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Le ‘vedove’ inconsolabili di Sarri spargono fake news sulla salute di Ancelotti

Nel linguaggio cibernauta va di gran moda la parola composita ‘fake news’, che in italiano si traduce come notizia falsa, ma quella che gira in questi giorni a Napoli, più che una notizia, falsa o reale che fosse, è una vera e propria cattiveria sul conto di Ancelotti, anzi sulla sua salute, ed è veramente sgradevole che qualcuno possa svelare una cosa così privata come potrebbe essere quella di una eventuale malattia di una persona, codificando semplicisticamente un atteggiamento del viso di Ancelotti, quello di un sopracciglio più pronunciato come il facile segnale o sintomo di una malattia degenerativa ai primi stadi. In ogni caso attribuire o svelare eventuali patologie di chicchessia, foss’anche di un personaggio pubblico così importante è veramente di cattivo gusto, anzi proprio perché trattasi di personaggi pubblici già di per se troppo esposti,  probabilmente sarebbe persino più grave dal punto di vista dei danni di immagine oltre che morali e non c’e Alcun diritto di cronaca che tenga di fronte alla dignità e al diritto di privacy. Per quanto ci riguarda non menzioneremo nemmeno per un momento la presunta malattia che in certi ambienti della stampa locale attribuiscono ad Ancelotti, è talmemte sgradevole solo il pensiero di dover dar credito a voci così insulse, volgarmente offensive, che non tengono conto minimamente della privacy e dell’immagine delle persone, fregandosene ampiamente dei danni che possono causare tali notizie, che rimaniamo basiti. Non è possibile che quando si parla di calcio tutto è concesso, perchè il fanatismo, l’ignoranza, la cattiveria anche a causa dell’uso abusato dei social sta raggiungendo picchi di inciviltà indecenti. Non c’è più limite, ormai tutti noi abusiamo della libertà di comunicazione che ci permette la tecnologia, e come sempre quando si è troppo liberi in tanti travalicano quei limiti che pur ci sono nella nostra libertà nel rispetto di quella altrui  che poi inevitabilmente una volta travalicato susciteranno seppure  tardivamente regolamentazioni restrittive che penalizzeranno soprattutto chi invece della libertà ne capisce il sublime concetto, che ha sempre  rispettato la libertà del prossimo. Il primo fondamento della parola libertà è il rispetto, perchè nessuno è libero di violentare la libertà altrui giudicando o rivelando l’intimità di una persona e le sue cose private ammesso pure che fossero veritiere. Quando si tratta della vita di una persona, bisogna rispettarne totalmente la privacy, e non importa se quello che si dice è vero è falso, a meno che non si tratta di aspetti gravi che coinvolgono o danneggiano le vite altrui, ma non è concepibile trarre delle conclusioni solo per banali sospetti, magari per sentito dire, o perchè si vuole infamare, infangare o danneggiare in qualsiasi modo una persona o implicitamente addirittura una terza con lo scopo di esaltarne un’altra. Non vogliamo disquisire oltre nonostante l’argomento sia così importante, etico e di altissimo profilo come quello della libertà, probabilmente riguardo a questi alti concetti siamo ancora al medioevo, nonostante la tecnologia, il progresso ci fornissero giorno dopo giorno i mezzi per poter sperimentare al meglio il concetto di libertà e rispetto, ma purtroppo le distorsioni nell’interpretare questi nobilissimi concetti sono ancora ai primi stadi e nel caso di cui ci stiamo occupando sarebbe preferibile dire esattamente le cose per quelle che appaiono e come si manifestano. È abbastanza chiaro che l’arrivo di Ancelotti ha sorpreso quanti non credessero che un presidente come De Laurentiis potesse prendere il top degli allenatori, e allora pur di minimizzare la scelta importante si cercano altre strade come quella di ritenere l’allenatore bollito, ormai  pensionabile, venuto a Napoli per svernare gli ultimi scampoli di carriera, approfittando dell’occasione per far lavorare anche figlio e genero ormai da un bel po di tempo a rimorchio del suo mito. Queste sono le insinuazioni che hanno accompagnato l’arrivo di Ancelotti, ma è netta la sensazione che strada facendo le critiche potranno essere anche più feroci qualora il suo Napoli non dimostrasse la stessa sicumera come negli anni scorsi. La differenza che passa fra un grande allenatore e uno bravo è che il primo rimarrà tale solo se continuasse a vincere altrimenti ci si dimentica anche del suo fulgido passato e nel secondo caso basta fare qualche record pur non vincendo nulla per esaltarlo a vita perché è nei perdenti che la gente si riconosce, ed è questa proiezione della propria normalità che fa propendere sempre per tifare per il più debole, quello più vicino al proprio essere. Infatti Ancelotti consapevole della sua funzione, da grande allenatore manager quale indubbiamente è,  ha subito chiarito, senza cercare alibi alcuni,  che il suo obiettivo è vincere qualcosa di importante come è giusto che facciano tutti quando si tratta di competere, al di là di storia, blasone e potenza delle avversarie, anche perché certi allenatori non approdano in certe squadre se non sono convinti di poter vincere, perché per guadagnare soldi senza assilli particolari non si sceglie una piazza difficile e complicata come Napoli, magari si va in Cina, negli Emirati, in America o in Canada dove peraltro vi sono le origini della compagna.  Abbiamo la netta sensazione che certe voci su Ancelotti provengano da quello stuolo di fanatici dell’ormai ex allenatore del Napoli, che pur di esaltare ancora il falso mito, se ne scredita l’eccellente collega  e magari alla prima occasione utile attaccare sia Ancelotti che il presidente che lo ha preso, e non potendo fare dei paragoni sulla carriera, ci si appiglia a cose di questo tipo che francamente ci lasciano veramente di stucco, semplicemente perchè in tal caso non ci sono discussioni, opinioni, paragoni che tengano, resta  solo da constatarne le miserie umane. Il punto non è se la rivelazione della notizia di una malattia di un personaggio sia vera o falsa, ma è che in ogni caso una cosa del genere non va mai rivelata a meno che non è il diretto interessato a rivelarla, perché è l’unico ad aver e diritto, neanche il medico curante può rivelarla per segreto professionale e soprattutto perchè si chiama privacy e non è quella che leggi ingannevoli o quantomeno contorte ci estorcono per obbligarci a contratti o qualsivolglia documentazione di natura commerciale, ma è quell’ultima risorsa che ci rimane  per difendere la libertà più intima di ogni individuo, quella che si rivela solo a chi si ama, alla famiglia e persino in questi casi a volte viene violata, e forse anche oer questo  poi nascono delle voci, dei passaparola vergognosi, che spesso vengono conditi anche da falsità totali pur di giustificare le presunte scottanti verità. Nessuno al mondo possiede la verità assoluta su nulla, figuriamoci come potrebbe mai passare per verità una voce di popolo senza un briciolo di prova certa, e non possiamo credere affatto che possa esserci verità nelle parole di chi non ha potuto in alcun modo avervi accesso, a meno che non siano il medico di Ancelotti, lo stesso allenatore, un amico  o un membro della sua famiglia, e se pure fossero loro ad aver rivelato a chicchessia una cosa del genere oltre ad essere loro stessi persone abominevoli, lo sono ancora di più chi divulga informazioni così personali a chiunque solo per dimostrare di saperne più degli altri. Sarebbe più corretto prendersi la responsabilità di pubblicare una tale notizia del genere dopo aver verificato la credibilità delle fonti che andarla a dire comunque in giro in modo anonimo, perché ciò e ancora più subdolo. In ogni caso, sarebbe meglio criticare le persone direttamente per quello che attiene alla propria professione che usare la loro privacy per secondi, terzi e quarti fini. Consigliamo di smetterla sul nascere, innanzitutto per i motivi fin qui descritti e anche se meno importante, per non distruggere di primo acchito la stagione del Napoli appena iniziata e che noi tutti vorremmo fosse foriera di grandi emozioni sportive, perché è questo che lo sport e il calcio in particolare deve fornire, non certe maldicenze, accuse, veleni di basso profilo. La critica va bene, ma quando è troppo è troppo….

Pippo Trio

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