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Follia omicida al Vomero per futili motivi automobilistici

In via Cilea, padre e figlio di Pianura scaricano la loro brutale violenza su un’ intera pattuglia dei vigili urbani dopo un normale accertamento stradale avvenuto per un tamponamento del furgoncino di proprietà dei due familiari, letteralmente impazziti al momento del fermo.

“Un giorno di ordinaria follia”, non è solo il titolo di un film degli anni 90′ interpretato magistralmente da Michael Douglas nei panni di un automobilista super stressato in preda alla follia scatenata dal traffico cittadino, ma è la pura cronaca di una normale mattinata di traffico nel quartiere Vomero, quando uno dei tanti furgoncini usati magari per uno sfratto o di quelli che scorazzano le proprie merci e consegnarle fra un negozio e l’altro, tamponano un’altra auto…. Una scena come se ne vedono tante per le strade di Napoli, quando la circolazione di auto, moto e pedoni doventa febbrile, quando non si trova un parcheggio ed è difficile districarsi fra le mille difficoltà di un’urbanità sempre più al collasso. Auto in doppia fila, sirene che accompagnano le corse impossibili di ambulanze, moto che zigzagano a destra e sinistra in slalom fra passanti e spesso tagliando la strada alle più ingombranti auto, clacson pigiati istericamente non appena il semaforo diventa verde, quando pure lo si rispettasse, pedoni che credono di avere il diritto di camminare giù dai marciapiedi come fossero nel salotto di casa e di essere immuni dalle regole stradali e dai colori dei semafori in prossimità delle strisce pedonali. Chiaramente in tutto questo inferno di lamiere e strade roventi è facile che capiti l’incidente, l’alterco, la mandata a quel paese, ed è del tutto fisiologico in qualsiasi metropoli del mondo. Ma quello che ieri è accaduto al Vomero va molto oltre la pittoresca scena fra automobilisti stressati che ogni giorno viviamo per le strade sempre più strette e malmesse di Napoli. Qui non si tratta più di gridare ‘cornuto’ al lento conducente dell’auto che abbiamo sorpassato, e nemmeno urlare i ‘chitevviecchi’ al ragazzino indisponente che fa il bulletto sullo scooter e nemmno disputarsela  su chi ha ragione e chi deve assumersi la responsabilità dell’incidente occorso e chi fornire lettera all’assicurazione qualora si fosse pure assicurati, ma quello che è accaduto ieri al Vomero va al di là di ogni  immaginazione in fatto di alterchi per futili motivi automobilistici. Riportiamo le cronache, le testimonianze di persone e vigili urbani in servizio i quali hanno raccontato come tutti gli organi di informazione riportano, che verso le 10,30 in Via Cilea al Vomero, un furgoncino tampona distrattamente una Smart, poi interviene una volante dei Vigili Urbani di pattuglia nella zona che intima al conducente e all’accompagnatore del furgoncino di accostare a destra per verificare l’accaduto, e nella manovra di accostamento il conducente del furgoncino tampona altre auto, al che il comandante della pattuglia gli intima di fermarsi per non causare altri danni temendo che il conducente fosse vittima di malore alla guida. Ed è così che improvvisamente come un fulmine a ciel sereno si scatena in modo spropositato tutta la violenza inaudita del conducente e dell’accompagnatore, un padre e un figlio originari di Pianura, 54 enne, il padre e appena 20enne il figlio,  uno dei quali, il genitore già noto alle forze dell’ordine per altri reati commessi. Resta il fatto che i due probabilmente seccati per i modi spicci  del comandante dei vigili, rispondono con schiaffi e pugni iniziando una colluttazione di una violenza inaudita che causa notevoli danni fisici a quasi tutti i vigili intervenuti al fermo, ma non finisce qui perchè a un certo momento il più giovane della coppia del furgoncino, sfila la pistola di ordinanza al comandante della pattuglia,  gliela punta al collo gridando “ti ammazzo”  premendo il grilletto ripetutamente. Allucinante! Fortuna ha voluto che i colpi non siano mai stati esplosi in quanto il vigile detentore della pistola, per sua sana abitudine non inserisce mai preventivamente il colpo in canna ed è così che si salva la vita, altrimenti oggi staremmo parlando di un omicidio a un operatore di pubblica sicurezza per futili motivi, per mano di un giovane energumeno folle, che non ha esistato neanche per un attimo a scaricare il grilletto insieme a tutta la sua rabbia dettata chissà da quale incredibile motivo, fino a che poi i due non vengono finalmente bloccati e trasferiti in carcere. Facendo a bocce ferme una serie di riflessioni semplici semplici, noi tutti possiamo