,  senza investire nemmeno un euro.

Dopo i 5 milioni spesi dal Comune, dalla Regione arrivano altri 20 milioni per la ristrutturazione del San Paolo e De Laurentiis gongola…

Adesso, anche per merito di De Luca che anticipa 20 milioni dai fondi destinati alle Universiadi, De Laurentiis si ritroverà un San Paolo ristrutturato con i soldi pubblici, e ritrovarselo bello e pronto, evitando noiose chiusure di settori dello stadio per lavori in corso, nelle notti magiche Champions che gli hanno consentito già in passato di incassare 5 milioni solo in una sera.  Quella del big match con il Real Madrid che, nell’occasione, fu ospitato in un nuovo spogliatoio ristrutturato e arredato per accogliere al meglio i prestigiosi blancos con i quattrini attinti dal Comune grazie alla prima tranche del prestito acceso con il Credito sportivo del Coni, serviti anche per la nuova tribuna stampa e per i bagni delle tribune. Insomma, prima palazzo San Giacomo, poi quello di Santa Lucia, l’unico che non ci rimette mai soldi è De Laurentiis, anzi ogni anno grazie allo stadio ci fattura qualcosina come una ventina di milioni di euro lordi senza colpo ferire e senza che ritorni parte di questi incassi per onorare canoni e utenze. All’occorrenza De Laurentiis ha flirtato con De Magistris, quando da neoeletto primo cittadino gli conveniva tenerlo dalla sua parte, salvo poi non appena il sindaco è caduto in disgrazia avvolto dalle grane quotidiane e dal debito pubblico cittadino, prenderne le distanze con le offese fatte in una recente conferenza stampa al sindaco e ai suoi più stretti collaboratori, tra cui Auricchio, oltre alle continue pressioni fatte in questi anni per strappare convenzioni sempre più vantaggiose per la sua società.  A fronte di ciò come se non bastasse, il sindaco deve subire anche le dure reprimende dal rivale politico De Luca che non perde occasione per rinfacciargli i suoi continui interventi economici e mortificarlo letteralmente definendo lui e il suo staff,  ‘cialtroni’. Che brutta storia… i politici dovrebbero collaborare per il bene della cittadinanza, invece questi non perdono occasione per scannarsi, favorendo non si capisce quanto inconsapevolmente o quanto opportunisticamente il presidente del Napoli,  che ora non solo sfrutta alla grandissima il succoso serbatoio di tifosi inebriati dai successi della squadra, ma anche le pecche di una politica rissosa e caciarona che invece di lavorare di squadra, affinché a rimetterci non siano come sempre i cittadini, che allo stadio pagano per ben due volte: sia per il caro biglietti della Champions che in tasse per mantenere i comunali e le ristrutturazioni infruttuose. Lo stadio San Paolo è patrimonio della cittadinanza e come tale l’amministrazione comunale dovrebbe salvaguardare il bene rendendolo  produttivo e redditizio, invece che indebitarsi per arricchire chi lo utilizza senza accollarsi alcuna spesa.

Milan e Inter in associazione per la gestione totale dello stadio comunale di San Siro

A Milano ad esempio, il Comune in passato ha affidato la struttura dello stadio di San Siro ad una agenzia che si è occupata di volta in volta di concederlo a Inter e Milan per le partite casalinghe e fornirgli tutti i servizi utili,  nonché a chiunque volesse utilizzare lo stadio per qualsiasi tipo di evento, mettendo la struttura  a rendita e in grado autonomamente di poter far fronte ad eventuali ristrutturazioni senza gravare sulle casse comunali. Il contratto sembra però in scadenza nel prossimo giugno e Inter e Milan in accordo con il Comune pensano insieme di accollarsi la gestione totale dell’impianto e i relativi ammodernamenti nonchè sovrintendere a tutte le iniziative commerciali e pubblicitarie all’interno e all’esterno dello stadio, bypassando l’agenzia che finora se ne era occupata.  Sarebbe ora pure che De Luca e De Magistris riflettano bene prima di azzuffarsi e comincino sul serio a loro volta a studiare una forma di collaborazione ognuno per le sue competenze per rendere produttive tutte le strutture, gli impianti e magari anche i monumenti patrimonio della città,  sgravando la gente da ulteriori contributi, quantomeno per mantenere gli impianti sportivi fatiscenti e far si che come minimo i cittadini potessero godere in tutta comodità delle loro passioni, del tempo libero in luogo di aggregazione di massa  come lo stadio San Paolo in totale sicurezza e con tutti i comfort, ogni qualvolta si rechino pagando fior di soldi per assistere ad una partita come ad un concerto di musica, così come accade in tutte le più evolute città europee.

Pippo Trio

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