Balotelli, predica bene sul razzismo e razzola male ‘bullizzando’ Insigne
Giugno 5, 2018
Renzi imprescindibile anche per gli avversari: ad ottobre lo show down della Leopolda
Giugno 5, 2018

Sarri, come allenatore in seconda di Ancelotti sarebbe perfetto, ma andateglielo a far capire a lui e ai suoi fans

Parliamoci chiaro, dopo tutti i salamelecchi fatti a Sarri sul bel gioco, sui miracoli di San Gennaro, il Maestro di campagna, il Comandante che resta nella storia senza aver vinto nemneno il trofeo Birra Moretti e altre amenità simili, resta il fatto che il tecnico toscano colleziona l’ennesimo esonero/dimissioni fate un po’ voi, così come è accaduto più volte, compreso nella sua brillante stagione ad Empoli dove malgrado il solito gioco spumeggiante a stento salvò la squadra, dimettendosi per l’ennesina volta, restando poi disoccupatose solo De Laurentiis non lo avesse ripescato dopo aver contattato una mezza dozzina di altri tecnici che rifiutarono.

Sarri ‘vittima’ dei suoi ammiratori, purtroppo gli avevano fatto credere di essere il migliore al mondo,  dando per scontato che chiunque gli avrebbe fatto ponti d’oro

Oggi dopo queste tre annate a Napoli, probabilmente troppo enfatizzate resta ancora una volta disoccupato (speriamo momentaneamente)  e nessuno ad oggi gli ha voluto pagare la clausola, nonostante eccellenti raccomandazioni di Guardiola, Sacchi e un altro centinaio fra opinionisti e addetti ai lavori che ne hanno seguito la moda.  Più di qualcuno fra i grandi sponsor di Sarri ancora si chiede ottusamente come mai De Laurentiis non vedeva l’ora di sostituirlo, perchè ormai deve essere chiaro a tutti che il presidente del Napoli questa cosa l’aveva pianificata da tempo al di là dei finti inviti a Sarri di restare, ma è stato poi palese che con Ancelotti ci si era accordati da tempo, non certo dopo tre giorni che era finito il campionato chiudendo tutto in una notte. E’ paradossale che uno non proprio competentissimo come De Laurentiis aveva capito che Sarri non era il migliore al mondo e non lo avessero capito gente che mastica calcio da decenni e decenni . Questa scuola di pensiero pro Sarri avendo investito tantissimo su questo concetto del cosidetto bel gioco,  ancora non si capacitano che l’allenatore che hanno così lungamente e noiosamente decantato, finisce al secondo posto con record di punti potesse essere spodestato tre giorni dopo la standing ovation del San Paolo. In effetti ha dell’incredibile che possa essere davvero successo ma De Laurentiis non è uno che segue le mode, piuttosto è uno che molto pragmaticamente si fa due conti e il fatto che Sarri gli avesse bruciato un pò di milioni possibili uscendo dalla Champions e mortificato oltremodo alcuni suoi investimenti fra i calciatori più giovani e promettenti se l’era legato al dito, ma finchè Il Napoli era primo in classifica ovviamente sarebbe stato impopolare mettere in discussione Sarri, guarda caso quando è che De Laurentiis è uscito allo scoperto demolendo in gran parte Sarri ? Quando il Napoli perde con la Fiorentina e dice addio ai sogni di gloria di Sarri, dei calciatori e di alcuni milioni di napoletani, riconoscendo a Sarri di aver incantato con il suo gioco ma di aver compromesso tutta la stagione per puntare tutte le fiches sul campionato. Ancora una volta, ribadiamo per i più cocciuti, che De Laurentiis per sua stessa implicita ammissione, non ha come obiettivo lo scudetto ma quello di crescere nel fatturato e per farlo gli interessa soprattutto andare in Champions e rimanerci più a lungo possibile.L’altro obiettivo è quello di reclutare i giovani più interessanti del mercato a prezzi modici per farne future plusvalenze. ormai è fin troppo chiaro.  Anche noi troviamo inaccettabile e non condivisibile questa visione ma questa è, perlomeno noi pur non condividendo, ne siamo da sempre consapevoli, altri continuano ad illudersi. Questo è il vero misunderstanding fra De Laurentiis, tutti i tecnici succedutisi, Sarri in testa, giornalisti faziosi e ovviamente i tifosi e a quanto pare nonostante le chiarissime parole di De Laurentiis nelle sue ultime apparizioni mediatiche, sul suo modo di intendere il progetto di crescita, ottusamente qualcuno ancora insiste a vederlo come un presidente interessato alla gloria e non al fatturato illudendo i tifosi di anno in anno con racconti favolistici sul grande presidente, nonostante De Laurentiis stesso fosse il primo a smentirli , non certo noi che lo diciamo da sempre, ma che chiaramente non facciamo testo, passando per destabilizzatori.

