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Napoli, al mercato non servono i doppioni ma giocatori di qualità con caratteristiche diverse

Il luogo comune che per allestire una rosa di calciatori competitiva servono 22 calciatori quindi 2 doppioni per ruolo va sfatato definitivamente. Una squadra di calcio competitiva deve avere uno zoccolo duro di 14/15 titolari che si alterneranno per la maggior parte delle partite da disputare, poi il resto devono essere comprimari di una certa qualità da utilizzare nel turn over per far rifiatare quelli che giocano più partite e all’occorrenza quando capitano infortuni, squalifiche o altri impedimenti.  L’errore maggiore che si possa fare al mercato è quello di prendere tutti giocatori doppioni ruolo su ruolo della stessa qualità, intanto perche nonostante il teorico ma evidente vantaggio di avere il ricambio adeguato, questo comporterebbe un’altra scelta drastica su chi dovesse essere il titolare e chi la riserva, la qual cosa potrebbe creare mal di pancia all’interno dello spogliatoio oppure di non poter sfruttare al massimo la qualità della riserva, che potrebbe stufarsi di fare panchina e chiedere di essere ceduto, in quanto avere più possibilità di giocare altrove. Inoltre una concorrenza così spietata potrebbe incidere anche sulla pressione che il titolare subirebbe, facendogli perdere quella serenità quella spensieratezza utile a farlo rendere al meglio, costringendolo a forzare il suo gioco per convincere il tecnico a schierarlo sempre, con  risultati spesso penalizzanti sia per il giocatore troppo stressato che per la squadra stessa. Mai mettere in concorrenza due portieri di pari importanza, come di due centravanti o in altri ruoli fondamentali nella spina dorsale della squadra, li renderebbe insicuri. Questo non vuol dire che bisognerebbe prendere delle riserve più scarse altrimenti la rosa non sarebbe comunque competitiva, ma di prendere grandi calciatori con caratteristiche diverse che si intercambieranno più spesso tra loro a seconda del modulo da adottare, dalla partita da giocare, valutando soprattutto il momento di forma del prescelto oltre alle caratteristiche degli avversari. Per fare tutto questo serve un tecnico che sappia gestire con più elasticità moduli e calciatori e di volta in volta allestire sempre la migliore formazione possibile dando a tutti la possibilità di sentirsi utili alla causa, affinchè il tecnico non fosse costretto a contare solo suo suoi pupilli o comunque dei preferiti in modo assoluto . A tal proposito ecco perché sono più utili i tecnici duttili che quelli integralisti, dallo schema fisso, perché quel tipo di tecnico accentrerà sempre tutto sul modulo di gioco e le caratteristiche dei calciatori che più  saranno in grado di interpretarlo, mentre il tecnico che sa cambiare, privilegerà sempre le caratteristiche dei calciatori al tipo di partita che bisognerà fare per ottenere il massimo, e lo troviamo più  giusto in quanto pur essendo il calcio un gioco di squadra non dovrà mai essere accentrato esclusivamente  sul modo di allenare del tecnico, ma sulla qualità e le caratteristiche dei calciatori perché sono sempre i calciatori quelli che vanno in campo e non i tecnici con i loro moduli perché anche in quel caso i moduli hanno successo soprattutto grazie ai calciatori di qualità che li rendono efficaci e vincenti, perché senza la qualità dei calciatori o della rosa tutta non ci sarebbe modulo vincente. In questo senso meglio un allenatore come Ancelotti o del resto come Allegri che uno monotematico come Sarri, non solo per quanto già detto sulla maggiore elasticità dei primi,  ma anche per essere più facilitati nella gestione della rosa e di essere meno obbligati e ricattabili al mercato .

Pippo Trio

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