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De Luca, De Magistris, De Laurentiis: qualcuno li taccia!

  • Governatore della Campania, Sindaco di Napoli e presidente del club azzurro, hanno tutti e tre la particella nobiliare davanti al cognome, ma di nobile probabilmente hanno solamente il “De” perché per il resto il populismo e la volgarità che li accomuna nelle loro esternazioni de-grada ogni giorno di più. Tutti e tre ciarlieri come tre comari affacciate al balcone, De Luca e De Laurentiis arroganti e volgari come nemneno le più prosaiche vasciaiole che si fanno lo strascino, e in mezzo, a subire, quel tribuno populista di De Magistris le cui capacità di amministrare la città sonoormai ridotte a il minimi termini. Basta, non se ne può più! Non  è possibile ogni santo giorno assistere a queste beghe di palazzo condite dai deliri di onnipotenza e i dannosi effetti collaterali che produce a sua volta un visionario marpione come De Laurentiis, che fra i due litiganti ci sguazza alla grande, peraltro non facendosi mancare mai l’occasione di sproloquiare a sua volta su tutto lo sciibile umano. Qualcuno lì fermi, e se non e possibile qualcuno li taccia, basterebbe non intervistarli più per qualche tempo, non riportare questi continui sproloqui spesso ridotti a veri e propri turpiloqui. Napoli si dia una mossa, si rimbocchi le maniche e costringa chi di dovere ad assumersi le proprie responsabilità. Si faccia qualcosa affinché chi amministra città, regione e club di calcio perlomeno avessero più rispetto e decoro, altrimenti se loro sono i primi ad essere autorizzati a scagliarsi l’uno contro l’altro, sarà autorizzato chiunque contro tutti. Questi credono che le poltrone in cui siedono e i soldi che amministrano li autorizzino rispettivamente a sentirsi i padroni di regione e città con i soldi della gente… l’unico fra loro ad essere legittimo proprietario del club di calcio è De Laurentiis che però ugualmente agli altri due, spadroneggia senza tener conto che gestisce il club di milioni di napoletani nel mondo pretendendo di non mettere un solo euro nella sua impresa, ma di farsi finanziare e sfruttare alla grande la passione e la generosità dei tifosi e di scroccare gratis, alla città il suo monumentale, mitico ma fatiscente stadio, dal quale ricavarci una ventina di milioni l’anno a costo zero, ed esigere pure che qualcuno fra De Luca e De Magistris si accolli la ristrutturazione dell’impianto ormai diventato la sua personalissima miniera d’oro, con tempi e modi dettati da lui e decidere pure come deve essere ristrutturato. Se Napoli fosse una Repubblica delle banane sarebbe amministrata meglio, qui siamo di fronte a tre elementi ai limiti della schizofrenia, mentre la città crolla nelle buche delle sue strade lercie, nelle corsie di ospedali e pronto soccorso che di pronto non hanno nulla, senza tetto e clochard che si moltiplicano come funghi nelle loro baraccopoli olezzanti in ogni strada, piazza e aiuola, ma potremmo fare il solito lunghissimo elenco dei disagi che si moltiplicano di giorno in giorno avvilendo i cittadini, dai trasporti al traffico, dalla disoccupazione alla problema rifiuti, ma questi si preoccupano di litigare e afferrarsi l’uno contro l’altro pensando di risolvere tutto affossando la gente di tasse, multe e contributi pur non offrendogli in cambio l’efficienza di un solo servizio per cui la gente dovrebbe pagare e poi magari uno come De Laurentiis viene da Roma, si prende da una corsia privilegiata il club di calcio, chiedendo a sua volta ai napoletani di finanziare e si mette tutto in saccoccia senza nemmeno dare in cambio la soddisfazione di vincere uno scudetto, di comprare un grande calciatore e nemmeno di redistribuire parte del grande fatturato prodotto, assumendo nella sua dittarella individuale giovani del territorio, come e giusto che fosse per qualsiasi azienda operante nella nostra regione che fattura centinaia di milioni l’anno. Al contrario De Laurentiis nella sua mente pensa di aver civilizzato Napoli per cui  pretende che gli diano lo stadio gratis per diritto divino come se la sua fosse una missione sociale e non un’azienda a scopo di lucro e tutto ciò gli viene consentito in prmis dalle istituzioni che gli offrono lo stadio San Paolo su un piatto d’argento e tutte le agevolazioni del caso . Siamo certi che De Laurentiis a Napoli pur non possedendo nulla di suo, non paga un solo euro non solo  per il San Paolo, ma nemneno per una pizza gourmet, per un albergo a 5 stelle o per le sue abbondanti cene di rappresentanza per “buttare fumo negli occhi” agli ospiti prestigiosi del calcio, come lui stesso afferma nell’ultima delirante intervista. De Laurentiis teme di fare la figura del pezzente ospitando i club stranieri al San Paolo  ma siamo certi che il suo timore non solo è fondato ma è avvalorato dal pensiero di molti chelo ritengono alla pari di un accattone, visto che nonostante fatturi centinaia di milioni frazie al Napoli, alla città e al San Paolo, non ha mai messo mani alla tasca per renderlo decentemente ospitale. Questa è più o meno la cartolina che in questi giorni hanno spedito ai napoletani, De Luca, De Magistris e De Laurentiis. Che altro dire… che Dio salvi Napoli!

Pit

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