Alibi e vittimismo per mascherare la mancanza di unità di intenti fra De Laurentiis e Sarri

Se chiediamo ai Sarristi o ai tifosi napoletani in generale perchè il Napoli ha perso lo scudetto nessuno incolperà Sarri e le sue scelte durante la stagione continuando ad aggrapparsi agli alibi a cui lo stesso tecnico spesso si appigliava per giustificare tre anni senza titoli, quindi il fatturato, il potere politico, le rose, gli arbitri, gli alberghi eccetera eccetera, ma nessuno dice però che Sarri in tre anni non ha mai vinto una partita decisiva, sia in coppa che in campionato, eccetto l’ultima con la Juventus che stava finendo mestamente in un pareggio che solo lo strapotere fisico di Koulibaly all’ultimo respiro gli ha consentito di vincere, perdendo la settimana successiva l’ennesima partita decisiva a Firenze contro una Fiorentina che nelle ultime cinque partite ha vinto solo con il Napoli e poi le ha perse tutte. I tanto strombazzati record sono stati enfatizzati troppo e non si è valutato a dovere che sono stati agevolati in un campionato mediocre contro squadre nettamente inferiori, trovando spesso difficoltà con squadre minimamente più attrezzate, tipo Atalanta e tutte quelle incontrate fra Champions ed Europa League in tre anni. Nell’ultima parte di campionato nelle ultime dieci partite che si diceva di poterle vincere tutte, pur avendo ancora la testa della classifica il Napoli pareggia con Inter, Milan, Sassuolo, perde in casa con la Roma, perde quasi con il Chievo se non l’avessero risolta all’ultimo minuto due riserve, le stesse che Sarri non faceva mai giocare, Milik e Diawara, rischia ancora con l’Udinese e anche in quell’occasione le castagne dal fuoco le levano ancora Milik e due difensori come Albiol e Tonelli, poi alla penultima perde nettamente con la Fiorentina e torna il grande Napoli, quello della leggenda, quando non serve più contro il Crotone all’ultima di campionato. Praticamente una caterva di punti persi nel finale di stagione che non giustificano nessun alibi, nonostante i chiaroscuri degli arbitraggi a favore della Juventus, ma sulla sudditanza arbitrale nei confronti della vecchia Signora si è detto ormai tutto, non scopriamo dopo cento anni l’acqua calda. Cionostante, sarebbe bastato vincere in casa con la Roma e vincere con il Sassuolo e lo scudetto sarebbe stato del Napoli al di là di tutto quello che si è detto degli arbitraggi e su tutte le altre lamentele, quindi chiudiamo una volta e per sempre questo discorso perché continuare a seminare dubbi sul verdetto finale si sfiora il ridicolo oltre che alimentare il solito vittimismo atavico di chi non sa perdere. Inoltre il cosiddetto ‘Comandante’ Sarri, senza elencare inutilmente tutte le partite, ha perso in coppa contro chiunque e la Juventus c’entra assai poco, ha sicuramente perso contro squadre proibitive come Real e City, ma anche contro i modesti Villarreal al primo anno im Europpa League e via via contro Besiktas, Shaktar, Feyenoord e Lipsia per non dire di essere sempre usciti dalla Coppa Italia con il turno favorevole in casa, sia con Inter che con Atalanta per non dire con la solita Juventus che si vorrebbe sempre come l’unica eterna ossessione dei mancati successi. L’unica vera ragione di tutti gli insuccessi dell’era De Laurentiis-Sarri  sta in questa mancata unità di intenti su obiettivi e aspettative di ognuno dei due.

Diamo a Sarri quel che è di Sarri, ma non togliete a De Laurentiis la possibiltà di guadagnare