comprendere che si sparino colpi di pistola per una rapina complicatasi, per un fatto di criminalità legato a traffici di droga, camorra, regolamenti di conti e quant’altro, quantunque la violenza omicida non può mai essere giustificata, ma che accade per un semplice tamponamento, con l’aggravante dell’aggressione immotivata a pubblici ufficiali è qualcosa di totalmente incomprensibile, di raccapracciante che deve far riflettere tutti, nessuno escluso, sulle condizioni di vita dei nostri tempi. Si badi bene, prima che qualche moralista benpensante possa accusarci di voler giustificare un atto così violento, che non solo noi non si giustifica nel modo più assoluto chi si è macchiato di una tale azione, anzi confidiamo vivamente che gli si assicurino pene adeguate e certe, ma non si giustificano più nemmeno i responsabili fra chi dovrebbe governare la vita pubblica e l’amministrazione di città, regioni, la nazione tutta, affinchè evitare che immigrati, disperati, tossici, e persino la gente comune possa impazzire di stress, che molto probabilmente risolve con droghe, violenza o altro il proprio malessere  con tutte le complicazioni che ne derivano,mettendo a serio rischio la sicurezza di tutti. Perchè casi come questi avvengono solo se si perde totalmente la testa, perchè è inimmaginabile diversamente una reazione così spropositata per un fatto talmente insignificante come potrebbe essere quello di un tamponamento, per quanto seccante possa essere nella gestione delle parti in causa, vigili urbani compresi, a cui tocca occuparsene per ordinaria amministrazione del proprio lavoro.  Nessuno al mondo sano di mente, o quanto meno innpossesso di un minimo di raziocinio fosse anche il più efferato criminale si può mai immaginare di tentare di uccidere un vigile, un poliziotto o chiunque altro per motivi di viabilità e rischiare di passare il resto della vita in carcere per così poco. Che i protagonisti di questa clamorosa vicenda fossero fuori di testa lo capirebbe pure un bambino, senza bisogno di scomodare la psichiatria,  e prima di curare loro o sottrarli alla giustizia riducendogli il reato con l’appiglio dell’infermità mentale, si faccia molto di più affinchè l’infermità mentale non diventi la norma fra la popolazione così come la giustificazione a giorni di ordinaria follia come il terrore vissuto ieri al Vomero. Si mettano le persone in condizioni di vita normali, i vigili urbani in grado di poter regolare il traffico facendo rispettare le regole a tutti, non solo a quei pochi  che ogni tanto si decidono di sanzionare, non si tollerino più macchine in doppia fila, neanche una, e in nessuna strada neanche secondaria,  inoltre, imporre a tutti, quindi anche a pedoni, scooter e moto le regole del codice della strada e soprattutto non si faccia finta di niente sul degrado cittadino diventato ormai insostenibile, dalle condizioni di vita animalesche di immigrati, clochard e senza tetto vari, e sorattutto non si faccia finta di niente per tutta la  droga che circola tranquillamente per piazze, scuole, movide selvagge e persino a domicilio. Basta a ragazzini bulletti e violenti, punendo i genitori degli stessi per responsabilità diretta e i ragazzi rieducarli severamente in strutture adeguate anzichè in carceri minorili con altri delinquenti o teppistelli che finiranno per rovinarsi tutti reciprocamente. Basta pure a medici e infermieri aggrediti in ospedale o direttamte nelle ambulanze, perchè poi non ci sarà più nulla da meravigliarsi ancora quando capiteranno altri episodi del genere, pèrchè poi sarà inevitabile che  qualsiasi testa calda si sentirà in diritto di permettersi tali azioni. Nessun posto al mondo è perfetto, i ladri, i violenti, gli stupratori, i mafiosi, i bulli esistono dappertutto, sono sacche di malavita e malessere inevitabili, ed è per questo che esistono organi di pubblica sicuerezza, per arginarne le problematiche, però quando la violenza raggiunge picchi inauditi e imprevedibili come quello ieri accaduto al Vomero, vuol dire che non riguarda più solo un problema di criminalità comune, ma che coinvolge ormai chiunque in quella che è diventata una guerra per la sopravvivenza, dell’odio per il prossimo, della faida, dell’orgoglio ferito, quella di tutti contro tutti, ove la sopraffazione e la legge del più forte si perpetua in ogni contesto, dai social, ai condomini, sul lavoro, ai tavolini di bar e pizzerie, a scuola, come in ospedale, in metropolitana, o alle poste e negli uffici pubblici  e ancor di più nelle strade. Ora basta, non è più tollerabile, si faccia qualcosa immediatamente!

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