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Sarà un mondiale a due velocità, e malgrado tutto Italia e Olanda meriterebbero di esserci

E’ appena iniziato il mondiale e la prima impressione che ne ricaviamo è che sarà un mondiale a due facce e due velocità, da un lato il super professionismo europeo che arricchisce anche le squadre sudamericane e dall’altro la partecipazione seppure appassionata,volenterosa di un altro calcio quello quasi amatoriale delle nazionali degli altri continenti. Non è ammissibile che alla fase finale vi partecipano nazionali come il Panama, l’Iran, e similari e non vi partecipano Italia, Olanda, Repubblica Ceca, ma forse pure Bulgaria e Slovacchia. E’ anche giusto che tutte le squadre del mondo avessero una possibilità di partecipare ai mondiali, non a caso si chiamano mondiali, ma sarebbero da rivedere le formule delle qualificazioni. Forse sarebbe più giusto mescolare meglio i gironi di qualificazione alla fase finale e invece di comporli continente per continente sarebbe più corretto che anche alle qualificazioni le nazionali potessero essere mescolate tutte insieme così come avviene nellafase finale, equilibrando i gironi con nazionali di tutti e cinque continenti, qualificandone due per girone. Non è possibile che nei gironi europei in un girone in cui si qualifica solo una si debbano confrontare delle potenze del calcio, perchè così è inevitabile che si lascia a casa una grande protagonista, come è stato nel caso di Spagna e Italia con la eliminazione di una nazionale, quella azzurra,  che ha vinto per ben 4 volte i campionati del mondo. Detto questo, per quello che si è visto finora si è solo potuto notare che vi è una differenza abissale quanto a organizzazione di gioco, tecnica, tattica e fisicità fra le nazionali europee e quelle di altri continenti. Lo stesso Uruguay, pur avendo in squadra fior di giocatori che giocano ad alti livelli in Europa come Cavani, Suarez, Godin, Vecino, Torreira ed altri, ha mostrato una lentezza nella manovra, imprecisione e una scarsa organizzazione del gioco veramente irritante, e fa specie che perl’ennesima volta a dirigere la nazionale uruguagia sia ancora Tabarez, pur considerato in patria giustamente un maestro, una quasi diìvinità ma è ormai vecchio e claudicante, ci sarebbe bisogno di qualcos’altro per quei diavoli in campo. Infatti, sarà a che per questo che l’Uruguay pur vicendo all’ultimo respiro, ha giocato in modo pessimo contro una nazionale nord africana il cui miglior calciatore, Salah, era in panchina, e fa capire quanto è grande la differenza fra il calcio europeo e quello degli altri, perchè è in Europa che giocano i migliori giocatori al mondo, anche quelli sudamericani dell’Uruguay, ed è l’Europa ormai il continente di riferimento, il più forte nel mondo del calcio, da tutti i punti di vista. Persino Argentina e Brasile, che sfornano sempre grandi calciatori in quantità industriale,  le loro nazionali non riescono a raggiungere il livello organizzativo e tattico della maggior parte delle nazioni europee, non a caso Messi che da tempo vince tutto in Europa, non riesce mai a vincere nulla con la Nazionale e il Brasile qualche anno fa prese una scoppola esagerata dalla solita Germania, e la spiegazione non può che essere la differenza abissale che passa fra la capacità dei nostri paesi a produrre calcio ad alto livello, rispetto ad un calcio magari anche più tecnico come quello sudamericano, ma forse ancora troppo velleitario in termini di organizzazione, legato al romanticismo del gesto tecnico del fantasista, del dribblomane, del palleggiatore, insomma  di un calcio forse antico per quanto bello e armor affascinante ma troppo individualista, che irrimediabilmente va a cozzare contro un muro di fisicità bionica, di un’ organizzazione tattica che non lascia nulla al caso delle maggiori nazionale europee. Finora abbiamo visto solo 4 partite, ma l’unica partita di calcio di livello veramente mondiale è stata quella fra Portogallo e Spagna finita 3 a 3 con uno dei migliori calciatori del mondo sugli scudi. Le  altre partite già giocate al confronto sembravano dispute fra scapoli e ammogliati, nonostante i 5 gol della Russia all’Arabia Saudita, che comunque staglia già la differenza fra europee e altri continenti. Se la non trascendentale Russia riesce a fare 5 gol senza subirne all’Arabia Saudita, figuriamoci cosa accadrebbe quando accadrà, che squadre di questo tipo incontrino Germania, Spagna, Francia e altre più blasonate. Poi magari come spesso accade il calcio, inspiegabilmente saremo smentiti  e succederà che una cenerentola africana o asiatica faccia la partita della vita tutt’anima e cuore e faccia risultato contro una delle corazzate citate, ma può solo accadere perchè magari le grandi possano sottovalutare l’impegno non proibitivo e magari calano di attenzione e concentrazione, altrimenti non ci sarebbe mai storia, viste le differenze. Però una fase finale di un mondiale meriterebbe di essere frequentata veramente dal meglio del meglio del calcio, affinché possa  aumentaree sempre più lo spettacolo e la competitività, ma capiamo pure che politicamente per un maggior coinvolgimento generale e una rappresentanza di tutti i continenti si debba per forza di cose procedere in questo modo. Tuttavia, resta il rammarico che fra un mondiale e l’altro passano otto anni prima di rivedere nel prossimo campionato  una grande nazionale come l’Italia o l’Olanda, praticamente passa quasi una generazione. Ma queste sono le regole e crediamo lo saranno ancora per anni, non resta che accettarlo. A questo punto ci auguriamo che in questi mondiali possa emergere una matricola e che il calcio possa raccontare finalmente una bella favola, e nonnla solita storia, seppure questo meraviglioso sport spesso si presta alle favole e ai sogni, anche se poi irrimediabilmente sul più bello li infrange con la sua impietosa crudeltà e a vincere saranno sempre una delle solite quattro .  Questa è la dura legge del calcio come della vita, i più forti vincono quasi sempre. Noi, facciamo facciamo il tifo per il quasi, anche perchè questi mondiali non ci riguardano più di tanto, emotivamente.

Pippo Trio

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