Ora, non è che volessimo distruggere Sarri e tutto quello di buono che comunque ha fatto, e sicuramente non è stato poco, perché del resto l’obiettivo principale di De Laurentiis della qualificazione in Champions lo ha sempre conseguito, ma bisogna pur rimarcare il fatto che ha perso due occasionissime per vincere il campionato che era il suo vero obiettivo ,  sia due anni fa che quest’anno e volendo anche nello scorso anno, perché negli ultimi tre campionati la squadra di Allegri non è mai apparsa così in forma e imbattibile come quella dei primi 4 scudetti e non aver vinto il tricolore  di due anni fa quando la Juventus aveva regalato quasi tutto un girone di andata scivolando addirittura al 14 esimo posto e avergli consentito di rimontare fino allo scontro diretto di Torino, ha dimostrato che Sarri nonostante un gioco inutilmente dominante, difficilmente vince gli scontri decisivi, e questa è stata la costante dei suoi tre campionati e di tutto il cammino nelle coppe. Inoltre non aver inciso sul mercato ha fatto si che si puntasse solo ed esclusivamente sulla squadra costruita da Benitez, quei sette otto undicesimi già collaudati, eccetto Allan e Hisay, senza integrare altre pedine   necessarie a rendere la squadra e la rosa più completa e adeguata per competere su tutti i fronti. In realtà la rosa a disposizione era più che sufficiente, magari sarebbe mancato qualche top player fra i titolari, ma aver lasciato per strada i vari Gabbiadini, Zapata, Pavoletti, poi Strinic, Maksimovic, Giaccherini e non avergli dato più spazio insieme ai soliti Ounas, Tonelli, Diawara, Rog, Chiriches e lo stesso Zielinsky deve essere sembrato uno spreco enorme.  Magari tutto questo ben di Dio lo avesse avuto Benitez che doveva arereangiarsi con Raphael e Andujar in porta, Fernandez e Britos, Gargano e Inler a centrocampo e come loro rincalzi Lopez e De Guzman.   Invece quello di Sarri è stato un tale spreco di risorse, non solo per il presidente che vi aveva investito, ma anche per la squadra stessa, che non poteva in alcun modo farcela da sola, malgrado essere uscita precocemente e strategicamente da tutti gli altri impegni nelle coppe e ilfatto di non aver utilizzato tutte le risorse per bene, molto probabilmente ha poi compromesso tutte le competizioni, quindi anche il campionato.

Sarri, sarebbe perfetto come allenatore in seconda di Ancelotti, ma sono le convenzioni del calcio che non lo consentiranno

Sarri è un bravissimo allenatore, nel senso del preparatore, dell’uomo di campo, colui che durante la settimana prepara al meglio la squadra, ma ha notevoli limiti in tutto il resto che deve far parte del bagaglio di un allenatore completo, quello che distingue un grande allenatore manager da un allenatore in tuta come lui. Sarri, non incide sul mercato, dice di allenare quello che gli mettono a disposizione e poi insiste solo con una parte della rosa. Il suo gioco spesso è monocorde e non cambia mai modulo, dimostrando di non sapere gestire al meglio nè il turn over, quindi le formazioni, le sostituzioni e i vari momenti della partita, come dei tornei che va ad affrontare. Ha una comunicazione sui generis spesso ridondante di lamenti e inutili volgarità, e spesso le sue giustificazioni inconsapevolmente demotivano i giocatori o gli forniscono alibi. Tutto questo fa di lui ancora un dilettante del calcio perché per quanto fosse apprezzabile il suo concetto di calcio spettacolo, ha sempre dato l’impressione di auto compiacersi oltremodo preferendo il suo personale divertimento, i suoi obiettivi a quelli della società, che pur apprezzandolo per il lavoro svolto, gli ha sempre chiesto con grande chiarezza, di poter usufruire di tutta la rosa affinché riuscire a dare il meglio in ogni competizione e valorizzare tutti i giocatori per cui tanto si era investito sia in termini di acquisti che di ingaggi. Un grande allenatore che si accorda con De Laurentiis deve considerare questi aspetti, quindi  prendere o lasciare, ma se ci si accorda poi le incertezze non vanno bene. Purtroppo per Sarri, tutti i suoi limiti nonostante i grandi pregi sono venuti inesorabilmente fuori e magari questo gli sarà costato anche l’ingaggio di qualche altro club importante, perchè nessun club al mondo consente ad un allenatore di fare come gli pare e piace su comunicazione, obiettivi societari e quali calciatori utilizzare. Oggi Sarri è ancora sotto contratto con il Napoli malgrado il Club lo avesse sostituito con Ancelotti, ma se non dovesse trovare squadra, sarebbe perfetto che il Napoli proponesse a Sarri di collaborare con Ancelotti nella preparazione dandogli il compito di allenare la squadra e Ancelotti di decidere tutto il resto fra mercato, panchina e comunicazione. Siamo ragionevolmente certi che non ce ne sarebbe per nessuno, peccato però che la cosa per convenzioni, responsabilità e troppa personalizzazione dei ruoli non potrebbe mai essere praticabile, ci vorrebbe una tale dose di umiltà e consapevolezza dei propri limiti come dei propri pregi che e in questo mondo del calcio cosi individualista non sarebbe mai possibile. Poi parlano di gioco si squadra…

Pit

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *