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Due mesi di governo giallo-blu, zero provvedimenti: Palazzo Chigi mai peggio di così dal 2001

Per ora solo annunci buoni per i social e i media preoccupati di non urtare la suscettibilità dei nuovi padroni, che non hanno spostato di una virgola i problemi del Paese, né tanto meno risolto, anche se solo formalmente, le emergenze del vasto popolo dei meno abbienti che li ha premiati con un massiccio voto alle urne. Il famoso programma targato Lega-Cinquestelle? Carta straccia.

di Peppe Papa

A quasi due mesi dal suo insediamento per il governo giallo-blu la produttività in termini di leggi e decreti è pari a zero, così come quella, per forza di cose, del parlamento. Per ora solo annunci buoni per i social e i media preoccupati di non urtare la suscettibilità dei nuovi padroni, che non hanno spostato di una virgola i problemi del Paese, né tanto meno risolto, anche se solo formalmente, le emergenze del vasto popolo dei meno abbienti che li ha premiati con un massiccio voto alle urne.

Il famoso programma targato Lega-Cinquestelle  è diventato, nell’impatto con la realtà, pressoché carta straccia. Quel che resta di questi primi sessanta giorni dell’esecutivo Conte è la faccia feroce e non solo, del vice premier e ministro degli Interni, Matteo Salvini contro i negri che invadono la nostra terra, Bruxelles avida usurpatrice di sovranità nazionale e ostacolo al futuro degli italiani, e il “Decreto dignità” dell’altro vice premier e ministro del Lavoro e Sviluppo economico, Luigi Di Maio che, ancor prima di approdare in aula, è già diventato un caso politico, con il titolare del dicastero che dimostra di averci capito poco della sua stessa proposta e il presidente dell’Inps, Tito Boeri accusato di “infedeltà” e minacciato di licenziamento.

Intanto, gli sbarchi dei migranti, e purtroppo anche i morti, continuano senza sosta e la Ue non si fa scrupolo a blandirci quando le conviene (vedi, appunto il dossier migranti), ma anche a non farci sconti sulle questioni di politica finanziaria. Insomma, mancanza assoluta di iniziative e un record assoluto: mai nessun governo aveva fatto nel concreto così poco negli ultimi anni. ù

Una vera dèbàcle, senza nessuna giustificazione dopo una stagione di intransigente opposizione da parte dei due partiti della coalizione di governo e le promesse profuse a piene mani in campagna elettorale.

Così, senza contare i governi Monti, Renzi e Gentiloni che hanno potuto contare su un parlamento già operativo (si sono formati in corsa) approvando provvedimenti nuovi come il “Salva Italia”, “Job acts”, il “Salva Risparmio”, tutti gli esecutivi nati tra il 2001 e il 2013 nell’arco di due mesi sono stati capaci di produrre leggi importanti e di somma urgenza, a prescindere se di centrosinistra o di centrodestra.

Il secondo governo Berlusconi  (11  giugno 2001 – 20 aprile 2005), nei primi consigli dei Ministri deliberò la diminuzione delle accise sui prodotti petroliferi – infingardamente  promessi qualche mese fa da Salvini in televisione da Vespa e di cui si sono perse le tracce – e la riforma dei reati societari, oltre l’approvazione prima del 31 luglio del ddl per il “Rilancio dell’economia” e dei decreti Ministeri, Rifiuti e delle Infrastrutture tra il due e il 3 agosto.

Addirittura meglio fece il secondo governo Prodi (17 maggio 2006- 24 gennaio 2008), in preda fin dall’inizio alle ingestibili tensioni interne che ne decretarono la fine anticipata, che riuscì comunque a dare vita allo ‘storico’ decreto Bersani-Visco sulle liberalizzazioni, il rifinanziamento delle missioni italiane all’estero e l’indulto voluto dall’allora Guardasigilli, Clemente Mastella.

Poi ancora Berlusconi con il suo quarto esecutivo (8 maggio 2008-12 novembre 2011), l’ultimo a sua guida, che senza affanni riuscì a timbrare in via definitiva il decreto sul salvataggio dell’Alitalia, l’abolizione dell’Ici sulla prima casa, il “Lodo Alfano” e il Trattato di Lisbona.

Infine, Palazzo Chigi in mano all’impalpabile, Enrico Letta e la sua squadra (28 aprile 2013-14 febbraio 2014) prima del colpo di mano di Renzi che, in un paio di settimane diede il via libera allo sblocco dei pagamenti della PA, sospese l’Imu e incrementò i fondi per la cassa integrazione ordinaria e straordinaria.

Misure concrete, discutibili o meno, che rappresentarono un sigillo e un assicurazione sulla credibilità dei governanti del momento e che danno la misura dell’approssimazione, incompetenza e sterile fervore ‘pseudo ideologico’ dei giovani, si fa per dire (soprattutto per quel che riguarda la Lega, da oltre un quarto di secolo in parlamento), “padroni del vapore”.

Gli italiani, in tutti casi, per il momento sembrano apprezzare, non si annunciano ‘forconi’ pronti a marciare su Roma, ma meglio non fidarsi: la pancia è pancia, e la fame arriva improvvisa. Per ora ci sono le vacanze di mezzo che, nonostante la “crisi” dove i soliti poveri sono sempre più poveri e i ricchi più ricchi, tutti gli italiani santificano come possono disponendosi a rinviare le preoccupazioni che li affliggono a settembre inoltrato. Quando, a fronte dell’inverno incombente e il cielo che si fa grigio, per ognuno diventa scomoda la trincea dove al proprio fianco cadono i compagni di sventura e la prossima pallottola sanno che può essere la propria. Che Dio ce la mandi buona.

3 Comments

  1. Giovanni Passannante ha detto:

    Perché giallo-blu?
    I vaffanculo-celoduro non sono gialli e verdi?

    • Peppe Papa ha detto:

      Blu è il colore dei nazionalisti lepenisti e putiani, il modello cui si ispira il nostro…

      • Anna. ha detto:

        Lepenisti desumo da Jean Marie Lepin – putiani desumo da Putin – Su Peppe Papa faccia il bravo. Dia un po’ di tempo e lasci governare anche se io li ho definiti un po’ acqua cheta. Però è possibile che debbano veramente lavorare tanto per mettere insieme i pezzi dello schifosissimo puzzle che i governi precedenti corrotti hanno creato. Se vediamo che vanno per le calende greche avremo tempo di ricrederci. Dimenticavo i meloniani non suona proprio bene con la bravissima Giorgia Meloni. Nel frattempo Fratelli d’Italia. Abbasso il PD e il Berlusconi.

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